Processo Credito Sammarinese condannati gli ex vertici

Il processo intorno al Credito Sammarinese si è concluso ieri con una sentenza di primo grado che ha visto condannati gli ex vertici, ma anche registrato 9 assoluzioni.

la vicenda era scoppiata nel 2011 a seguito dell’inchiesta italiana “Decollo Money” portata avanti dalla Direzione investigativa antimafia dove e per la quale è ancora in corso il processo di primo grado e che riguarda narcotraffico internazionale e riciclaggio.

L’inchiesta sammarinese ha invece riguardato solo il riciclaggio di denaro, movimentato in particolare da Vincenzo Barbieri, morto ammazzato nel marzo 2011 in Italia e che aveva portato a San Marino oltre 1,3 milioni di euro tramite l’ex direttore del Credito Sammarinese, Valter Vendemini, che aveva trasportato il denaro in contanti dopo esserli andati a prendere a Bologna all’Hotel King Rose proprio di Barbieri e dove il narcotrafficante si trovava ai domiciliari.

Il giudice sammarinese Gilberto Felici ieri pomeriggio, al termine di tre giorni di arringhe da parte di accusa e difese ha pronunciato la sentenza dopo tre ore e mezzo di camera di consiglio.

La sentenza pronunciata prevede:

  • Lucio Amati, ex presidente e azionista del CS, una condanna a 4 anni 2 mesi di prigionia, 6000 euro di multa e 2 anni di interdizione dai pubblici uffici e diritti politici.
  • Valter Vendemini, ex direttore generale del Cs, una condanna a 4 anni e 4 mesi di prigionia,  3000 euro di multa e due anni di interdizione.
  • Domenico Lubiana, Commercialista calabrese (uno dei due fratelli che avevano fatto conoscere Barbieri a Vendemini), una condanna a 4 anni, 4500 euro di multa e due anni di interdizione dai pubblici uffici.
  • l’avvocato Salvatore Francesco Lubiana, condanna a due anni di prigionia, 4500 euro di multa, un anno e 9 mesi di interdizione, concedendo il beneficio della non menzione.
  • Posizione ritenuta secondaria nella compartecipazione al riciclaggio, per Sandro Sapignoli, all’epoca responsabile dell’antiriciclaggio della banca: condanna a 3 anni di prigionia, 2000 euro di multa e un anno e 4 mesi, concedendo il beneficio della non menzione.
  • Due anni di prigionia, 500 euro di multa e un anno di interdizione ciascuno anche per Giorgio Galiano, il genero di Vincenzo Barbieri, che aprì un conto per fare transitare i famigerati soldi e consentire l’accensione di un affidamento a favore del suocero, e Raffaello Bressi, dipendente dell’hotel King Rose di Bologna, di proprietà del Barbieri, che aveva delega per le operazioni sul quel conto aperto presso il CS.

Poi 5 assoluzioni per insufficienza di prove: Barbara Gabba e Domenico Macrì, i procacciatori di clienti incaricati dalla banca; Mario Amati e Luigi Passeri, membri del Cda della banca e del Comitato Esecutivo; Davide Zoffoli, responsabile dell’ufficio fidi che istruiva le pratiche (anche se per lui, come per Macrì e Gabba, il Procuratore del Fisco aveva chiesto la condanna).

Assolti per non avere commesso il fatto, i membri del Cda della banca Pietro Daidone, Edoardo Morri, Graziella Zemiti e il membro del collegio sindacale Massimiliano Sensi.

Condanna, invece, per il Credito Sammarinese come soggetto giuridico a 5000 euro di multa, sei mesi di interdizione dall’attività, anche se ormai, come ha rilevato l’avvocato Tania Ercolani, è conclusa la liquidazione coatta della banca. Il giudice ha infine ordinato la confisca delle somme sequestrate pari a 1.330.897,82  euro più i frutti maturati. Gli imputati condannati dovranno pagare in solido le spese processuali.

 

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