Evasione da quasi tre milioni di euro scoperta dalla Guardia di finanza

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La Guardia di finanza di Rimini ha eseguito un sequestro preventivo per equivalente, emesso in materia di reati tributari dal gip del tribunale di Rimini, per un importo complessivo pari a 2.803.015 euro. Le indagini finanziarie e patrimoniali dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria si sono concentrate su due riminesi, risultati essere amministratore di fatto e di diritto di una società per azioni operante nel settore della distribuzione automatica, formalmente situata nella Repubblica di San Marino, ma di fatto con sede a Rimini, completamente sconosciuta al fisco italiano, in quanto risulta aver omesso di presentare, per gli anni d’imposta 2009, 2010, 2011, 2012, e 2014, le dichiarazioni dei redditi e dell’Iva. Amministratore di fatto e di diritto dell’azienda è risultata una 27enne riminese che in passato era balzata agli onori delle cronache per aver vinto il titolo di Miss Riccione e poi aver partecipato a Miss Italia. Insieme a lei è indagata la madre. L’attività investigativa ha avuto origine da una segnalazione alla direzione provinciale di Rimini della Agenzia delle Entrate effettuata dalla compagnia della Guardia di finanza di Chioggia (Venezia), Reparto che nell’ambito del controllo economico del territorio nella propria circoscrizione aveva acquisito elementi informativi sulla “esterovestizione” della società per gli anni d’imposta dal 2009 al 2014, basandosi anche sui dati forniti dall’Anagrafe tributaria e sulle risposte ai questionari inviati ai soggetti economici che avevano intrattenuto rapporti commerciali con la stessa impresa per gli anni d’imposta controllati. L’Agenzia delle Entrate di Rimini esaminato il contesto, ha ritenuto sussistenti le irregolarità segnalate ed ha emesso l’accertamento, trasmettendolo alla procura per la valutazione sul piano penal-tributario. A questo punto l’autorità giudiziaria ha delegato le indagini al Nucleo di polizia tributaria di Rimini, che, in relazione all’ipotesi di reato di “omessa presentazione delle dichiarazioni”, ha avanzato una proposta di sequestro per un ammontare equivalente alle imposte evase calcolate in complessivi 2,8 milioni di euro circa di cui 2,3 milioni di euro a titolo di Iva evasa dal 2009 al 2014, e circa 0,5 milioni a titolo di Ires evasa negli anni 2009 e 2010. Le imposte sono state calcolate su un ammontare complessivo di 12 milioni di euro di materia imponibile non dichiarata al fisco italiano. A conclusione delle indagini il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha richiesto perciò il sequestro per equivalente al gip che ha emesso il relativo provvedimento. Lo stesso è stato eseguito anche grazie alla collaborazione delle autorità competenti della Repubblica di San Marino interessate con rogatoria internazionale dalla stessa procura di Rimini. Tra i beni sequestrati ci sono una villa a Covignano, auto di lusso e conti correnti aperti in banche di San Marino.

 

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