Governo: l’economia cresce, da rivedere le norme sul pubblico impiego

palazzo pubblico e statua libertà fronte

Dal dibattito in Consiglio sul report del Fondo Monetario Internazionale, dopo la relazione del segretario di Stato alle Finanze Simone Celli, sono intervenuti diversi segretari di Stato. Ribadita la necessità di interventi importanti, anche nei contratti del settore pubblico, di qui la richiesta di nuove relazioni sindacali.

Di seguito gli interventi in Consiglio dei segretari di Stato Guerrino Zanotti (Interni), Marco Podeschi (Istruzione e Sport), Andrea Zafferani (Lavoro e Industria) e Augusto Michelotti (Territorio e Turismo).

Guerrino Zanotti, Sds Affari Interni
L’assenza di lungimiranza nel passato ha lasciato un paese oggi più povero. Ora, la necessità di abbandonare pilastri economici, è causa di una ripresa ancora lenta e non ancora stabile. Le sorti del nostro Paese sono legate al sistema bancario, la strada percorsa è stata quella di tutelare risparmiatori e quindi i cittadini, questo ha significato per il bilancio dello Stato il compiere grossi sacrifici, con inevitabili ricadute per la collettività, ma la strada alternativa avrebbe significato sacrificare larga parte di quegli investimenti, come accaduto in altri Paesi. Il Fondo sottolinea la necessità di scelte strutturali per dare stabilità alla finanza pubblica e per liberare risorse al bilancio dello Stato. A riguardo è fondamentale quindi la definizione di un Piano nazionale di stabilità che affronti in tempi stretti anche il tema del reperimento di risorse, come ricordato dal segretario Celli. Riconfermo e sottolineo la ‘giustezza’ della scelta del governo di non affrontare i temi di natura contrattuale in sede di Bilancio, ma ora inizia il percorso del rinnovo del contratto di lavoro. E gli interventi devono nascere dalla consapevolezza delle parti che nulla è come un tempo, compreso il ruolo sociale svolto dalla Pa. Di contro, occorre un salto di qualità nelle relazioni sindacali, ove il datore di lavoro pubblico si impegna- come sta facendo- a riscrivere regole certe, a garantire pari opportunità su accessi e trattamenti retributivi equi, un quadro in cui non sia solo l’anzianità il criterio di merito. Vanno rivisti strumenti per la formazione per l’accesso al pubblico impiego e come strumento di valutazione continua. Le nuove relazioni vanno comprese dal sindacato che non può pensare di fare nel settore pubblico battaglie di retroguardia, non pensando alla situazione del Paese. Rafforzare quindi la consapevolezza della complessità della situazione economica e finanziaria con cui il Paese sta facendo i conti. Fermo restando le responsabiltà di ognuno, il fatto o non fatto del passato, non giustifica il tatticismo e il trincerarsi di chi crede di ‘aver già dato’. La spesa corrente è indubbiamente alimentata da chi lavora nel pubblico, molteplici saranno le direzioni per il contenimento delle spese: sugli straordinari – su cui si sta predisponendo una proposta- sul numero complessivo di unità organizzative..non sempre tutto ciò darà risultati immediati, dobbiamo pensare ad un’amministrazione organizzata su modelli ‘working in progress’. La certezza del posto di lavor non può esser confusa con l’inamobilità del ruolo e dell’orario di lavoro. Ognuno sarà chiamato a fare la propria parte e ad abbandonare convizioni e il facile consenso. Il sottoscritto e il governo stanno affrontando questioni senza tenere conto del ‘facile consenso’ che per decenni classe politica si è assicurata in termini di voti e pace sociale nel pubblico impiego.

Marco Podeschi, Sds Cultura e Istruzione
San Marino non si muove in contesto economico semplice, lo ribadisco. I ragionamenti che andremo a fare, coinvolgendo tutti gli attori dellAula consiliare e le forze economiche e sociali, non saranno un discorso autoereferenzile del governo che ha sì l’onere di portare avanti il programma di governo. Ma non vorremmo essere autoreferenziali e portare avanti politiche, non dialogando con parti della società. Nella relazione Fmi il tema Npl è un tema molto, ma molto critico, e non riguarda solo San Marino, anche l’Italia e Ue. Andranno portae avanti riflessioni coinvolgendo gli attori interessati: si è tentato da mesi il dialogo con il settore bancairo che vogliamo continuare ad avere, perché le scelte non possono essere alocate solo a decisioni del govero. Altro tema è la riforma di Bcsm, tema che la visita del Fmi ha introdotto nel 2018, come novità. Quest’anno Fmi ha chiesto infatti di iniziare una serie di interventi importati su questa istituzione. Va data a riguardo la priorità su come riformare lo statuto di Bcsm, sono stati fatti anche incontri a riguardo, ma il punto è avere una istituzione che regoli futuri crisi bancarie e abbia una struttura dimensionalmente proporzionata a San Marino e che possa supportare governo e Consiglio per sviluppare politiche nuove. Altro elemento di riflessione del report del Fmi è il bilancio pubblico: dobbiamo capire quali risorse il paese si può permettere rispetto ai servizi che offre. Servono però riflessioni che coinvolgano anche le parti sociali sulle politiche su come efficientare percorsi e contestualmente su come intervenire in settori non strategici e affrontare un percorso di efficientamento, senza ridurre la qualità. L’struzione è un settore strategico e bisogna mantenerne le risorse così come l’Università- e il Bilancio su questo ha dato segnali di conferma. Ma in un momento di transizione bisogna capire quali possono essere le scelte più logiche e condivise per Repubblica sui settori non strategici.

Andrea Zafferani, Sds Industria e Lavoro
I dati sulla crecita del 2% nel 2016 e de 1,5% per il 2017 sono più elevati di quelli stimati l’anno scorso dal Fmi, siamo quindi sopra alle attese, segno che il Paese sta crescendo più di quanto si attendeva in termini economici. Il sistema continua ad espandersi, anche se più lentamente, i dati di incremento dell’occupazione sono significativi nel settore privato nel 2017, è un’altra conferma. La stessa crescita del numero di persone iscritte alle liste di avviamento al lavoro, in un quadro di espanzione economica, potrebbe rappresentare un incremento della forza lavoro nel Paese. Sono questi tre dati da tenere in considerazione in premessa. Ma alla domanda se siamo soddisfatti di questi dati, rispondiamo certamento di no. Dopo tutto quello che è successo nel 2017 nel sistema bancario e finanziario un tasso di crescita dell’1,5% non è scontato, quando si affrontano problemi seri si possono avere dati negativi che siamo riusciti a superare e ciò dimostra la solidità del sistema. Ma non siamo soddisfatti e stiamo cercando di intervenire con varie ipotesi di lavoro. Siamo partiti dagli intervenit a costo zero, intervento legislativi e l’abolizione dei limiti che rendevano il paese meno copetitivio, siamo intervenuti per permettere alle imprese di assumere le persone ritenute più idonee, abbiamo rivisto il sistemi di incentivi per comportamenti virtosi, crediti imposta per attività di formazione del personale e per l’internazionalizzazione, abbiamo rivisto gli incentivi nelle assunzioni, rendendoli crescenti nel tempo.. tutti elementi che incidono sulla crescita economica. Ci siamo concentrati poi sulla riduzione della burocrazia su cui giocherà un ruolo fondamentale lo Sportello unico per le imprese. Nel 2018, sempre parlando di interventi a costo zero, lavoreremo sulle tante comissisoni che intervengono sulle imprese e allungano tempi di risposta e introducono discrezionalità, vogliamo abolirle sostituendole con parametri di legge riconoscibili per chi vuole investimenti nel Paese. Vogliamo in definitiva diventare un ‘paese normale’ dove ci sono condizioni chiare e definite per investire.

Augusto Michelotti, Sds per il Territorio
Gli investimenti infrastrutturali urgenti: considero il lavoro- che sarà lungo- che si sta facendo per il collegamento rapido Rimini- San Marino, rispetto cui si dovranno valutare sinergie con soggetti privati. Poi le strutture ricettive ad alto livello in posizioni strategiche, la riqualificazione delle cave antiche, tutto strettamente collegato a un discorso organico con il Prg che dovrà tenere in alta considerazione la vocazione turistica, ma non solo, e dovrà rimettere a norma i Paese e il ‘brutto’ prodotto negli anni. Ci sono poi le infrastrutture cui vogliamo dare sostanza e priorità: il polo scolastico di Fonte dell’Ovo e l’Ospedale di Stato per la sua messa in sicurezza rispetto alla vulnerabilità sismica. A riguardo, sono in corso approfondimenti tra Segreterie e uffici per definire in tempi celeri le progettazioni. Poi c’è parcheggio di Borgo per rispondere alle esigenze dei cittadini e del comparto turistico. E’ avviato il confornto a 360 grandi che sarà intensificacto e in poco tempo si aprirà un bando di concorso aperto ai professionisti sammarinesi. Poi oltre ai grandi progetti che hanno attuazioni più lunge, una serie di interventi più piccoli: il ripristino di giochi e attrezzature in parchi e giardini pubblici, la nuova sede dell’ufficio del turismo in città, quello attuale sarà trasformato in polo di alta attrazione turistica (come un ristorante), l’ampliamento dei cimiteri, la piscina Tavolucci, il Cinema Turismo, la messa in sicurezza dei portici di Borgo Maggiore, la messa a regime dell’aeroporto di Torraccia … sono solo alcune delle opere su cui stiamo lavorando, per iniziare a dare impulso e possibilità alle imprese di rimettere in moto il comparto edilizio.

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