Fondazione San Marino, si cerca il nuovo presidente, la nomina in quota DC. In pole una donna

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Da poco più di una settimana è diventata ufficiale la ricerca del nuovo presidente della Fondazione San Marino – Cassa di Risparmio SUMS, dopo le dimissioni dell’avvocato Giovanni Nicolini, recentemente entrato a far parte nell’organico del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme (primo incarico per un sammarinese tra i membri effettivi).

La nomina di Nicolini alla presidenza della Fondazione della Cassa di Risparmio era avvenuta tre anni fa, ed anche se la sua figura difficilmente si presta a classificazioni politiche, di fatto era stata considerata in quota al Psd.

La presidenza precedente aveva avuto invece una forte connotazione politica, rappresentata da Tito Masi, esponente di Ap che nel 2009 per assumere l’incarico di presidente della Fondazione, si era dovuto dimettere dalla carica di Consigliere.

Ora quindi, stando al cosiddetto “gioco delle parti” la nomina spetterebbe al Pdcs, ma visto il rilievo della carica (si tratta di una nomina parlamentare che spetta quindi al Consiglio Grande e Generale) e la complessa partita attorno alla governance della Cassa di Risparmio – a cui tutta la politica sammarinese è interessata e che vede i partiti di governo impegnati in una complessa partita – la scelta del nome non sembra che potrà rispettare solo la logica spartitoria. Fino a pochi anni fa, inoltre, il ruolo di presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di San Marino era considerato quasi al pari di una segreteria di Stato, e anche se oggi l’influenza di cui gode e l’importanza del ruolo sembrano un po’ diminuite, in realtà l’attenzione è ancora massima e la partita si annuncia complessa.

Alcuni nomi hanno già iniziato a circolare e tra le indiscrezioni che filtrano, sembra che l’intenzione si quella di nominare una donna. E quello più gettonato in questo caso sembra proprio quello di Giovanna Crescentini, già consigliere della Fondazione fino a un anno fa circa.

Tra i nomi sussurrati anche quelli di un paio di avvocati sammarinesi che però avrebbero già fatto sapere di non essere disponibili. E c’è anche chi sosterrebbe nella rosa dei papabili presidenti, il nominativo di Marino Rossi, per anni al servizio proprio della Fondazione e da qualche anno consigliere.

Data la complessa partita attorno alla Cassa di Risparmio c’è chi preme per una celere nomina del presidente della Fondazione e chi al contrario tiene premuto il freno. Certo è che prima di giungere in Consiglio Grande e Generale l’argomento dovrà passare per il congresso di Stato e per l’ufficio di presidenza oltre che essere discusso in seno alla maggioranza. Tempi “tecnici” che potrebbero far slittare la nomina a dopo l’estate, anche se in caso di accordo, il tutto potrebbe andare in porto già nel prossimo Consiglio in programma intorno al 20 di luglio.

Frac

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