Il giudice sportivo Tosel al Panathlon

Una conviviale molto importante ha avuto luogo il giorno 13 aprile. Sono entrati a far parte della grande famiglia panathletica quattro nuovi soci: Tomassini Giuliano (nuoto), Benvenuti Andrea (atletica leggera), Gasperoni Alan (giornalismo sportivo) e Angelini Edoardo (basket). Introdotti dal cerimoniere del Club, Aldo Arzilli, i quattro nuovi soci hanno letto e condiviso la carta del Panathleta e ricevuto il pin del Club dal Presidente Leo Achilli assieme ad un caloroso benvenuto. La loro competenza, la loro passione e la loro storia sportiva apporterà un ulteriore valore aggiunto alle attività del sodalizio.
Altro momento molto importante è stato l’intervento del Dott. Gianpaolo Tosel, Magistrato e Giudice Sportivo della Lega Nazionale professionisti della Serie A di calcio. Il giudice Tosel, che era accompagnato dalla Signora Cecilia, è piemontese di nascita ma risiede da molto tempo a Udine; si è laureato in giurisprudenza all’Università di Ferrara ed è stato anche Pubblico Ministero in importanti procedimenti giudiziari durante i drammatici anni di piombo. Dal punto di vista sportivo è stato prima collaboratore del Giudice Corrado De Biase all’ufficio inchiesta della FIGC poi nominato Giudice Sportivo della Serie A.
Durante il suo interessante intervento il Dott. Tosel ha ripercorso la storia della giustizia sportiva nell’ambito del calcio sin dalle sue origini verso la metà dell’800, fino ai nostri giorni sottolineando il continuo modificarsi delle regole in sintonia con lo sviluppo costante della popolarità e del seguito che il calcio comporta. In riferimento all’Italia l’ospite ha evidenziato il fatto che almeno la metà del popolo italiano segue una squadra di calcio e che in Italia, e solo in Italia, esistono ben tre quotidiani sportivi per cui la pressione mediatica su chi, come lui, deve gestire la giustizia è sempre di alto livello.
Uno dei problemi maggiori del calcio italiano continuano ad essere i comportamenti antisportivi e le simulazioni: il Giudice Tosel ritiene che sia fondamentale educare le giovani generazioni, sin dalle scuole di mini calcio, ad un più rigoroso rispetto delle regole, dell’avversario, dell’arbitro. Cosa che cerca di fare il Panathlon sin dalla sua fondazione.
Al termine l’ospite ha risposto a tutta una serie di domande e curiosità dei numerosissimi soci presenti che hanno riguardato soprattutto l’evoluzione del lavoro di giudice in rapporto alle sempre più sofisticate tecnologie e riprese televisive.

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