Tetto agli stipendi, assumiamoci la colpa

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Volete che la retribuzione del personale dipendente dello Stato, di Enti Statali o comunque a partecipazione statale, Aziende Autonome di Stato, Istituto per la Sicurezza Sociale, Tribunale Unico, Banca Centrale della Repubblica, comprese le posizioni apicali di tali Enti, non superi Euro centomila annui lordi, comprese indennità e consulenze?”

Nel 2016 questo fu il testo del referendum demagogico che fu proposto alla cittadinanza. Ora la popolazione che lo ha approvato è bene che faccia i conti con le proprie scelte e non cerchi scuse infantili.

Sono mesi orami che opposizione e giornali attaccano l’attuale governo sul problema della fuga di medici validi e stimati. Tutti a dare la colpa alla gestione della sanità, molti a richiedere concorsi internazionali per attirare professionisti di altissimo valore.

Ma quale professionista verrebbe a lavorare a San Marino? Lo scarto degli altri concorsi, quelli che non sono riusciti a entrare in altri ospedali, quelli che hanno disperato bisogno di accumulare esperienza e posizione che altrove non riuscirebbero a ottenere, per poi andarsene e tornare al proprio paese alla primissima occasione. Non di certo l’eccellenza.

Solo ipocriti possono pensare che la meritocrazia non sia legata a una equa retribuzione.

Il reddito di un medico in sia in Europa sia in Italia è non inferiore a quello di un medico a San Marino. Tuttavia mi spiegate perché un professionista che riceve uno stipendio da 5-6.000 euro mensili verrebbe a lavorare a San Marino dove percepirà una pensione da 2.000 Euro mentre già in Italia ne riceverebbe una superiore ai 4.000 Euro?

Il tetto agli stipendi e il taglio alle pensioni massime è la causa primaria della fuga del personale medico dall’ospedale di stato, è inutile far finta che questa non sia la verità. Sono gli stessi medici che scappano a riferirlo informalmente.

Con le prospettive economiche attuali, a breve saremo solo il posto di passaggio dei peggiori medici sul mercato. La professionalità, la preparazione e le capacità si pagano, e si pagano in base al mercato.

Abbiamo negato ai medici la residenza e soprattutto la libera professione come è invece prassi altrove. Peggio, l’abbiamo prima approvata e pochi mesi dopo l’abbiamo cancellata. Siamo del voltagabbana legislativi. Io non mi fiderei a firmare un contratto con il nostro Paese.

Prima lo Stato per 30 e più anni ti obbliga a versare contributi per una pensione che sarà una percentuale concordata dello stipendio, poi quando è ora di pagare cambia le condizioni a suo favore. Secondo voi l’eccellenza della medicina è cosi stupida da firmare un contratto per tutta la vita con chi cambia gli accordi a proprio favore solo quando è ora di pagare? Chi lo pensa è o stolto o un demagogo in cerca di voti.

Lo stesso ovviamente vale per altri professionisti, anche nel settore privato, ai quali è negata residenza e pensione almeno pari a quella in Italia.

L’impossibilità di ottenere la residenza, contratti a tempo indeterminato ma soprattutto il tetto agli stipendi e  le leggi pensionistiche  hanno messo un limite a quanto possiamo spendere, quindi la qualità e la quantità di professionisti che verranno a San Marino saranno proporzionali a questo limite che chiaramente è sotto il minimo di mercato e di conseguenza la qualità del servizio sarà nel migliore dei casi mediocre. E’ il popolo che lo ha deciso, non il Governo, quindi ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Non lamentiamoci, in fondo ha vinto il populismo e la demagogia comunista. Non era questo lo scopo dei promotori del referendum? Vincere al gioco senza curarsi delle conseguenze pratiche.

Il mercato delle cliniche private riempite dal precedente personale sammarinese è attivissimo a Rimini, c’è la fila di sammarinesi.

Un vero leader consiglia i propri cittadini in base a quello che è meglio per il popolo, non in base a quello che il popolo pensa di volere. Un leader comanda, non segue. Non vedo leader in questo momento.

Asclepiade di Bitinia

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