Comitato donne Fups-Csdl: Rivalutare l’artigianato e indirizzarvi i giovani

Un invito a rivalutare il settore dell’artigianato su cui indirizzare i giovani arriva da Nerina Zafferani, Comitato Donne FUPS-CSdL che spiega come “l’anno da poco iniziato” porti con sé i “problemi che assillano il nostro paese, fra i quali primeggia la disoccupazione giovanile, che non accenna a diminuire. Che si stiano cercando nuove idee, è lodevole, e noi del Comitato Donne auspichiamo che queste idee arrivino, poiché è fondamentale una celere ripresa dell’economia”.

Zafferani ricorda che “l’era moderna ci ha portato a credere che il conseguimento di una laurea fosse il passepartout per avere un lavoro assicurato; i nostri figli hanno ricevuto una visione distorta dei lavori artigianali, che in particolare a San Marino rappresentano, invece, un patrimonio professionale, storico e culturale da preservare. Ora ci rendiamo conto di quanto stiamo perdendo; eppure la stessa innovazione tecnologica potrebbe essere un valido aiuto per sostenere e rivalutare l’artigianato, settore di cui nel nostro paese si parla ben poco”.

Nell’elenco delle figure che stanno scomparendo ci sono il ceramista, lo scalpellino, il fabbro, il doratore, il laccatore, il tessitore, e così di fronte a tutte le figure che “stanno scomparendo; le botteghe artigianali sono solo un ricordo, e dei manufatti di San Marino resta ben poco. Anzi, i giovani che si apprestano ad iniziare un mestiere, di fronte ad un montagna di difficoltà e procedure burocratiche, solo sammarinesi, spesso si rivolgono altrove”.

“Noi donne, mamme e nonne – scrive Nerina Zafferani – riteniamo importante avviare i giovani anche verso  queste attività artigianali, permettendo loro di conseguire attestati legalmente riconosciuti, diminuendo burocrazie inutili e aiutandoli con incentivi per aprire botteghe, magari in centri storici che stanno languendo, come quello di Borgo Maggiore o Serravalle che potrebbero diventare, invece, importanti centri  d’interesse storico, culturale e turistico”. Di qui la conclusione: “Rriteniamo doveroso dare il giusto riconoscimento alla creatività e al talento dei giovani, incentivandoli verso professioni come l’artigianato,  che dovrebbe tornare ad essere, come era un tempo, un’officina del bel fare dove escono solo cose belle”.

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