Mense scolastiche, il cambio della caciotta costa di più e non c’è la certificazione ISO

La vicenda sulle caciotte e dell’intero appalto delle mense scolastiche si arricchisce di un nuovo capitolo con il comunicato di chiarimenti che arriva dal direttore della funzione pubblica Marco Tassitano.

In un lungo comunicato (che può essere visionato integralmente qui: comunicato-tassitano-13-10-16) la Funzione pubblica ripercorre le tappe della vicenda che ha portato al ritiro e al parziale recesso di una parte dell’appalto e in generale della gestione degli appalti relativi alle mense scolastiche.

In particolare viene spiegato che l’emissione delle gare di appalto per le refezioni scolastiche hanno impiegato quasi 4 mesi di tempo per essere svolte e che hanno riguardato ben 15 gare, aggiudicate dalle seguenti ditte: Titan Drink (acqua minerale natural), Cooperativa allevatori sammarinesi (carne avicunicola e suina, carne bovina), Titan Carni (carni insaccate), Società cooperativa Titancop (farina, generi alimentari vari, miele, olio extravergine di oliva), Sur-Gel Snc (gelati), Cooperativa agricoltori latte sammarinese (latte), Marr Spa (latticini), Panificio Tabarrini e Panificio Zanotti (pane), Igea carni (surgelati: pesce e verdure), Calandrini Frutta (prodotti ortofrutticoli) e Gennari srl (uova).

Inoltre, per “salvaguardare le produzioni” del territorio sammarinese, in diverse gara è stato richiesto tassativamente di fornire prodotti della filiera sammarinese. Nello specifico tale disposizione ha riguardato la carne bovina, la farina, il pane e miele a marchio “terra di San Marino” e il latte (di cui la cooperativa detiene la vendita in esclusiva fino al 1° novembre 2019. Impossibile, a causa della “scarsa produzione”, inserire l’olio extravergine di San Marino.
Dalla Funzione pubblica specificano poi che dove non erano presenti almeno tre ditte per lo stesso appalto nell’elenco fornitori della Camera di Commercio, “è stata ampliata la concorrenza invitando anche imprese del circondario nell’ottica di verificare le ragioni del costante aumento dei prezzi applicati dai fornitori sammarinesi”.
Il risultato delle 15 gare sono state l’assegnazione degli appalti a 8 ditte sammarinesi e a 4 riminesi che “a parità di qualità e quantità” hanno consentito un risparmio del 15,7% rispetto all’anno precedente, su un totale di spesa di circa un milione di euro.

Tassitano rassicura anche sui controlli che vengono eseguiti quotidianamente, oltre agli esami a campione, dai vari organismi di controllo.

In merito alla caciotta con la muffa, riscontrata in alcune forme di uno specifico lotto, a causa di un difetto di saldatura, la Funzione pubblica specifica che la consegna è avvenuta il 19 ottobre, la compilazione della scheda di non conformità è stata registrata dal responsabile di cucina due giorni dopo, ma il tutto è stato inviato alla centrale acquisti il 3 ottobre, giorno in cui è partita la diffida all’azienda italiana che ha ritirato il prodotto e proceduto al risarcimento.

In merito alle immagini che “hanno inevitabilmente prodotto sconcerto e preoccupazione” il direttore della funzione pubblica Tassitano e il responsabile della centrale acquisti Augusto Santi assicurano che la realtà dei fatti “non è” quella di “un generale ed esteso problema di qualità degli alimenti utilizzati per preparare i pasti” degli alunni.
Nonostante questo, la segreteria di Stato all’Istruzione ha comunicato di procedere all’acquisto delle caciotte della Cooperativa agricoltori latte sammarinese, che hanno un maggiore costo, ma che sono prive, ricordano dalla Funzione pubblica della certificazione del sistema qualità ISO. Non solo, Tassitano e Santi specificano che il fornitore sammarinese è “attualmente titolare di un’autorizzazione sanitaria provvisoria subordinata alla ristrutturazione degli impianti e dei processi di lavorazione e non può esportare la propria produzione nel circondariio italiano perché non conforme ai requisiti previsti dalla Comunità europea”.
Per questo, la comunicazione si conclude specificando che “proclamare che la qualità dei cibi è peggiorata per la presenza di nuovi fornitori” provoca “fenomeni di grande paure e allarmismo” e quindi la Funzione pubblica auspica che il resoconto fornito sulla garanzia dei controlli e qualità degli allimenti richieste “possa fornire le dovute rassicurazioni”.

Frac

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