Rissa tra anarchici e skinheads, cinque arresti

carabinieri notte

Nelle prime ore di oggi i carabinieri della compagnia di Rimini hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare domiciliari e notificato 15 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati, emessi dalla locale procura della Repubblica, nei confronti di soggetti, tutti italiani, appartenenti a due gruppi contrapposti facenti capo uno agli “autorganizzati” di Rimini/ultras Rimini e l’altro agli skinheads di Bellaria Igea Marina, responsabili a vario titolo dei reati di “rissa aggravata dalla presenza di partecipanti che hanno riportato lesioni personali, danneggiamento aggravato su cose esposte alla pubblica fede in concorso, lesioni personali, porto abusivo aggravato di oggetti atti ad offendere in concorso, violenza privata aggravata poiché commessa da più persone riunite, resistenza a pubblico ufficiale in concorso aggravata dall’aver commesso il fatto da più persone riunite e travisate, invasione di terreni ed edifici effettuata da più di dieci persone in concorso, favoreggiamento”. L’operazione, iniziata nel marzo 2014, ha permesso di ricostruire la vicenda che aveva portato al fermo di indiziato di delitto di un appartenente al gruppo di destra, per l’accoltellamento di due membri gravitanti nel movimento anarchico locale, avvenuto all’esterno di un locale bellariese. Ascoltati dalle forze dell’ordine in quell’occasione, gli anarchici avevano steso un velo di omertà per proteggere i propri compagni, sminuendone i ruoli e in altri casi negandone la presenza stessa nel corso dello scontro. L’attività ha permesso anche di far luce sul danneggiamento dell’auto di un esponente locale di Forza nuova, avvenuto a Rimini la notte del 25 aprile 2014 mentre lo stesso era impegnato nell’affissione di volantini contro la cerimonia della festa della Liberazione che si sarebbe tenuta nella mattinata successiva. Sono finiti ai domiciliari: M.G. 26enne di Rimini; F.B. 25enne di Piacenza; L.Z. 23enne di Santarcangelo; D.V. 29enne di Rimini; T.D.M. 27enne di Rimini (unica donna del gruppo). Nell’attività investigativa i militari dell’Arma hanno raccolto negli ultimi due anni elementi a carico degli indagati nel corso dei numerosi servizi in occasione di manifestazioni, sia a Rimini che altre sedi nazionali e internazionali, dove si evidenziava per gli stessi il concreto pericolo di reiterazione criminosa. Alcuni degli indagati arrestati, sono stati riconosciti e identificati nel corso di vari episodi sfociati anche in violenze, che nel caso di uno ha comporta l’arresto in Grecia, da parte della polizia del posto, con successiva condanna a 17 mesi di detenzione con pena sospesa per 3 anni, con conseguente espulsione. Alcuni degli arrestati venivano monitorati sui social network dove, nascondendosi con pseudonimi e profili di copertura, facevano emergere la loro adesione ideologica. L’ultimo episodio, monitorato dagli investigatori, si

riferisce al recente comizio di Matteo Salvini in piazza Tre Martiri a Rimini, dove un corteo non autorizzato, cui aderivano tre degli arrestati e promosso dai movimenti autorganizzati, si è scontrato con la polizia di Stato e si è concluso con l’arresto di due attivisti.

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