Centrale del latte denuncia: “Ci hanno lasciato soli”

Dalla cooperativa agricola latte sammarinese arriva una nuova denuncia e dichiarano di essere “stati lasciati soli”. Dito puntato contro il Consorzio Terra di San Marino reo di “non aver alzato nemmeno un dito per proteggere i latticini locali, a filiera corta e controllata”.

Lo scrive in una nota la stessa cooperativa agricola citando “l’affaire” delle forniture scolastiche che ha visto prima la denuncia per l’assegnazione dell’appalto per i latticini a ditte forensi e poi la vicenda delle segnalazioni dei genitori degli alunni per prodotti di dubbia qualità che hanno portato alla diffida delle ditte estere con una modifica anche dell’assegnazione dell’appalto e dei controlli sui prodotti.

Dalla Cooperativa lamentano tuttavia che “i problemi ci sono sempre stati, fin dall’inizio, quando la Centrale del latte è uscita dalla gestione statale ed è diventata proprietà privata, gestita dalla Cooperativa Agricola Latte Sammarinese formata da tutti i produttori locali. Fu un passaggio difficile e molto travagliato, ma il Consorzio terra di San Marino, espressamente nato per salvaguardare i produttori agricoli locali e le loro cooperative, non diede alcun aiuto”.

“La storia si è ripetuta – lamentano – nella questione forniture scolastiche per i prodotti derivati dal latte, in barba alle deliberazioni del Consiglio e ai principi fondanti dello Consorzio stesso. Di fronte ad una palese forzatura, con la scelta di una ditta esterna, che poi si è visto come è andata a finire, il Consorzio ha fatto la voce del pesce.

Eppure: l’olio, la carne, il pane, il vino, il miele, prodotti da San Marino, hanno canali privilegiati per tutte le forniture pubbliche. Perché non si fa altrettanto con i formaggi?”.

“Adesso  – concludono – la questione forniture scolastiche per casatella, caciotta, stracchino, yogurt intero e scremato, sembra volgere alla soluzione. E’ stata aperta una nuova trattativa (non appalto) con alcune voci diverse al precedente bando, e la Centrale del latte è tornata di nuovo in corsa. Alla nuova proposta ha risposto con i suoi prezzi, che sono assolutamente equilibrati e sono gli stessi applicati alla grande distribuzione. Nel frattempo manda a dire al Consorzio Terra di San Marino: se non ci volete, possiamo anche andarcene. Almeno risparmiamo la quota di adesione (che non è neanche piccola)”.

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