Calcio, il secondo stage della Nazionale con Varrella “in cattedra”

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Era il suo secondo stage da C.T. della Nazionale sammarinese. Ma Franco Varrella, durante i lavori, non si è rivolto soltanto ai giocatori in campo: ha diviso le sue attenzioni fra loro e la nutrita schiera di tecnici che affollava la tribuna nuova del San Marino Stadium.

La seduta di allenamento della Nazionale, infatti, era valida anche come incontro di aggiornamento per gli allenatori in possesso delle licenze Uefa B e Uefa C. Non era la prima uscita in assoluto di Varrella come docente per i tecnici sammarinesi, dato che in passato aveva già partecipato a questo tipo di incontri di aggiornamento, ma la prima da quando veste i panni di Commissario Tecnico della massima selezione biancoazzurra.

Un discorso rivolto ai giocatori schierati in cerchio, una breve e dettagliata esposizione – questa rivolta ai tecnici seduti sugli spalti – circa il lavoro che sarebbe stato svolto di lì a poco, e poi la seduta ha preso il via.

Tra i punti fermi del suo modus operandi, il lavoro a compartimenti stagni. I reparti hanno affrontato separatamente con il C.T. – a rotazione – il discorso tattico, mentre i compagni nel frattempo svolgevano esercizi di natura diversa assieme agli altri membri dello staff tecnico. Ogni passaggio, comunque, era proiettato verso i medesimi obiettivi di base.

Varrella è soltanto ai capitoli iniziali del suo lavoro sulla massima panchina del Paese, e per il momento preferisce concentrare la sua attenzione su pochi ma precisi concetti.

“Sto cercando di guardare a qualcosa di nuovo – ha dichiarato a seduta ultimata – “anche perché vedendo le partite mi sono reso conto che c’è, qualcosa di nuovo. Oggi intendevo anche verificare le cose buone che ho visto in Grecia e in casa con la Bielorussia. Mi riferisco all’Under 21. Quella di stasera è stata una tappa importante per arrivare a quella fase, che partirà alla fine del mese di luglio, in cui selezionerò un gruppo di giocatori con i quali lavorerò ‘all’infinito’ per cercare di fare qualcosa di buono.”

Per adesso, però, il parco giocatori che ruota attorno all’orbita del C.T. resta ampio. Una linea dettata da precise motivazioni, di cui Varrella non fa mistero: “Non voglio fare convocazioni ampie per individuare possibili sostituti ad un gruppo di base, ma perché questi giocatori me li voglio godere tutti e per poter esprimere su di loro un giudizio razionale e obiettivo.”

Dopo il lavoro sul campo, il C.T. ha raggiunto i tecnici intervenuti allo Stadium per una breve chiacchierata, al termine della quale – dopo aver risposto a tutte le domande rivolte dalla “classe” – ha tenuto anche a ringraziare in modo particolare gli allenatori dei club sammarinesi presenti in sala, testimonianza tangibile della collaborazione che si sta perfezionando fra loro e  Varrella nell’ottica di una crescita comune.

E a proposito di crescita, Varrella ha voluto anche spendere qualche parola circa l’estensione del suo lavoro oltre i confini della Nazionale Maggiore, per varcare quelli della cosiddetta base della “piramide” calcistica del Paese. “L’idea è quella di tracciare una linea. Non a caso seguo da tempo le attività dell’Academy e del progetto CEF. Ho visto che c’è veramente una grande qualità di lavoro a San Marino. L’intento è quello di proiettarsi verso una linea guida da estendere al resto del movimento. Non significa adeguarsi a sistemi di gioco, ma a principi di gioco condivisi.

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