Hai famiglia? Non puoi vivere nel centro storico

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Riceviamo e pubblichiamo

Sono nato, da non poco tempo, nel Centro Storico di San Marino, quando l’Ospedale era nell’attuale Liceo. Ci sono cresciuto dentro “le Mura”, giocando a pallone nelle contrade con i tanti ragazzi che vi erano e correndoci in bicicletta per i ripidi saliscendi. Ho visto il boom commerciale, quello che ha portato a ricavare negozi ovunque: prima dalle abitazioni abbandonate dai residenti, poi in ogni anfratto possibile, riempiendo di souvenirs ogni più piccolo pertugio, per sfruttare il richiamo turistico suscitato da queste antiche mura. Sono abituato, come tutti i veri residenti del “Centro Storico”, ai numerosi disagi che il vivere qui arreca: da sempre avvicinarsi a casa con le autovetture è stato un problema, ma da bravi cittadini ci siamo adattati, convivendo con la stagione estiva, piena di turisti, o con il freddo e ghiacciato inverno, abbandonati a noi stessi. Noi residenti effettivi abbiamo rispettato, come giusto, le festività nazionali, portando fuori le mura le nostre autovetture e rispettando gli orari (a volte assurdi) delle numerose Ordinanze di volta in volta emesse per qualche evento più o meno riuscito. Ho sempre vissuto nella casa di famiglia, tramandata di generazione in generazione, ed ora vi ho creato la mia famiglia; come residente effettivo sono orgoglioso quando vedo i turisti fermarvisi di fronte per fotografarne le finestre fiorite o gli angoli suggestivi.

Ho radici talmente profonde che mi legano a queste mura che ho sempre pensato fosse impossibile per me vivere altrove e sperato che mio figlio crescesse nella nostra casa.

Mi sbagliavo!

La Segreteria di Stato agli Affari Interni, dopo mesi di studi, commissioni di esperti, sopralluoghi e confronti con le parti interessate, sta’ per emettere un nuovo regolamento per disciplinare l’accesso e la sosta nel “Centro Storico”. Risultato? Che nonostante le raccomandazioni e le segnalazioni che noi residenti abbiamo rappresentato, nel “Centro Storico” d’ora in avanti potranno viverci, con difficoltà, solo “single” o “persone portatrici di handicap”, mentre diverrà impossibile per le famiglie.

Ho sempre creduto che le Istituzioni dovessero risolvere i problemi dei cittadini, non creargliene. Mi sbagliavo nuovamente!

Perché dico questo?

Il nuovo regolamento prevede una serie di restrizioni che vanno a colpire chi risiede effettivamente del “Centro Storico”, con particolari ripercussioni sulle famiglie. E’ previsto, ad esempio, che venga rilasciato un solo permesso di sosta a nuclei famigliari sino a tre persone. Marito e moglie, automuniti, dovranno così di giorno in giorno pianificare chi potrà andare a casa in auto, sperando che il programma convenuto non subisca imprevisti, …. ma in fondo quali imprevisti possono mai capitare in famiglie con figli?! Evidentemente, gli “esperti” che hanno redatto tale regolamento ritengono che chi vive nel “Centro Storico” non abbia le medesime esigenze di ogni altra normale famiglia.

Per non parlare del fatto che sono stati drasticamente (ed immotivatamente) ridotti gli spazi ove è possibile per i residenti parcheggiare, introdotti gli stalli così come regolamentati dal Codice della Strada (senza tenere in minima considerazione il fatto che siamo all’interno di un centro medioevale) ed addirittura, come se non bastasse, introdotta una limitazione temporale che prevede la sola sosta notturna (dalle 21.00 alle 08.00) nei mesi da ottobre ad aprile, mentre per i restanti non si potrà nemmeno più parcheggiare.

Può sembrare un problema da poco, ma solo chi conosce le peculiarità del nostro Centro Storico (ripide salite, assenza di mezzi alternativi di collegamento, distanze importanti dai parcheggi esterni più vicini, troppo logoranti per essere percorribili più volte quotidianamente) può comprendere che tali disposizioni dichiarano la morte delle residenzialità nel Centro Storico.

E’ questo lo scopo di tali disposizioni? Eliminare i residenti considerati un disturbo? Se così fosse sarebbe un grave errore, perché noi veri residenti siamo una risorsa ….

Andrea Bonelli

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