Il Conto Mazzini e la qualità dell’informazione – Seconda parte

Nuove udienze nel processo per il conto Mazzini la scorsa settimana. Fra gli argomenti principali delle testimonianze sulla presunta tangente per l’acquisizione della sede di BCSM, gli immobili all’Azzurro di Stolfi e Podeschi e l’attività di Penta Immobiliare.

Nuovamente temi di grande interesse per la popolazione e che, nuovamente, stanno ricevendo copertura mediatica discontinua e discorde nella presentazione delle notizie.

Sorprende nello specifico la nuova linea editoriale de “La Tribuna Sammarinese” emersa con l’edizione di mercoledì 5 ottobre.

Nello specifico, mentre L’Informazione riporta che, secondo l’accusa, alcune società quali la Sogesam (fra i cui soci figuravano Stolfi e Podeschi) e La Spiaggia (fra i cui soci figuravano Stolfi e De Biagi) erano “costituite per gestire, occultare, reinvestire e redistribuire i proventi criminosi”, La Tribuna ci informa che nella Sogesam avrebbero si investito Stolfi e Podeschi, ma che si sarebbe trattato “di un investimento privato che non avrebbe mai fruttato alcunchè”, inoltre “Stolfi e Podeschi furono coinvolti solo nell’operazione commerciale”, “non gli fu mai richiesto alcun favore”,  e comunque “sia Stolfi che Podeschi furono coinvolti autonomamente ed indipendentemente”. Nessun accenno ovviamente alle tesi dell’accusa.

Sembra pertanto che si sia passati da uno stile giornalistico che riportava le notizie in maniera limitata (ad esempio evitando di riportare i nomi dei protagonisti delle vicende giudiziarie), ad una linea editoriale apertamente iper-garantista e innocentista nei confronti dell’imputato Fiorenzo Stolfi.

Sempre in tema di “qualità dell’informazione” è particolarmente significativa la risposta dei media alla notizia della lettera di BCSM, che chiede la sospensione dai rispettivi istituti di credito dei vertici indagati, creando non poco scompiglio anche nel mondo politico (con tanto di immediata riunione segreta del Congresso di Stato).

Il contenuto (e l’esistenza stessa) della missiva, che dovrebbe essere stata spedita mercoledì 5, è stranamente emerso solo sabato 8 (venerdì è stata inaugurata la nuova sede di Asset Banca) con un articolo di Monica Raschi su Il Resto del Carlino, poi ripreso, in maniera diversificata dalle varie testate giornalistiche.

L’Informazione dedica alla notizia la prima pagina dell’edizione domenicale, e con un lungo articolo approfondisce il tema individuando quali siano gli istituti che abbiano esponenti di vertice con problemi giudiziari noti alle cronache, soffermandosi nello specifico anche sui vertici di Asset Banca, per i quali, oltre al processo Re Nero attualmente in corso, c’è già una condanna definitiva (http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-condanne-ai-vertici-di-asset-banca-l-informazione-di-san-marino/117801/1.html) .

SMTV si limita ad un servizio che nulla aggiunge a quanto riportato dal Carlino.

La Tribuna dedica alla notizia un breve trafiletto in seconda pagina, che ovviamente non cita quali siano gli istituti coinvolti dalla missiva, ma si chiude sulla riunione segreta del Congresso dalla quale sarebbe emersa una richiesta a BCSM per conoscere “quali siano gli obiettivi che intende raggiungere con questa richiesta di sospensione”.

Sui “reali” obbiettivi di questa richiesta di sospensione, che altro non è che la pura e semplice applicazione della legge, sembra che non manchino già ipotesi di complotto.

Il candidato Alessandro Rossi (MD-SMI e Centro di Pensiero per una Nuova Repubblica http://www.libertas.sm/cont/news/san-marino-svelato-il-centro-di-pensiero-per-una-nuova-repubblica-di-rossi-berti-lazzari/117505/1.html ) così su Facebook: “Speriamo non ci sia un complotto per prendersi il paese che in parte già hanno. Farlo con un governo in ordinaria amministrazione a due mesi dalle elezioni mi sembra un filino destabilizzante”.

Viene da chiedersi: a due mesi dalle elezioni le leggi non valgono più, o qualcuno teme di perdere il contributo elettorale?

rp

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