Stai male? Non puoi vivere in Centro storico

Il nuovo regolamento per chi vive nel Centro Storico di Città sta facendo montare la protesta da parte dei residenti, che stanno intervenendo sui media spiegando la loro contrarietà alle nuove disposizioni provenienti dalla segreteria di Stato agli Interni.

Ecco il nuovo intervento pubblico, questa volta da parte di Marcella Michelotti.

Sei ammalato…non potrai vivere in Centro Storico 

Ironia della sorte, quando nella prima estate del 2017 si cominciò a sentir parlare di Nuovo Regolamento per il Centro Storico, con tanto di telecamere H24 a controllare gli accessi alle porte del Paese, non stavo ancora così male da non poter camminare. Ero invece consapevole della delicatezza del nostro “ecosistema”, di entrate e uscite in punta di piedi e caparbiamente orgogliosa di abitare il Centro Storico, La mia famiglia Michelotti qui era nata e cresciuta, svolgeva da decenni le proprie attività alberghiera e si prendeva cura della contrada e delle case, offrendo scorci suggestivi e accoglienza di qualità ai visitatori.

Noi residenti del Centro Storico siamo una comunità aperta, capace di sopravvivere alle lunghe e desolate serate invernali ed al fragore festante delle Giornate Medievali, ma abbiamo, a malincuore, capito che, essendo pochi (non pochissimi, ma pochi da un punto di vista elettorale), è come se non esistessimo.

Pochi nostri concittadini riescono a comprendere come facciamo a vivere in mancanza delle normali comodità che gli altri hanno (le auto in garage, i negozi di vicinato, i supermercati, etc…) quindi siamo “strani”. Fantasmi.

Eppure questi fantasmi, su una idea di Simona Capicchioni, l’estate scorsa, si sono costituiti nel gruppo dei residenti “CONTIAMOCI”. Avevamo bisogno di contarci per essere riconosciuti, con le nostre persone, i nostri visi, le nostre necessità. Così abbiamo fatto una “anagrafe” puntuale elencando anche le nostre necessità essenziali (accessibilità, sosta, servizi) e l’abbiamo consegnata alla Segreteria agli Interni ed alla Reggenza, con diversi incontri.

Speravamo che questo contributo di “cittadini”, aiutasse il Governo ad affrontare con “buon senso”, la nuova regolamentazione. Avevamo chiesto un permesso di accesso per ogni patente, la sosta “civile” in prossimità delle case come in passato (in particolare di sera e nei lunghi periodi di bassa stagione), l’accesso controllato, ma non sanzionato, a partire da quando si accende la pubblica illuminazione.

A ottobre abbiamo presentato l’Istanza di Arengo per la tutela, la conservazione e la valorizzazione della Residenzialità in Centro Storico. Approvata a gennaio all’UNANIMITA’ dal Consiglio Grande e Generale.

Oggi ci ripresentano lo stesso Regolamento di luglio, con le stesse restrizioni. Della tutela per la Residenzialità neppure l’ombra (non parliamo del resto). Nessuno più ci potrà venire a trovare, neanche in stato di necessità, perché per accedere al Centro Storico, ad esempio, senza permesso, anche di notte, mia sorella mi deve prima telefonare o mandare una email, io devo mandare una email o un fax alla Polizia Civile, con la targa dell’auto di mia sorella. Se per caso ho 40 di febbre o non posso muovermi, come faccio?

L’ultimo inverno per me è stato molto gravoso. Sono stata a lungo ammalata e per sei mesi ho dovuto camminare con le stampelle e la sedia a rotelle. Ma in Contrada Santa Croce la mia auto non può sostare, né si possono avvicinare a casa mia familiari o altri con le loro vetture. Così è andata, tra le lacrime, ho dovuto prendere un permesso provvisorio per i disabili per poter sostare qualche ora senza essere multata. Quando a febbraio ha fatto la neve, uscita dall’ospedale dopo l’ultima operazione, ho dovuto aspettare cinque giorni il disgelo, presso amici, prima di tornare a casa perché la strada era inagibile per neve. E per fortuna poi la squadra di Rugby mi ha fatto una rotta e la mia adorata metà mi ha scorrazzato avanti e indietro tra parcheggi chiusi e lontani, ospedali e casa. La Contrada, mi è stata molto vicina, anche i commercianti dei negozi che hanno seguito passo passo l’evolversi della mia malattia, facendo il tifo per me.

Ci vuole tanta pazienza e tanto amore per questo Paese per non mandare tutto a …… E non c’erano ancora le telecamere! Basterebbe un po’ di buon senso e ascoltare la realtà, condividendo le soluzioni, per stare tutti più sereni. Ammalarsi in Centro Storico diventerà impossibile. Dai San Marino dacci una mano!

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