Tim Cook di Apple risponde al consigliere Upr Marco Podeschi

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Una risposta che non ti aspetti direttamente dall’amministratore della Apple. E’ quanto si è visto recapitare nella sua casella di posta elettronica il consigliere dell’Upr Marco Podeschi, da anni facente parte della comunità di Apple per l’utilizzo dei apparecchi della casa di Cupertino.

Podeschi, aveva scritto una lettera ieri in riferimento alla vicenda della multa da 13 miliardi di euro che la Ue ha comminato alla Apple e oggi a sorpresa è arriva la risposta direttamente dal Ceo Tim Cook. Tanto che lo stesso Podeschi, sul proprio profilo Facebook ha commentato “che dire,

Ecco la lettera di Podeschi e di seguito la risposta di Cook:

Preg,mo
Tim Cook
CEO Apple Inc
Cupertino, CA 95014 USA

Gentile Signor Cook,

ho letto con attenzione il suo messaggio alla comunità Apple in Europa del 30 agosto relativo a una vicenda fiscale che coinvolge Apple, la Repubblica d’Irlanda e l’Unione Europea.
Come cliente e come facente parte della comunità Apple in Europa, le sue parole mi hanno molto colpito. Hanno riassunto la storia e l’impegno della sua società in questi anni e trasmesso quanto essa rappresenta non solo per l’economia della Repubblica d’Irlanda.
Ho acquisto il mio primo Mac nel 1992, un regalo di mia nonna, un oggetto tecnologico e all’avanguardia che mi permetteva – allora ero uno studente universitario, di avere uno strumento tecnologico all’avanguardia.
Da allora è passato qualche hanno e i prodotti della sua società sono entrati nella quotidianità mia e della mia famiglia. Come milioni di persone in ogni parte del mondo Iphone, Ipad, MacPro, Apple TV, Itunes fanno parte della nostra vita per comunicare, divertirci, lavorare.
Possedere un device Apple non è avere soltanto un oggetto bello, all’avanguardia o magari di moda. E’ qualcosa di più che le milioni di persone che fanno parte di questa comunità globale comprendono e giustificano anche gli oneri economici sostenuti per diventarne parte.
L’aspetto etico è uno degli elementi che mi ha colpito maggiormente nelle politiche aziendali Apple di questi anni. Attenzione al risparmio energetico e recupero dei materiali, cura dei fornitori scelti fra società che rispettano i diritti dei lavoratori, impegno per finanziare la ricerca, filantropia e sforzi per assicurare la piena parità di genere.
Aspetto etico che in questa vicenda sollevata dall’Unione Europea è completamente calpestato.
Sono membro del Consiglio Grande e Generale delle Repubblica di San Marino e usuale per chi come me ha responsabilità istituzionali parlare di politiche fiscali, interventi per attrarre capitali esteri, contenziosi con organizzazioni internazionali.
Riflettendo da politico che utilizza da anni device Apple mi risulta eticamente poco sopportabile pensare che per ogni 100 euro di spese in hardware o software Apple devo pagare il 17% di imposte se l’acquisto è a San Marino e il 22% se l’acquisto avviene in Italia o nello store on line Italia.
Con 100 euro di spesa – 17 euro o 22 euro a seconda se l’amministrazione fiscale è sammarinese o italiana vanno all’erario.
Pagare aliquote di tassazione che negli anni hanno oscillato dal 1% al 0,5% nel 2011 o al 0,005% mi pare economicamente molto vantaggioso per la sua società, per i suoi azionisti, ma mi permetta eticamente discutibile verso il consumatore finale che acquista device Apple.
Da politico penso che un vantaggio fiscale debba produrre benessere per la comunità, per chi vi accede, in questo caso il vantaggio è solo unilaterale per la società e non per il consumatore finale che si troverà il solito prezzo di vendita per il cui conteggio sicuramente i suoi analisti avranno considerato le tasse pagate in Irlanda.
Il tema etico che le voglio pubblicamente sottoporre è qual è il tradeoff fra legittimo vantaggio fiscale che ogni azienda persegue con trasparenze e in ossequio delle leggi nazionali e delle norme sovrannazionali e scelte che massimizzano il profitto per società e azionisti anche a discapito di buon senso e misura.
Da politico penso sia eticamente scorretto che un consumatore Apple paga a San Marino o in Italia imposte superiori alla società da cui acquista un bene o un servizio. 17% o 22% contro 1% o peggio 0,005%. Un divario economico enorme che non penso possa ritrovare nell’Iphone o Mac che utilizzo tutti i giorni.
Non ho l’ambizione di farle cambiare idea su un tema di qualche miliardi di dollari, ma ragionevolmente penso che per una società che da sempre si dice attenta ai temi etici la cosa non sia irrilevante.
Infine per dichiararsi a capo di una comunità non è sufficiente essere CEO di una società alla quale la comunità si ispira. Ci sono valori più profondi che non possono essere misurati con le redditività o i ritorni degli azionisti.
Come componente della comunità Apple in Europa e come politico mi sono sentito in dovere di rivolgere queste parole che auspico la facciano riflettere.
Con cordialità.
Marco Podeschi
San Marino, 31 agosto 2016

 

Re: Apple community Europe
TC
Tim Cook
Rispondi|
Oggi, 00.57
Te
Posta in arrivo
Hai inoltrato questo messaggio il 01/09/2016 12.02

Evernote
Marco,

We’ve always focused on doing the right thing, not the easy one. It is this spirit that we approach everything we do.

Some numbers have been published that are false including some that you reference. Our worldwide corporate income tax rate last year was 26.1% which is at the high end of the range paid by multinationals. Some people view it should be higher, some view it should be lower, some view it should be split differently between countries. I think all of these are reasonable points of view for pubic officials of various countries to debate. I do think however this debate should focus on future taxes, not the past. Changing a law and backdating it ten years isn’t fair for anyone, big or small.

We fought hard for our customers privacy and security earlier this year. We run Apple on almost entirely renewable energy, not because we have to but because it is the right thing to do. We make our products accessible to people with disabilities, not because it’s required, but because it is just and right. The fundamental issue in the current tax debate is not about how much tax is paid but rather who we pay it to. We don’t have discretion on this topic, we must follow the law. We have been advocating for a simple, straight forward, transparent tax system for sometime and would happily constructively participate in creating it.

Best,
Tim

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