Patrimoniale, il governo accoglie alcune modifiche, eccole

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Durante l’incontro con le parti sociali, svoltosi ieri a Palazzo Begni, una delegazione del Congresso di Stato ha illustrato le principali modifiche al Decreto Delegato 30 aprile 2018 n. 44 “Disposizioni in materia di imposta straordinaria sui patrimoni immobiliari e mobiliari”, che verranno proposte in sede di ratifica nel corso della prossima sessione del Consiglio Grande e Generale.

Gli accorgimenti prevedono:

  • l’incremento da 350 euro a 400 euro della detrazione dell’imposta  con il mantenimento dell’abbattimento del 50%, per l’abitazione sede della residenza del nucleo familiare e per le unità immobiliari adibite a sede dell’attività economica o professionale esercitata in forma individuale;
  • l’abbattimento del 25% dell’imposta per tutte le abitazioni che non sono sede della residenza del nucleo familiare e per le unità immobiliari che non sono adibite a sede dell’attività economica o professionale esercitata in forma individuale;
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta per i fabbricati – di proprietà di persone fisiche – in corso di costruzione e non completamente ultimati per i quali non è stata presentata la dichiarazione della fine lavori;
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta per tutte le attività finanziarie che hanno valore complessivo inferiore a 10 mila euro;
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta per le polizze di assicurazione sulla vita e di capitalizzazione quando l’importo capitalizzato è inferiore a 20 mila euro alla data del 31 dicembre 2017;
  • la riduzione dallo 0,4% allo 0,3% dell’imposta straordinaria sul patrimonio netto delle persone giuridiche;
  • l’eliminazione della facoltà in capo agli istituti bancari di poter compensare l’imposta straordinaria sul patrimonio netto con i crediti di imposta;
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta per tutte le associazioni giuridicamente riconosciute.

Il governo proporrà all’Aula Consiliare gli emendamenti modificativi sopra citati, sulla base delle osservazioni ricevute in queste settimane da organizzazioni sindacali e associazioni datoriali e con l’obiettivo di rendere più equa l’applicazione dell’imposta straordinaria sui patrimoni.

Con l’adozione di queste variazioni l’imposta:

  • avrà un’incidenza notevolmente inferiore sulla “prima casa”, ampliando in modo significativo la gamma di abitazioni che verranno escluse integralmente dal pagamento;
  • ridurrà ulteriormente l’esborso a carico delle attività imprenditoriali;
  • riconoscerà altre importanti aree di esenzione.

Il Congresso di Stato auspica che dalla discussione consiliare possano emergere spunti di riflessione interessanti e proposte tese all’ulteriore miglioramento dell’impianto legislativo dell’imposta straordinaria sui patrimoni che – ciò va sottolineato con serietà e puntualità – rappresenta certamente una scelta tanto dolorosa quanto inevitabile per assicurare la tenuta del quadro generale del bilancio dello Stato.

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