Giustizia, la maggioranza spiega le ragioni della sfiducia alla Pierfelici

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Nella giornata di ieri si è riunito il Consiglio Giudiziario Plenario, nel quale sono rappresentati, in maniera paritetica, tutti i Magistrati del Tribunale e le componenti di maggioranza e opposizione del Consiglio Grande e Generale, organo cui la legge attribuisce funzioni di rappresentanza e di garanzia dell’ordine giudiziario.

Dopo un amplissimo confronto fra tutti i partecipanti, che fa seguito ad altri momenti di dibattito che si sono susseguiti negli ultimi mesi, il Consiglio Giudiziario Plenario ha deliberato la revoca del Commissario Pierfelici dal suo incarico di Dirigente Coordinatore del Tribunale. La decisione è stata presa dietro indicazione con ampia maggioranza della parte togata del Consiglio Giudiziario Plenario, e preceduta da una seduta del Consiglio Giudiziario Ordinario, composto da soli Magistrati, che era addivenuto alle medesime conclusioni. Queste conclusioni sono state sostenute dai membri di maggioranza del Consiglio Giudiziario Plenario.

E’ prevista nella giornata di lunedì 12 marzo la nomina del nuovo Magistrato Dirigente del Tribunale, proposto nella persona del Prof. Ferroni, che, ne siamo certi, darà la possibilità al Tribunale di tornare a lavorare con la serenità necessaria ad un organo istituzionale con compiti così delicati e importanti.

L’ordine del giorno conclusivo del dibattito, approvato ad ampia maggioranza dei componenti del Consiglio Giudiziario Plenario e che contiene la decisione della revoca e le sue motivazioni, è stato reso pubblico nella sua versione integrale dopo apposito pronunciamento dello stesso Consiglio Giudiziario Plenario. Questa decisione è stata assunta sia per evitare distorsioni degli eventi e versioni strumentali degli stessi, come avvenuto negli ultimi mesi, sia per fare massima chiarezza sulle motivazioni alla base di una decisione così importante e prendere coscienza di quanto avvenuto in questi ultimi mesi.

Oggi diventa evidente che la maggioranza non aveva nulla da nascondere, a differenza dell’opposizione che – nella Commissione Giustizia di metà novembre scorso – aveva chiesto di mantenere segreta la gravissima situazione emersa, tenendo persino la Reggenza e il Consiglio Giudiziario all’oscuro di tutto. Questo nonostante la legge assegni proprio a tale organismo di autogoverno della Magistratura il compito di vigilare, discutere e deliberare su tutte le questioni inerenti il funzionamento e le problematiche del Tribunale e dei giudici e, nello specifico, il compito di cercare di risolvere i conflitti tra la magistratura ed altre Istituzioni, nonché tra gli stessi magistrati.

Contrariamente a quanto arbitrariamente sostenuto negli ultimi mesi da qualche mezzo di informazione, e da più voci dall’opposizione, questa decisione non influenzerà in alcuna maniera la regolare e corretta prosecuzione dei procedimenti penali in corso. Il Magistrato Dirigente, infatti, non ha competenze dirette nei processi ma solo funzioni organizzative e di distribuzione del lavoro, secondo criteri predeterminati, essendo sancito rigorosamente per legge il principio dell’autonomia decisionale di ciascun Giudice.

Sarebbe infatti assurdo e pericoloso sostenere che la sostituzione di un Magistrato Dirigente, che per LEGGE ha esclusivamente funzioni amministrative e organizzative, possa influenzare direttamente il giudizio di un altro magistrato su un procedimento già in corso. Si vuol dire che la volontà di un Magistrato Dirigente influenza l’andamento di cause in corso? Si vuol dire che i giudici non sono in realtà LIBERI nel loro giudizio?

L’accusa quindi di voler fermare il fascicolo sui “Titoli”, o quello del “Conto Mazzini”, che leggiamo da mesi, è una falsità clamorosa. Chi sostiene il contrario lo deve dimostrare, spiegando il perché le decisioni su quei fascicoli si fermerebbero.

Nella giornata odierna è inoltre stata respinta dalla maggioranza del Consiglio Grande e Generale, la proposta di inserire un comma di urgenza per discutere di quanto deliberato dal Consiglio Giudiziario Plenario, ritenendo fosse più rispettoso delle autonomie delle istituzioni completare il percorso di nomina del nuovo Magistrato Dirigente, che per legge spetta al Consiglio Giudiziario Plenario.

Contestualmente la maggioranza ha dato la più ampia disponibilità a inserire nel Consiglio Grande e Generale che si svolgerà già la prossima settimana un apposito comma, in cui affrontare le varie problematiche relative alla Giustizia, con l’auspicio che lo si possa fare in maniera costruttiva, lasciandoci alle spalle le innumerevoli polemiche inutile degli ultimi mesi che rappresentano solo un impedimento al lavoro del nostro Tribunale.

 

Adesso.sm

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