Taglio degli stipendi pubblici, il governo tira dritto

funzione pubblica

L’Ordine del giorno di Ssd, Rf e C10, conclusivo del dibattito sul Piano esecutivo pluriennale delle misure per la riduzione e riqualificazione delle spesa corrente, viene approvato con 27 voti a favore, zero contrari e zero astenuti (con i soli voti della maggioranza).

L’Aula affronta per tutta la seduta odierna il tema della spending review, proseguendo il dibattito di ieri notte, al comma 17, “Presentazione del piano esecutivo pluriennale delle misure finalizzate alla riduzione e riqualificazione della spesa corrente”, sulla relativa relazione portata in Aula dal Segretario di Stato per gli Affari Interni Guerrino Zanotti. Il dibattito è molto partecipato e diversi consiglieri di maggioranza, come lo stesso Segretario, rilevano con favore il clima propositivo e civile in cui si svolge il confronto, malgrado da parte dell’opposizione non si manchi di portare critiche alla relazione, considerata troppo generica e priva di proposte e obiettivi e lamentando l’assenza di un’agenda di interventi puntuali. Tema più volte sollevato è quello della riduzione delle retribuzione del personale e, in particolare, la proposta di ridurre di un’ora l’orario settimanale dei dipendenti pubblici. Il Segretario Zanotti annuncia  che verrà presentata formalmente al tavolo aperto con i sindacati già domani “una proposta per il taglio della spesa degli stipendi”. 

            Al termine del dibattito, non si giunge a una condivisione sull’ordine del giorno conclusivo presentato dalle forze di maggioranza. In dettaglio, il testo approva da parte del Consiglio la relazione del Segretario di Stato per gli Affari interni che identifica “le priorità per imprimere una svolta della gestione del settore con due obiettivi: ridurre l’incidenza della spesa sul bilancio dello Stato; organizzare il lavoro affinché efficienza, qualità e professionalità trasformino la Pa in un vero motore per l’economia”. Quindi individua che tali obiettivi siano conseguiti “mediante: -la revisione dell’organigramma, anche attraverso accorpamenti e riorganizzazione degli uffici;- individuazione di compiti e obiettivi per i dirigenti sui quali dovranno essere ex post valutati; (..) – formazione dei pubblici dipendenti; -valutazione preventiva degli organi di controllo sui provvedimenti normativi che richiedono spesa; – razionalizzazione degli acquisti, – interventi di solidarietà generale e integenerazionale, contenimento del costo del personale in ottica di equità”.           Infine l’Odg “invita la Segreteria di Stato per gli Affari interni e l’intero Governo a mettere in atto al più presto gli interventi amministrativi e normativi capaci di raggiungere gli obiettivi sopraesposti, tenendo presente il necessario confronto e la contrattazione con le parti sociali in primo luogo in materia di rinnovo contrattuale  e interagendo con l’imminente applicazione della normativa Icee”.
I gruppi di minoranza rifiutano il testo di Adesso.sm: “Non è in linea con quello che è stato il dibattito- sintetizza Alessandro Mancini, Ps- e non dà un indirizzo né politico né tecnico”.   Per Giuseppe Maria Morganti, Ssd, al contrario l’Odg dà un mandato politico al governo, quello di trasformare la Pubblica amministrazione:  “Chi si sottrae- manda a dire- o ha qualcosa da difendere o non ha le idee chiare o lo fa per partito preso, perché è all’opposizone e deve respingere tutto”. Prima di terminare la seduta l’Odg viene messo al voto: il testo viene approvato con 27 sì. I lavori riprenderanno domani con l’esame dei progetti di legge in prima lettura.

Di seguito la relazione sul “Piano esecutivo pluriennale delle misure finalizzate alla riduzione e riqualificazione della spesa corrente” di cui ha dato lettura il segretario di Stato per gli Affari Inteni , Guerrino Zanotti, all’avvio del comma.

1) PREMESSA

Eccellentissimi Capitani Reggenti, Signori Consiglieri, Colleghi Segretari di Stato, Come stabilito dall’ art. 52 della Legge 21 dicembre 2017 n.147 “bilanci di previsione dello stato e degli enti pubblici per l’esercizio finanziario 2018 e bilanci pluriennali 2018/2020” a nome del Congresso di Stato oggi  presento il piano esecutivo pluriennale delle misure finalizzate alla riduzione e riqualificazione della spesa corrente. In questo mio intervento illustrerò proposte che prevedono tempi di attuazione diversi fra loro alcune delle  quali sono già in fase di attuazione.  Riferirò inoltre di alcuni interventi che, pur non direttamente fonte di risparmio, vanno considerati parte  integrante del programma medesimo di revisione di spesa.

Permettetemi innanzi tutto alcune considerazioni di ordine generale. Pur considerate le nostre piccole dimensioni, qualsiasi ragionamento deve tenere conto che la nostra è una  realtà statutaria.  Ne consegue che lo Stato si fa carico di attività che sono indispensabili, ad esempio, per la nostra  collocazione internazionale. Questo comporta costi ed impegno che non sono commisurati all’ entità  numerica della popolazione; quindi ragionamenti quali il rapportare le dimensioni della Amministrazione Pubblica Sammarinese al numero dei residenti è in parte fuorviante.  Il momento attuale impegna il  Governo nell’adozione di politiche utili alla crescita e alla risoluzione delle difficoltà economiche finanziarie. In quest’ottica è assolutamente fondamentale la realizzazione del Piano Nazionale di Stabilità che sta  affrontando in tempi stretti il tema delle riforme strutturali. E’ ineludibile predisporre nuove regole vincolanti per il pareggio di Bilancio e ad una significativa riduzione del debito pubblico in un’ottica di equità sociale e di affermazione di una nuova stagione di doveri civici.

E’ in questo solco che intendiamo rivedere la Riforma della Amministrazione Pubblica adeguandola ai momenti attuali che non sono più quelli in cui è stata concepita.  In estrema sintesi, si sta procedendo ad una programmazione degli interventi per giungere ad una concreta applicazione della riforma stessa. Ad onore del vero gli effetti, di tale riforma, tardano ad essere percepiti dal tessuto economico e dai cittadini della Repubblica.I modelli di Amministrazione Pubblica che durano 20 o più anni non sono più proponibili ed a ciò  corrisponde, giocoforza, una necessaria adattabilità delle norme che sottendono al rapporto di lavoro pubblico, che permettetemi di sottolineare, ha ancora oggi un grande vantaggio dato dalla certezza del posto di lavoro che non deve essere confusa con la inamovibilità dal luogo o dall’orario di lavoro.

Il percorso non può che passare attraverso il miglioramento l’efficienza, anche in termini di economicità della macchina pubblica costruendo un modello sostenibile volto a ridurre le risorse impegnate. Occorre programmare -questo dovrà essere il mantra -per consentire la miglior accessibilità ai servizi pubblici da parte dei cittadini e delle imprese, e qualificare maggiormente le risposte all’utenza e al sistema economico. In materia di gestione del personale si è assegnato ai vertici amministrativi, autonomia e responsabilità nel gestire le risorse con precisa indicazione di contenimento della spesa e con procedure che non richiedano l’intervento del Congresso di Stato, ad esempio, in tema di sostituzioni.

Il Governo nel 2017, ha adottato il piano annuale delle assunzioni, quale strumento di programmazione, il programma di approvvigionamento per ottimizzare l’acquisto di beni e servizi trasversali, con particolare riferimento all’informatica. Stiamo predisponendo una serie di accorpamenti di Uffici e Servizi e la riduzione di Commissioni Amministrative, la razionalizzazione della spesa per affitti e introducendo lo strumento denominato ICEE. E’ in fase di affinamento una proposta, da rivolgere alle OO.SS., per la riduzione della spesa complessiva del personale. Questi sono i principali aspetti che successivamente illustrerò con maggiori dettagli In conformità con le proposte contenute nella relazione predisposta dal gruppo di lavoro istituito ai sensi dell’articolo 15 della Legge 7 agosto 2017 n. 94 (…)

3) ATTUAZIONE INTERVENTI PER LA REVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA ED IL MIGLIORAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE

I punti che seguono sono stati strutturati schematicamente per temi e capitoli, naturalmente vi sono interconnessioni e in alcuni casi vi è una diretta influenza degli uni sugli altri.

3.a IL PIANO ASSUNZIONI

Il Congresso di Stato nella Seduta del: 18 dicembre2017 con la Delibera n.13 ha approvato il piano delle assunzioni per la PA relativamente all’anno 2018. Per un totale di 86 posti, ad esclusione delle posizioni dirigenziali.  Cito dal documento ufficiale disposto dalla Direzione della Funzione Pubblica: Il Piano potrà essere aggiornato sulla base dell’esito del percorso di analisi finalizzato alla revisione della struttura amministrativa, e conseguente revisione del fabbisogno, nonché dell’individuazione di posizioni indispensabili da ricoprire anche a seguito del verificarsi di definitive vacanze non prevedibili.

E’ stato elaborato tenendo conto delle posizioni minime da ricoprirsi; tuttavia, essendo i bandi di concorso impostati in relazione ai PDR e considerato, pertanto, che le relative graduatorie rimarranno vigenti per i due anni successivi alla loro formazione, le stesse potranno essere utilizzate per la copertura di ulteriori PDR che dovessero rendersi indispensabili compatibilmente con le risorse finanziarie disponibili E’ esclusa dal presente Piano la copertura di PDR relativi alla funzione docente, in ragione della prevista revisione delle norme di reclutamento per tale figura professionale.

I concorsi verranno indetti nel rispetto dei seguenti criteri:

a) in primo luogo, verranno privilegiati i concorsi interni, i quali comportano un minor onere per l’Amministrazione e risultano funzionali all’ottemperanza ad uno dei principali impegni assunti con il rinnovo del Contratto di Lavoro e precisamente quello di evitare la creazione di nuovo precariato. Per questo motivo, fra i concorsi interni prima verranno indetti quelli per PDR per i quali vi siano incaricati su posti corrispondenti, poi si procederà con i restanti. L’esito negativo di detti concorsi comporterà l’emissione di concorso pubblico, con  costi presumibilmente più elevati per l’Amministrazione. Pertanto, la riemissione è subordinata alla verifica di disponibilità  finanziaria e sarà effettuata a seguito dei concorsi pubblici di cui alle lettere successive;

b) in secondo luogo, si procederà con riferimento alla copertura di POR per i quali sia vigente la graduatoria di un concorso pubblico già espletato

c) infine, verificata la compatibilità con le risorse finanziare disponibili, si procederà con riferimento agli ulteriori concorsi pubblici.Pertanto rigetto, come già comunicato pubblicamente ogni insinuazione di clientelismo in tal senso.

3.b) CONCORSI

Dal 2017 ad aprile 2018 sono state avviate e gestite 25 procedure concorsuali nell’ Amministrazione  Pubblica che hanno interessato circa 250 candidati.Una considerazione in merito è doverosa: in alcuni casi abbiamo riscontrato scarsa partecipazione  dall’esterno alla PA in particolare in posizioni elevate e spesso in concorsi in cui è richiesta esperienza lavorativa specifica e continuativa.   In merito alle consulenze , permettetemi di ribadire in questa sede il dato sui costi: € 1.718.941,74 per l’anno 2015; spesa autorizzata e liquidata; € 1.665.498,08 per l’anno 2016; spesa autorizzata e liquidata € 1.047.384,70 per l’anno 2017; spesa autorizzata e liquidata 2018 ad aprile 627.314,59; il dato è riferito alle consulenze ad oggi autorizzate per l’esercizio finanziario in corso. Quindi un dato in diminuzione sul quale non intendo riaprire una sterile polemica.

3.c) COPERTURA DELLA SPESA

I Dipartimenti Affari Istituzionali e Giustizia e Finanze stanno predisponendo uno schema di provvedimento legislativo volto ad introdurre l’obbligo di sottoporre alla Commissione di Controllo della Finanza Pubblica i  provvedimenti normativi ai fini della verifica della copertura di spesa prima dell’adozione da parte del  Congresso di Stato, anche con riferimento a:

  1. a) Decreti Legge,
  2. b) Decreti Delegati,
  3. c) Regolamenti.

In una seconda fase si potrebbe intervenire sul Regolamento del Consiglio Grande e Generale anche per disciplinare le modalità di presentazione di emendamenti che comportino aumento di spesa o diminuzione delle entrate.

3.d) VALUTAZIONE DI IMPATTO DELLE NUOVE NORME

Risulta necessario predisporre interventi volti a prevedere anche l’introduzione di una valutazione preventiva dell’impatto delle norme con i conseguenti pareri preliminari obbligatori con riferimento a:

a)interventi di natura informatica, i cui costi dovranno essere quantificati nell’ambito della verifica di copertura delle spese; b) procedimenti introdotti e disciplinati dalla nuove norme, che dovranno essere soggetti ad un preventivo vaglio tecnico in attuazione dell’articolo 23, comma 3, lettera j) della Legge n.188/2011 c) verifica, da parte dell’UO di competenza, circa la coerenza del provvedimento con l’ordinamento e la conformità dello stesso con le tecniche di redazione normativa

3.e) CONTROLLO DI GESTIONE

L’ attivazione del percorso propedeutico all’implementazione del Controllo di Gestione nella PA e negli Enti troverà una compiuta disciplina e strutturazione nella legge quadro della riforma dell’Ordinamento Contabile. Questa strategica funzione sarà trasferita a livello del Dipartimento Finanze e Bilancio, che come vedremo successivamente vedrà l’evoluzione in Dipartimento Finanze e Tesoro, entro il primo trimestre 2019. Saranno previste figure da adibirsi al controllo di gestione con profili professionali nelle materie statistiche  ed economico -giuridiche. Il controllo di gestione sarà, in particolare, avviato attraverso il potenziamento ed accentramento  dell’attività di acquisizione e valutazione dei dati statistici (SISTEMA SAS) di utilizzo e destinazione delle  risorse economiche, tecniche e finanziarie trasversale a tutto il Settore Pubblico Allargato.

3.f) AUDIT INTERNO DELLE ATTIVITA’ TRASVERSALI DEL SETTORE PUBBLICO ALLARGATO

Il Governo intende attivare, per la prima volta dalla sua istituzione, la Funzione di Pianificazione e Controllo prevista all’articolo 25 della Legge 188/2011, vista anche la disponibilità della risorsa professionale individuata tra i dirigenti risultati in posizione soprannumeraria.

In virtù di tale scelta la figura professionale incaricata coordinerà un Gruppo di Progetto ad hoc ed incaricato a tempo a partire dal mese di Ottobre 2018, con competenze miste e composizione variabile, per lo svolgimento di funzioni di verifica/audit nel Settore Pubblico Allargato tramite ispezioni nelle UO ed  articolazioni organizzative.

Le attività del Gruppo potranno essere avviate anche sulla base di:

  1. a) elementi emersi in fase di controllo di gestione,
  2. b) elementi emersi in fase di controllo di legittimità,
  3. c) segnalazione di organi aventi competenze autorizzative e di programmazione trasversale,
  4. d) segnalazione della DGFP, conseguenti anche a segnalazioni dell’utenza.

3.g) MIGLIORAMENTO DELLA FUNZIONALITÀ DELL’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA

i Direttori di Dipartimento, anche sulla base delle proposte avanzate dai dirigenti dei rispettivi dipartimenti nell’ambito delle funzioni proattive loro spettanti, stanno predisponendo linee di intervento al fine di realizzare il contenimento e la razionalizzazione della spesa e l’ottimizzazione delle risorse relative all’UO diretta. Dovranno, altresì, presentare –in conformità a quanto già richiesto dalla DGFP -proposte di semplificazione procedimentale, anche attraverso la revisione o soppressione di Commissioni e Collegi, conseguenti alla ricognizione ed analisi dei procedimenti di pertinenza.

3.h) REVISIONE STRUTTURA AMMINISTRATIVA

Si tratta di un intervento prioritario e relativo ad accorpamenti o revisioni organizzative delle UO i cui tempi sono variabili e determinati da diversi fattori quali ad esempio: le decisioni prese in ordine al rinnovo  e copertura di posizioni dirigenziali, la disponibilità di sedi adeguate, in alcuni casi e per gli aspetti di  pertinenza il tempo necessario al confronto con le parti sociali.

Le indicazioni sono legate al numero complessivo delle Unità Organizzative, relazionato alle funzioni svolte evitando sovrapposizioni di competenze.

In tal senso si sta procedendo con diversi progetti, alcuni dei quali quasi a compimento, di accorpamenti fra Uffici e/o servizi, come nel caso della realizzazione dello Sportello Unico per le Imprese.

Gli accorpamenti avranno diverse finalità

– migliorare la qualità e il tempo di risposta, evitare lungaggini burocratiche, recuperare risorse umane da destinare ad altre mansioni, limitare il ricorso a sostituzioni, razionalizzare gli spazi che accolgono queste U.O. con l’obiettivo di comp iere sensibili risparmi per affitti passivi ecc. Naturalmente non sempre corrisponderanno risultati immediati o completi, e soprattutto dobbiamo pensare ad una amministrazione organizzata su modelli che sono di fatto work in progress.

La distribuzione del personale all’interno delle singole UO avrà una direzione in senso quantitativo ma soprattutto qualitativo da sottoporre al confronto con le Organizzazioni sindacali. A titolo non esaustivo si evidenziano alcuni accorpamenti. Nell’ambito del Dipartimento Finanze e Tesoro che vedrà il trasferimento delle funzioni dell’Ufficio Filatelico e Numismatico in capo a Poste S.p.A.. Nel nuovo dipartimento verrà trasferita la “Sezione dati e statistica” e il “Controllo di gestione”. Nell’ambito del Dipartimento Territorio le funzioni scientifiche del Centro Naturalistico verranno trasferite  all’UGRAA e si sta valutando il passaggio della parte museale agli Istituti Culturali. Si sta inoltre valutando l’opportunità di istituire lo “Sportello unico per l’Edilizia” che vedrà l’accorpamento dell’UO per l’Edilizia con lo Sportello per l’energia, nonché l’”Ufficio di Vigilanza edilizia ed ambientale” che vedrà l’accorpamento dell’UO Prevenzione e Ambiente con l’Ispettorato di Vigilanza. Altre valutazioni sono ancora in corso.

 Entro luglio 2018 verranno presentate le linee guida del nuovo Atto Organizzativo dell’Istituto Sicurezza Sociale. La Segreteria di Sato con delega alla Funzione Pubblica predisporrà proposte condivise con gli Enti, la DGFP e i Direttori di Dipartimento, tese ad individuare piani di fattibilità relativi ad interventi di accorpamenti o revisioni organizzative per materie trasversali a tutto il Settore Pubblico Allargato (personale, informatica, statistica, logistica), entro il primo semestre 2019 per ottimizzare l’attività dell’amministrazione pubblica.

Il provvedimento relativo ad accorpamenti o revisioni organizzative delle UO inciderà anche sulle  competenze di Organi Collegiali in attuazione della delega contenuta nella Legge di Bilancio di Previsione 2018. Tenuto conto del doveroso confronto con le parti che ad oggi compongono tali organismi, si prevede la riduzione delle competenze e/o soppressione dei collegi e commissioni in quanto ritenuta uno strumento  estremamente efficace per superare la dilatazione e l’incertezza dei tempi e delle decisioni, snellendo la struttura dell’amministrazione.

3.i) INTERVENTO DI RIDUZIONE DEL COSTO DEL PERSONALE PER TUTTO IL SETTORE PUBBLICO

ALLARGATO

Indubbiamente la spesa corrente è alimentata in buona parte dal costo del personale pubblico; in questo senso occorre calibrare una serie di proposte che tengano conto delle indicazioni più volte annunciate dal Governo e dalla maggioranza che lo sostiene in materia di contenimento della spesa.

La delegazione di Governo nell’ambito della Contrattazione Collettiva di lavoro del Settore Pubblico Allargato presenterà a breve una proposta formale alle OO.SS. di riduzione del costo del personale per tutto il Settore Pubblico Allargato, in quanto si tratta di aspetti di natura squisitamente contrattuale.

Già da alcuni giorni la proposta è stata anticipata in un incontro preliminare.

Le direttrici sono:

a )costo diretto delle retribuzioni con una riduzione dell’orario settimanale e conseguente adeguamento della retribuzione. Le modalità di applicazione della riduzione oraria verrà attuata sulla base di modelli in via di definizione. I presupposti su cui si sta predisponendo la proposta sono in estrema sintesi: mantenimento dell’apertura e/o di lezione di uffici e servizi per un monte ore pari a quello attuale;⋅recupero del monte ore di riduzione da articolarsi in periodi di assenza di ciascun dipendente programmati; considerazione dell’attuale nastro orario dei dipendenti e degli orari di svolgimento dei servizi ;

b )costi retribuzioni accessorie quali le maggiorazioni con un riproporzionamento delle percentuali

c )nuova struttura retributiva;

d )abrogazione delle due giornate di festività istituite con accordo sindacale conseguenti alla Legge 18 dicembre 1990n 152 e successive modifiche.

Ulteriori proposte potrebbe essere impostate tenendo conto di esigenze di:

a)sostenibilità finanziaria,

b)reclutamento di nuove risorse,

c)equità fra nuovo e vecchio regime evitando un eccessivo squilibrio tra i due regimi,

d)sistema di misurazione delle prestazioni volto a valorizzare il merito.

La legge 147/2017 ha disposto il contenimento del costo per lo straordinario e di maggiorazione oraria.

In linea con tali indicazioni è stato attivato il monitoraggio di tali voci di costo partendo dalla riorganizzazione del lavoro nei singoli settori.

PROIEZIONE STIPENDI 2018 –

(SITUAZIONE AL 30/4/2018)

PREVENTIVO 2018 stipendi PA 92.680.000,00

IPOTESI A CONSUNTIVO 2018 (stimata) stipendi PA 91.983.000,00

ECONOMIA = 697.000,00

NB.: la proiezione è stata effettuata considerando i dati a disposizione al 30/4/2018.

Loro Eccellenze e colleghi Consiglieri, su questi presupposti inizia il percorso del rinnovo del contratto di lavoro che non sarà certamente facile anche alla luce dei precedenti rinnovi sostanzialmente a costo zero e che dovrà stare in equilibrio tra le aspettative dei dipendenti pubblici e le necessità del paese.

Queste ultime non possono essere basate su di chiarazioni di principio, spesso al limite dell’insopportabile, che dipingono i pubblici dipendenti quali profittatori e quasi inutili soggetti passivi della vita economica di San Marino. Gli interventi devono nascere dalla consapevolezza che nulla è come un tempo, compreso il ruolo sociale svolto dalla PA, anche se a volte con troppa disponibilità, in materia di occupazione dei soggetti deboli o espulsi dal mercato del lavoro privato tema sul quale proprio in questi giorni è in corso una riflessione politica all’interno del governo. La necessità è di un salto di qualità nelle relazioni sindacali ove il Datore di lavoro Pubblico si impegna come sta facendo a prevedere regole certe, a limitare al fisiologico il precariato a garantire pari opportunità negli accessi, alla carriera, al trattamento retributivo equo. L’attuale rapporto con il mondo sindacale, pur con alcuni distinguo non sta certamente vivendo un momento dei più proficui.

Quindi anche nel rapporto tra datore di lavoro pubblico e OO.SS. esiste uno  stato di conflittualità crescente.  L’intento, per quanto riguarda il Governo è quello di mantenere attivo il tavolo contrattuale ricercando, il raffreddamento del conflitto con chiarezza dei ruoli e delle responsabilità, in un quadro di politiche generali  e specifiche di rispetto delle parti e degli interessi legittimi delle stesse.

Nel contempo è necessario riflettere sugli effetti negativi di scelte totalmente recessive verso una ampia fascia di popolazione che compone una importante percentuale di consumatori.

Naturalmente la situazione economica e gli obiettivi di revisione della spesa pubblica impongono una linea al Governo e necessiteranno di un ampio confronto che non potrà comunque protrarsi sine die.

3.l) RIDUZIONE DELLA SPESA DI SOCIETÀ ED ENTI A PARTECIPAZIONE PUBBLICA

  A tal fine, i Direttori delle Società ed Enti a partecipazione pubblica maggioritaria sono tenuti a coordinarsi con la Direzione della Finanza Pubblica.

3.m) RAZIONALIZZAZIONE DEGLI ACQUISTI E DEL PIANO INFORMATICO

3.n) RIORGANIZZAZIONE SPAZI

3.o) APPALTI PUBBLICI

3p) ISTITUTO SICUREZZA SOCIALE

Il Comitato Esecutivo elabora le proposte di interventi immediati di riduzione della spesa corrente entro il 2018, quantificandone il risparmio o le maggiori entrate, come ad esempio:

-Riorganizzazione del Servizio Farmaceutico;

-esternalizzazione Casa Vacanze Pinarella;

-organizzazione CUP;

-ridefinizione delle principali gare d’appalto: pulizie, gestione rifiuti speciali, lavanolo ecc..

Il Comitato Esecutivo dovrà presentare uno schema di Atto Organizzativo entro il 31 luglio 2018 in linea con gli obiettivi di riduzione delle UO attuato nella Pubblica Amministrazione.

La riduzione delle articolazioni organizzative dovrà in particolare comportare una forte riduzione delle posizioni di Responsabile di Unità Organizzativa.

3.q) SETTORE SCUOLA, ESTERI E TURISMO

Il Dipartimento Affari Esteri dovrà elaborare una proposta di intervento o di modifica normativa sui seguenti punti:

– revisione contribuzioni agli organismi internazionali che hanno rilievo più relazionale che sostanziale;

– rinegoziazione canoni di affitto delle sedi consolari;

-riorganizzazione delle sedi consolari e diplomatiche;

– revisione delle spese di trasferta per

trasporto, vitto, alloggio);

– istituzione in entrata dei diritti di pratica per pratiche di legalizzazione presso le ambasciate, rilascio di dichiarazioni di equipollenza, pratiche pensionistiche per casse previdenziali estere.

Il Dipartimento Turismo e Cultura dovrà e laborare proposta di intervento o di modifica normativa per la razionalizzazione dei contributi erogati ad associazioni e privati

Il Dipartimento Istruzione dovrà monitorare le dinamiche demografiche dei prossimi 3 anni, per valutarne gli effetti sul sistema di istruzione, in particolare sui primi ordini scolastici, allo scopo di individuare, anche in collaborazione con le Giunte di Castello interessate, opportuni interventi di riorganizzazione territoriale.

Nel frattempo, sarà compito del Dipartimento presentare nuove modalità organizzative nei plessi con un numero ridotto di alunni. Entro luglio 2018, in tempo utile per l’approvazione del Piano cattedre, il Dipartimento Istruzione dovrà proporre soluzioni coerenti con le linee d’intervento di cui al punto 1.22.della relazione del Gruppo di lavoro

3.r) INTERVENTIDI RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA A.A.S.S.

Entro il primo semestre 2019  l’A.A.S.S. e l’Autorità competente deve presentare una proposta di intervento.

a)Rivedere le modalità di tariffazione dei servizi pubblici in forte perdita

  1. b) Riequilibrio generale delle tariffe con l’introduzione di tariffe differenziate per fasce orarie.

Individuazione di tariffe diversificate per grandi utenti come lo Stato.

  1. c) Redistribuzione delle risorse destinate e già accantonate per gli investimenti A.A.S.S. e non utilizzate,destinando dette risorse al finanziamento di un Piano complessivo degli investimenti dello Stato.Entro il 2018 i Direttori di Dipartimento competenti, e il Direttore dell’A.A.S.S., devono presentare il Piano complessivo degli Investimenti.  Il maggiore utile AASS dovrà essere incamerato nel Bilancio dello Stato. (…)

4 CONCLUSIONI

Posso garantire che il Governo e la maggioranza sono disponibili all’ascolto, al confronto, alla trattativa-laddove sia doverosamente necessaria -ed a cogliere proposte e suggerimenti per giungere agli obiettivi . Ciò nella consapevolezza che si dovrà tenere conto delle ragioni delle parti, siano esse politiche che sociali che economiche, quando queste non si presentino come capziose o come battaglie tendenti al prolungare sine die i tempi di decisioni che saranno spesso – almeno nell’immediato- come già detto, poco popolari.

I tempi che ci attendono non saranno facili ma confido che la parte migliore del paese, della politica, dell’ economia, della rappresentanza dei lavoratori riusciranno a cogliere la sfida e faranno ciò che ritengono il meglio per la nostra Repubblica verso la quale abbiamo tutti un dovere quello di mantenere qualquale prestito avuto dai nostri padri le conquiste del passato per lasciarle intatte e migliorate alle future generazioni.

Di seguito un estratto degli interventi in Consiglio a cura della San Marino News Agency.

Comma 17 Presentazione del Piano esecutivo pluriennale delle misure finalizzate alla riduzione e riqualificazione della spesa corrente di cui all’articolo 52 della Legge n.147/2017 e successivo dibattito”.

Mimma Zavoli, C10
Ringrazio i colleghi intervenuti ieri sera, perché il dibattito si è svolto in modo produttivo, ringrazio il gruppo di lavoro, il segretario di Stato Zanotti per la relazione dettagliata che consente un approfondimento. La Pa è un soggetto malato ma va curato, è frutto di decenni di provvedimenti stratificati e innesti scordinati, è stato strumento di consenso, non solo politico, che ha creato alterazioni che ritroviamo anche nella sentenza Mazzini appena pubblicata. Se però non siamo onesti con noi stesssi, non facciamo un buon servizio a quello che deve essere messo in capo. L’immagine stucchevole del dipendente pubblico nasce da un pregresso di non scelte e non curanza, è una immagine che rigetto perché la maggior parte dei dipendenti è ligia al proprio dovre. Ci sono gerarchie al cui vertice ci sono dirigenti che hanno gli strumenti per agire dove necessario, spesso è il coraggio di farlo che manca . Ho aspettative che ai dirigenti spetti una parte fondamentale della buona riuscita di quello che domani sarà un asset più snello e performante, oggi è chiesto loro di essere più proattivi per motivare ed essere presenti, e per dare a collaboratori e funzionari il massimo supporto. Non ci aspetta un compito facile perché purtroppo le finanze e le risorse economiche non sono più quelle ‘fasulle’ di un tempo. Adesso dobbiamo capire che quel poco che abbiamo va speso in modo attento e oculato. Faccio un richiamo a quella parte del Paese che ha sempre osteggiato le decisioni fatte nel tempo, le organizzazioni sindacali. A loro chiedo umilmente di riuscire ad adeguare le giuste rivendicazioni del settore, tenendo conto del mutato clima, della mutata condizione economica che ci obbliga a prendere decisioni necessarie.

Francesco Mussoni, Pdcs
Questo non è un piano esecutivo pluriennale, ne ha solo il nome. Riconosco la qualità nell’elaborazione, è pertinente, tratta di Pa, settore pubblico allargato, dirigenza, concorsi…ma è una relazione che non entra nello specifico, rimane su molti temi generale e non puntuale. Ho apprezzato l’onestà intellettuale di Zavoli, da dipendente pubblico sulla macchina pubblica. Se ancora la macchina non è cambiata è per atteggiamenti conservatrici tenuti qua dentro spesso dagli stessi dipendenti pubblici, certo l’analisi storica dimostra la tutela dello status quo che fino ad oggi c’è stata. Sicuramente sarà una questione del futuro, mi viene da dire che ci avete riempito di argomenti per il futuro e mi pare che ci spostiamo sempre avanti. E conferma che oggi faremo un dibattito, ma che ci sono poche azioni precise e concrete. Qui va cambiato il tipo di rapporto di lavoro, le modalità di assunzione che devono avvicinarsi a quelle del privato, riduzione e licenziamento devono essere previsti anche nella Pa, vanno cambiate le regole. Quindi non possiamo chiedere alle parti sociali di darci l’ok per la riduzione delle contribuzioni o dell’orario di lavoro. La dirigenza non deve essere a tempo determinato, finito il loro mandato devono rientrare nelle funzioni da cui provengono. C’è una impostazione diversa da portare alla nostra amministrazione. Regole, mobilità di orari sono i tre punti fondamentali, non solo il tema della riduzione della spesa e del costo del lavoro. Poi c’è un tema più generale di equità, sono 12 anni che il paese è in una difficile crisi che peggiora purtroppo. Troviamo che un solo settore ha caratteristica di sicurezza, stabilità e non di riduzione del potere di acquisto. C’è un tema della sussidiarietà da portare avanti, l’Azienda dei servizi è l’unico ente a San Marino che produce un utile pur essendo pubblico. Le aziende dello Stato devono portare reddito, se no vanno messe in discussione. C’è una visione generale da cui attingere, serve un cambio di impostazione molto più preciso. Qui ci sono solo interventi sulla riduzione dei costi e con questa impostazione ridurremo sempre più in difficoltà la Pa.

Luca Santolini, C10
Io spero che su certi aspetti -come la riduzione delle consulenze al 40%- siamo tutti concordi, mi concentrerò su temi più ostici, anche fuori di qui, come quello della riduzione del personale. Il Paese ha perso il 36% del Pil in pochi anni, registra 35 mln e rotti di euro di deficit ogni anno. Qualsiasi azienda privata sarebbe intervenuta subito, ma la Pa non è un’azienda privata che deve rimanere sul mercato, la Pa ha dei servizi pubblici essenziali, primo obiettivo quindi deve essere garantire -e dove possibile migliorere- il livello dei servizi, abbassando la spesa corrente, questa la sfida. La spesa corrente è composta per un terzo da stipendi pubblici che negli anni hanno visto interventi una tantum e minimali. Tutto questo mentre il paese affrontava la crisi e altri settori subivano licenziamenti, mobilità, riduzioni orari, contributi non versati. Nella Pa nel frattempo è intervenuta la riforma dela Pa che ha introdotto un nuovo regime per chi entrava, con un nuovo contratto più vicino al settore privato e creando disparità tra lavoroti che lavorano fianco a fianco. Sui sindacati: imporntante e corretto puntare sull’accertamento fiscale, credo la delega fiscale dovrà concentrarsi per correggere l’errore della riforma del 2013, ma sul versante dell’equità vorrei fare qualche proposta. Se il taglio di un’ora a settimana ha ricevuto un’alzata di scudi per motivi strumentali, alcuni comprensibili, si potrebbe considerare di mettere come alternativa l’utilizzo dello strumento del contributo di solidarietà, inserendo scaglioni progressivi, trovando il modo di esantare la sanità. Un contributo di solidarietà in questo senso può incidere più sugli stipendi ‘vecchio regime’, potrebbe andare incontro ad alcune richieste sindacali, garantendo solidarità generazionale.
Fabrizio Francioni, Ssd
Oggi non siamo più in grado di sostenere adeguatamente una tale struttuta come quella Pa, per questo è importante il lavoro di spending review portato avanti dal Segretario Zanotti perchè imprime una nuova impronta a tutta la macchina della Pa, con l’intento di abbassare la spesa pubblica e contemporaneamente, con l’ottimizzazione delle risorse,  di aumentarne l’efficienza. Va ad inserirsi in un progetto più ampio che è il piano di stabilità nazionale. E’ solo l’inizio e si dovrà agire quanto prima anche in ambiti che hanno costituito da sempre enormi sacche di sprechi all’interno di un sistema che si è prestato a forti distorsioni e speculazioni. Per questo qui dentro e anche fuori con categorie e sindacati si deve essere uniti nell’affrontare i problemi e risolverli, è assolutamente necessario il cambio di mentalità. Non posso non esprimere una nota di amarezza su un comunicato della Csu, non ho apprezzato né il tono, nè il linguaggio, con parole persino offensive. Governo e maggioranza si stanno assumendo responsabilità impopolari per senso del dovere. Spiace rilevare ci sia una certa strumentalizzazione di alcuni argomenti. Mi fa un attimo pensare l’inflessibilità  da parte dei segretari Csu, spero si possano trovare quanto prima nuove basi su cui dialogare. Piccola nota a margine: c’è in attesa un nuovo regolamento consiliare che tende ad abbassare i costi del Consiglio grande e generale, in attesa di essere portato in Aula. Spero che quelle forze di opposizione, che fino ad oggi si sono opposte, ci possano ripensare. Riportare in Aula regole che possano diminuire i costi e accorciare i tempi di intervento credo possa andare nella direzione del risparmio.
Teodoro Lonfenini, Pdcs
Finalmente l’Aula può discutere di un aspetto fondamentale in virtù della logica di approfondimento dei problemi del Paese. Il nostro Paese ha una spesa corrente attestata al 94%, non è diminuita negli anni di quasi nulla. Anche nella scorsa legislatura c siamo impegnati a lavorare alla revisione della spesa corrente, ma credo ancora si attesti su quei valori ed è un numero impressionante. Il 94% di quella spesa riguarda tutta la macchina del sistema. Ringrazio Zanotti e chi ha lavorato alla relazione che ha fornito uno spaccato attuale su cui intervenire. Ci sono luci dove si evidenzia il fatto che c’è ancora una massa di sprechi su cui si deve intervenire, se foste intervenuti anche in questi 18 mesi pure voi, in alcune circostanze non avemo dovuto ricorrere in provvedimenti straordinari fastidiosi, ma lo diciamo e non lo facciamo. La macchina istituzionale non funziona più come è richiesto ai nostri giorni, deve essere riorganizzata per rispondere a un  mondo che va più veloce. Segretario lei ha fatto per ora un buon lavoro e su questo voglio sfidare voi, me stesso e i cittadini, abbiamo bisogno di guardare il Paese che è Pa ma anche lavoro privato, solo in questo modo si può rilanciare.
Jader Tosi, C10
In aula è cambiato qualcosa, si è iniziato a ragionare senza insulti e tutti possiamo parlare liberamente senza che ci sia qualcuno che ci sbeffeggia. Grazie ai consiglieri di minoranza, è quello che serve a noi oggi per dare un messaggio di unità al paese, per il paese, e non per noi stessi. Talvolta quello che ci fa male sono microfono e telecamere. Spero abbiamo superato questo passaggio e che riusciremo ad andare nella costruzione di regole della Pa, l’azienda più grossa che ha San Marino e bisogna darle regole: responsabilità dei dirigenti, che devono essere considerati sotto esame tutti i giorni, se così non è, non funziona la macchina. Bisogna parlare di formazione che deve essere a tutto tondo. Se non abbiamo il coraggio di fare questi cambiamenti, non ce n’è. Possiamo contare sul differeziale fiscale rispetto altri Paesi, ma le imprese restano a San Marino finché le condizioni lo consentiranno, ma se continuiamo a tassare, i vantaggi diventeranno svantaggi e vuole dire ci sarà la parola fine. Bisogna che tutti insieme e anche le forze sociali partecipino ai cambiamenti.
Davide Forcellini, Rete
A mio avviso questo piano rappresenta ancora una volta la mancanza di coraggio della maggioranza. E gli interventi della maggioranza mettono proprio in luce questo tipo di ragionamento. Per esempio proprio poco fa il Consigliere Mimma Zavoli ha definito “la PA un malato da curare”. Io invece rigetto con forza questa definizione: la PA è fatta di persone, di madri e padri di famiglie, di giovani, di famiglie. Per questo mi dispiace davvero sentire proprio da un Consigliere di questo Paese, oltre che un dipendente PA, una visione così semplicistica, che denota una sensibilità (si fa per dire) purtroppo diffusa nelle maggioranza. Io però credo che i problemi della PA non si risolvono con la spending review, soprattutto non cambia un sistema con una lista della spesa come questa. Ci vuole un cambiamento di mentalità a cui la politica deve indirizzare, non di fare marciare la macchina dove vuole il governo. E una mentalità diffusa non si cambia con questa elencazione di principi che forse son belli, ma sono tutto tranne che operativi. Mi sembra il temino di uno scolaro delle scuole elementari ma che sia un insieme di fuffa. Non vedo un dato che sia organico e che tiene evidentemente conto di un approccio di sistema che in questo campo è fondamentale. Lo dico spesso, forse sono ripetitivo io, o forse sono ripetitivi i provvedimenti che portate in quest’aula. Manca un approccio di sistema in questo piano.
Molto importante è il discorso riduzione del costo del personale, il governo parla di riduzione dell’orario settimanale e adeguamento degli stipendi. Allora, il punto è: se da una parte il Governo sostiene di ridurre il costo del personale e degli orari e di mantenere il livello di servizio della PA, significa che date per scontato il fatto che il personale della PA sia sovrappopolato, diciamo così, generalizzando e quindi sbagliando e sminuendo il ruolo e il lavoro delle persone che lavorano nella PA. Questo significa mettere le varie categorie sociali l’uno contro l’altro in modo da indebolire la cittadinanza per garantire via libera al governo. Invece lo continuo a ridire, bisogna mettere al centro le persone umane.
La scuola: si parla di interventi di riorganizzazione territoriale in base alle dinamiche demografiche. Ma il Segretario ha già specificato i dati della decrescita democrafica. Quindi inutile dire che questi interventi sono solo eventuali… Quasi blasfemo direi l’intervento del Segretario, dove ha parlato di un progetto culturale pedagogico che sottende ad una nuova idea di scuola per gli studenti da 1 a 16 anni. Questo badiamo bene, all’inizio del suo intervento, forse perché continuamente incalzato forse proprio dal nostro movimento sull’importanza di un piano di sistema, a cui ovviamente diamo la nostra disponibilità. A me però sembra piuttosto che l’intervento del Segretario sia un girare attorno al problema. Nella relazione infatti si legge: “nuove modalità organizzative nei plessi con un ridotto numero di alunni”. Per carità, non sto facendo demagogia, ma in una prospettiva di spending review, non smetterò mai di dirlo, bisogna  mettere le persone al centro, e, a maggior ragione, se queste persone sono i nostri figli e le nuove generazioni.

Gian Carlo Venturini, Pdcs
Leggendo la relazione del Segretario-  che doveva essere sintesi della relazione più ampia del gruppo di lavoro istituito con la legge di assestamento dello scorso anno, che ha prodotto una relazione di oltre 300 pagine e a cui va dato atto dello sforzo fatto- la ritengo insufficiente e scarsa perché fa solo annunci. Molti i passaggi in cui si dice ‘presenteremo, interverremo…’ e di fatto non sono proposti interventi concreti per raggiungere l’obiettivo della legge di assestamento dello scorso anno, ovvero riduzione del 2,5% spesa nel 2018, del 3,5% per il 2019 e del 4% nel 2020. Una considerazione sui costi del personale: dalla relazione del Segretario Zanotti si evince che la previsione di spesa per il personale del settore pubblico si dovrebbe assestare a 92 mln di euro e si prevede nel consuntivo per il 2018 di 91 mln di euro, fa risultare che sono stati risparmiati quindi 700 mila euro. Ma negli interventi dei consiglieri di maggioranza non si cita che sul personale del settore pubblico, nella relazione, si è passati a quella soesa di 91 mln di euro dagli 88 mln di euro del consuntivo 2016. Già in questo dato si vede uno scostamento di 4 mln con il previsionale del 2018. Non basta dire che si è soddisfatti per risparmio 700 mila euro quando in 2 anni i costi sono aumentati di 4 mln di euri. Poi una riflessione andrebbe fatta sugli altri enti, come l’Iss.  Se solo nella Pa si prevede un incremento di 4 mln di euro, non oso pensare cosa possa essere la spesa del personale nel settore pubblico allargato che supera già i 170 mln di euro.

Lorenzo Lonfernini, Rf
Occorre guardare con obiettività la macchina pubblica, riconoscendo che problemi e nodi da sciogliere ce ne sono parecchi e al contempo guardare con occhio molto attento al bilancio pubblico che presenta dei limiti otre i quali non si può andare. Occorre passare da una fase dell’analisi a quella della concretezza, non c’è dubbio. Occorre farlo in un confronto continuo con chi lavora nella Pa e con i suoi rappresentanti. È una sfida da vincere assieme. In tanti anche dentro la Pa hanno questa sensibilità. Nel corso del dibattito ho ascoltato tanti buoni spunti, ma anche tanti luoghi comuni usati per anni quando si capiva che l’obiettivo era di parlare alla Pa, ma volontà di cambiamento non c’era. Ho sentito parlare di dirigenza, Mussoni ha espresso concetti condivisibili sulla natura temporanea che dovrebbe avere e in parte è già così. Il ruolo del dirigente deve essere responsabilizzato e deve poter anche essere messo in discussione, anche l’aspetto della retribuzione deve essere legato al funzionamento. Qualcuno ieri sera ha contestato il processo di accorpamento. Non so se sta avvenendo secondo i crismi, ma se è vero che la Pa deve essere a servizio di cittadini e imprese, allora le aggregazioni che portano vantaggi in termini di sburocratizzazione,  questi processi devono essere agevolati non osteggiati, a parte che avvengano in un clima di confronto e rispetto.
Alessandro Mancini, Ps
La relazione non va in profondità nella risoluzione dei problemi, fotografa anche bene il tema della revisione della spesa, è una necessità per il bilancio dello Stato quella di ridurr eil peso della spesa, ma al di là di enunciati e buone intenzioni, non dà soluzioni. A primo avviso, nonostante vada riconosciuto al Segretario un’analisi importante, non è un documento risolutivo. Potrebbe essere un giudizio quindi negativo, ma potrebbe essere positivo se quella relazione venisse sfruttata per aprire un dibatitto serio, un confronto serio seppur tardivo. Potrebbe essere una relazione importante, se si andasse ad aprire quel confronto in profondità su un tema importante, è chiaro che non si può fare solo in quest’Aula, ma lo si deve fare con i soggetti interessati, le organizzazioni sindacali- e le critiche di Francioni sono la premessa che questo governo non si vuole confrontare con la Csu- ma potrebbe essere una sua opinione- e dovrebbe essere affrontanto anche con le categorie economiche.
Gian Carlo Capicchioni, Psd
Su un argomento così importante, come quello della riqualificazione della Pubblica amministrazione, la relazione prodotta, anche se corposa, viene definita ‘piano esecutivo’, ma non lo è, questo è un elenco di indicazioni, di elementi sui quali la politica si deve necessariamente confrontare per portare a compimento quello che potrebbe essere un’importante riforma che è quella della Pa. Di riforma di Pa, da ex dipendente pubblico, con 40 anni di servizio, ne ho sempre sentito parlare. ma riforme vere e proprie non ne ho mai viste, molto probabilmente perché è la politica stessa che a quei tempi non aveva questa priorità di far funzionare una Pa specialmente in determinati settori. La Pa è risorsa inestimabile che deve essere valorizzata, al suo interno vi sono risorse umane competenti che lavorano. Una amministrazione efficiente ed efficace che dia risposte ai cittadini e soprattutto alle nostre imrpese non deve essrre un ostacolo burocratico ma una incentivazione per le imprese. La formazione: si sta parlando da tanto tempo di equità e accertamenti fiscali, non si fa formazione solo con corsi informatici, serve anche qualcos’altro. Molto è demandato ai dirigenti, o a esperti, in campi specifici come quello degli accertamenti le consulenze sarebbero un investimento, come un investimento sarebbe fare corsi di sei mesi con esperti esterni che possono dare le direttrici per poter fare effettivamente un buon lavoro in termini di accertamenti e raccolta dati e loro elaborazione. Le dirigenze ad ora sono state l’anello debole della Pa e va incentivato e responsabilizzato il lavoro del dirigente e se serve va anche pagato.

Tony Margiotta, Ssd
Stiamo parlando di Pa che fino ad anni fa era fiore all’occhiello, ma anche bacino che alcune forze politiche hanno sfruttato per potersi garantire il proprio elettorato e questo ha portato a una situazione che ha creato criticità e distorsioni e difficoltà. Noi oggi abbiamo il compito di garantire la qualità necessaria che ogni cittadino e impresa merita. Dobbiamo garantire eccellenze legate a istruzione, cultura, turismo, sanità e comparto amministrativo che supporti questi settori. Nella relaizone del segretario sono individuate linee di indirizzo, politiche e tecniche, come informatizzazione della Pa, abbiamo ancora il grosso problema che gli uffici non si scambiano dati.
Un’osservazione all’Aula fondamentale:  intenzione di questa maggioranza è quella di diminuire le consulenze e di individuare quelle necessarie. Nella relazione sono evidenziate le spese del 2015 e del 2016, non di questo governo, e quelle del 2017, quindi di questo governo, e quest’anno in cui si registra una diminuzione drastica delle consulenze. Dobbiamo cercare al meglio queste figure per poter garantire e dare gli input in più, necessari per formare i nostri funzionari e dirigenti e garantire qualità. Due parole sulla riduzione dell’orario di lavoro e sulla lotta agli sprechi: sono convintissimo sia necessario intervenire anche perché in un momento di crisi la solidarietà è uno di quei principi fondamentali che questo Paese ha avuto e deve avere anche oggi. Invito tutti gli attori che dovranno essere al tavolo per ragionare su questo argomento, in particolare sulla riduzione di un’ora dell’orario di lavoro.
Dalibor Riccardi, Indipendente
Credo non si debba parlare solo di riduzione dei costi, ma anche di mantenimento della qualità dei servizi. Analizzando poi le tempistiche, lei Segretario inizia la sua premessa dicendo che tutto dovrà fare riferimento rispetto al piano di stabilità nazionale, annunciato da Celli per il 30 di aprile, ma ad oggi non mi risultano neanche calanderizzati incontri rispetto il Piano di stabilità. La riduzione di un’ora settimanale, 4 mensili: se si pensa di fare un contenimento della spesa con tagli di questo tipo, si deve ragionare rispettoal comparto sanitario, che un intervento di quest tipo contribuirà ad alimentare la fuga dei medici. Dal mio punto di vista questo intervento può essere utile in certi tipi di uffici, ma in altri contesti è una follia, si rischia solo di andare a ledere servizio e qualità. E auspico però che davvero lo spirito con cui si sta svolgendo questo dibattito possa portare un intervento urgente e uno spirito bipartisan con anche la concertazione forte delle parti sindacali. Ma questa relazione ha pochi spunti concreti e ho paura si ridurrà nel solito fuoco di paglia e nel mometo che servirà portare avanti qualcosa non ci sarà accordo, si avranno le ennesime consulenze etc…

Marianna Bucci, Rete
Non può passare il principio per cui tutto quello che non è redditizio per lo stato deve essere dato ai privati. Abbiamo visto troppo spesso fette del settore pubblico lasciate morire appositamente per darle in gestione fuori. Noi abbiamo il dovere di valutare altre strade, specialmente per la sanità. Settori così sensibili come ISS e Scuola siano approcciati secondo obiettivi di budget fa rabbrividire. Non sono i settori a doversi adeguare al budget ma è lo Stato a doversi attivare per garantire i diritti alla cittadinanza utilizzando e indirizzando adeguatamente le proprie risorse. L’obiettivo è la garanzia dei diritti non il budget. E allora se si avesse questo principio in testa forse si avrebbe come priorità quella di colpire gli sprechi e la corruzione, all’interno dei vari settori, proprio perché quegli sprechi tolgono ossigeno alla realizzazione dei diritti. Sia ben chiaro, non è certo una visione romantica, poi i conti tasca bisogna farli. Ma l’approccio con cui i conti si fanno la dice lunga sul tipo di paese che vogliamo costruire. Fare una spending review puramente ragionieristica senza caricarla delle conseguenze politiche e sociali degli interventi che si vogliono fare, è un esercizio sterile e pericoloso. Per farlo non servono i politici, lasciamolo fare ai tecnici.  Il vero cambiamento, per quanto mi riguarda, si realizza facendo rifiorire ciò che negli anni è stato lasciato, colpevolmente, morire. Non servono grandi politici per dire: questa cosa non funzione diamola ad un privato. Questa non è politica. E allora cerchiamo strade alternative, fissiamo l’obiettivo politico e confrontiamoci con i tecnici per attuare quell’obiettivo.
Eva Guidi, Ssd
Sul piano si stabilità è necesario avere prima possibile un confroto con forze politiche e parti sociali, la spending review è infatti vista come tassello di un percorso più ampio. Accanto alla riduzione della spesa, il piano pluriennaale deve proporre una revisione della spesa in termini qualitativi, obiettivo irrinunciabile deve essere quello di non abbassare il livello di protezione sociale di welfare per i nostri cittadini, ingenerare paure e alimentarle purtroppo porta dannosi populismi, odio e fenomeni di intolleranza. Nel dibattere  il piano esecutivo pluriennale sono necessarie considerazioni pluriennali.  Parlare di piano esecutivo pueriennale e revisione della spesa deve essere fatto con una visione non solo politica e numerica, ma soprattutto culturale. Occorre spiegare bene, occorre una presa di coscienza che è un passaggio delicatissimo in cui i cittadini non possono reclamare ‘prima di venire da me andate a bussar da altri’. Occorre ricordare in questo passaggio culturale che il piano esecutivo è solo un tassello di piano nazionale di stabilità: ci sono anche sviluppo, riforme e la direzione è tracciata.
Mara Valentini, Rf
Oggi è indispensabile andare verso un modello di Pa volto a ridurre le spese e riqualificare il ruolo del personale e dei servizi pubblici. Credo lo sforzo più grosso sarà cambiare forma mentis, una nuova coscienza del significato di lavoro pubblico, una rivoluzione culturale le cui fondamenta devono essere formazione, valutazione, meritocrazia, razionalizzazione. Per anni la Pa è stata un contenitore di consensi che ha portato discrepanza tra chi lavora nel sistema pubblico e privato, si va oggi verso una pa nuova perché la vecchia non risponde più al modello di welfare necessario. Nuovi settori unificati, nuova organizzazione del personale per avere una nuova resa. Ma la riduzione della spesa non dovrà incidere in alcun modo sulla qualità dei servizi, razionalizzare asset strutturali della Pa con anche il riordino di competenze negli uffici e con l’eliminazione dei doppioni. Rivalutazione dei bandi di concorso interni ed allargati che ristabiliscono le assunzioni tramite titoli  e meritocrazia, contro la chiamata diretta che ha generato sconcerto e mancanza di fiducia nelle istitzioni in genere e ha provocato la fuga dei giovani all’estero.
Franco Santi, Sds Sanità
Una seria politica di contenimento dei costi della spesa pubblica deve andare nella direzione al punto di modificare scelte organizzative strutturali che necessitano di un percorso che stiamo cercando di avviare con la relazione di oggi che non può avvenire diversamente. Molto spesso le scelte determinano un investimento che poi nel medio e lungo periodo produrrà effetti di contenimento dei costi e ottimizzazione di risorse. Si tratta di rendere più produttiva la spesa pubblica. L’impostazione scelta dall’esecutivo ritengo sia la più seria e può portare risultati concreti, con la consapevolezza che bisogna accelerare i tempi, ma consapevoli che questa strada è abbastanza obbligata. Passo al settore di mia competenza: anche per l’Iss valgono le considerazioni svolte, il Comitato esecutivo è impegnato in questi mesi a delineare le linee di indirizzo quale base del nuovo Atto organizzativo che per l’Iss dovrà segnare questo percorso di concertazione per scelte strategiche di investimento e sviluppo del settore. Con gli obiettivi di garantire continuità nei percorsi assisenziali e di cura. Dispiace aver ascoltato da alcuni consiglieri affermazioni come la sanità è ‘un buco nero’: è un settore che ha un trend di crescita di investimenti, un aumento determinato da fattori non attribuibili alla capacità di amminstrare correttamente ma da determinate da fattori esogeni. Considerazioni di questo genere vanno fatti con cognizione di causa, la sanità è fondamentale, è un diritto da mantenere. Detto questo ci dobbiamo interrogare su come dare continuità alla nostra sanità che è un’eccellenza, avendo come linea guida quella di ragionare su un investimento, su una spesa che deve dare un rientro ottimale e capace di determinare una corretta allocazione delle risorse del bilancio dello Stato. Spero il dibattito che si svilupperà nei prossimi mesi nel paese possa prendere come base questo approccio.
Gian Matteo Zeppa, Rete
In questo comma sono presentati aspetti generici e non ci si accapiglia su quello che può essere un decreto. Su questa relazione si è ripartiti da un punto zero, ma lo spending team della scorsa legislatura aveva toccato il tema deelle procedure e individuato gli stessi settori per abbassare la spesa corrente. C’è un copia e incolla della relazione dello spending team dell’ex segretario Felici e con quella del segretario Zanotti, in particolare relativo alle spese della segreteria Esteri. Si sono persi 4-5 anni? La situazione è la medesima come l’attacco alla Pa: bisogna mettersi d’accordo sulla reale valenza che governo e Stato vogliono dare alla Pa che è un asset fondamentale dello Stato. Bisogna ricordarsi che nella Pa ci sono dirigenti lautamente pagati che hanno il compito di far lavorare bene gli uffici. Si era fatta battaglia sulle indennità dei dirigenti nella passata legislatura. Nel privato se dirigente non arriva ai suoi scopi, ne rispondi, qui no. Le indennità non è possibile abbassarle? Non è la Pa il male di questo paese, ma della politica che non vuole fare funzionare la Pa e si ritrova ogni 5 anni a discutere di piani esecutivi e di tagli. Abbassiamo le consulenze: si dice così poi in Cassa di risparmio spese per milioni di euro.
Nicola Selva, Rf
Snellire spesa pubblica con iniziative di risparmio: stiamo affrontando questo tema con un approccio costruttivo, con la condivisione che spesso ci viene contestata. Oggi ho ascoltato numerosi interventi che in modo strumentale accusavano il Segretario di non fare, di mancanza di coraggio per intervenire su un apparato in crisi…come se la situazione della Pa fosse stata costruita da lui. Poi si fanno anche accuse ai tagli, che si vuole toccare gli stipendi..bisogna allora che ci chiariamo e che non facciamo interventi solo per compiacere una parte. Oggi serve il buon senso, la situazione Pa è sotto gli occhi di tutti. Se in casa ci sono meno entrate bisogna spendere di meno, questo il tema su cui partire. E questa è una relazione che lancia idee per permettere il confronto e certamente ci si è concentrati sui costi, come non è mai stato fatto prima.
Alessandro Cardelli, Pdcs
Il provvedimento che stiamo discutendo oggi è unicamente una dichiarazione di intenti. Parte della relazione ci dice cosa ha fatto il governo nel 2017 per la spending review: ad oggi non ha fatto niente a livello di spending review, voi che vi fate promotori del tagliare, i dati sono emblematici. Nel 2016 il bilancio consuntivo prevede spesa pubblica  per 91milioni di euro. Da quanto si è insediato Adesso.sm non solo non avete fatto spending review, ma avete aumentato la spesa della Pa di 3 mln e 530 mila euro. Non solo non avete contenuto i costi, ma avete iniziato a fare assunzioni nella Pa, non si spiega diversamente come la Pa a livello di stipendi spenda 3 mln e  530 mila euro in più. Poi il piano assunzioni ci dice nuove assunzioni di 86 unità. Ci dite che le consulenze sono state tagliate, ma la spesa degli stipendi è aumentata di 3 mln 530 mila euro in più.
Ci dite che volete portare la posta certificata quando il decreto relativo è di due anni fa ed era già pronto. Era ora, ma siete in ritardo di 2 anni. Si parla di riduzione stipendi e che sarà fatta una proposta ai sindacati, credo debba prima essere dibattuta con il resto della politica. Riduzione stipendi: Santolini parla di contributo di solidarietà proporzionato. Possibile anche altro: perchè invece che tagliare lo stipendio, la stessa percentuale non viene caricata sulla Smac? Quelle risorse ritornano così nel circuito interno sammarinese. Ho sentito che si vuole incrementare i controlli fiscali e una politica fiscale repressiva, vogliamo diventare l’Italia? Così la gente sposta i propri investimeti e le proprie risorse.
Luca Boschi, C10
Il tema della spending review è un tema di cui parliamo da anni ma di difficile attuazione.  E non parliamo solo di costi del personale, spending non vuole dire tagli ma revisione della spesa e alle persone è solo un primo livello, poi ci sono le procedure, poi la mission, ovvero a visione che si ha del sistema pubblico. Tant’ è che qualcosa è evidente vada fatto. A fronte di una riduzione importante delle entrate, si è parlato di riduzione del 35% del Pil, deve esserci una riduzione delle spese, anzi di riorganizzazione delle spese. E parallelamente abbiamo bisogno di rilancio del paese. Si parla di crisi, quella cui abbiamo assistito negli ultimi 10 anni non è crisi ma cambio di paradigma mondiale. Invito a proseguire l’approccio avuto in questa discussione quando si andramo a fare scelte.
Andrea Zafferani, Sds Industria
Ho apprezzato questo dibattito. Tutti gli interventi proposti, per far fronte al crollo strutturale delle entrate dello Stato avuto in questi anni, sono necessariamente nell’ambito di un piano complessivo ma arrivano in Aula in tempi diversi. Anche se devono arrivare tutti in un arco temporale abbastanza stretto. Abbiamo fatto una scelta che è quasi obbligata dagli eventi, cercare di far sì che il bilancio dello Stato possa essere messo in pareggio prima possibile. E questo richiede una serie di interventi: interventi in cerca di nuove entrate, tagli alla spesa, di recupero di risorse frutto di evasione e illegalità. Nessuno di questi provvedimenti è espansivo e tutti devono andare assieme ai provvedimenti che si sta cercando di fare per lo sviluppo economico e per attrarre imprese in territorio. Per nostra fortuna oggi abbiamo molti possibili interventi legislativi che possono rimettere a costo zero il nostro sistema economico al passo con i tempi: politiche di liberalizzazioni, informatizzazione delle procedure, sportello unico, investimenti di promozione…   Quindi nuove entrate, tagli alla spesa, di recupero di risorse frutto di evasione e illegalità sono i tre pilastri per rimettere bilancio in equilibrio. Nella relazione di Zanotti ci sono indicati gli elementi per recuperare i risparmi di spesa, ci sono temi sensibili per i sindacati e lavoratori, come l’ora in meno, è chiaro che sul fronte retribuzione e stipendi, che sono una quota rilevante della spesa pubblica, qualcosa di dovrà pur fare e dire solo di no non risolve i problemi. Mente però chi dice che ci si sta concentrando solo su questo. La relazione cita altri ambiti di risparmi di spesa, abbiamo citato l’importante taglio alle consulenze, risparmio che si otterrà con la ristrutturazione degli affitti passivi, ci sarà un nuovo strumento Icce che ci consentirà risparmi significativi per sussidi, ammortizzatori, sostegni ed erogazioni che- spesso ce lo diciamo tra noi- vanno a persone che non ne hanno bisogno. Sappiamo oggi che ci sono problematiche nell’identificare il reddito in modo preciso. Si parla poi di accorpamenti. Alcuni consiglieri hanno evidenziato la necessità di fare interventi sulla semplificazione amministrativa, in particolare per le procedure d’impresa, ci si sta muovendo in questa direzione ma non è finità, ci sono ancora oggi troppe lungaggini e troppa poca informatizzazione delle procedure e problemi di amministrazione che non risponde in tempi celeri alle richieste dell’impresa, c’è troppo uso della carte, servono interventi di tipo amministrativo e informatico per migliorare il rapporto tra amministrazione e impresa. Il lavoro è iniziato nel 2017 e proseguirà con altri interventi. Lo sportello unico l’anno prossimo sarà operativo.
Marica Montemaggi, C10
Il dibattito ha avuto carattere dialogante su un tema rilevante. La revisione della spesa pubblica non deve tradursi come taglio della spesa e riduzione delle risorse, revisione delle spesa significa spendere meglio. Già lo scorso anno ad agosto abbiamo dato direttive in assestamento con l’impegno di arrivare alla riduzione della spesa del 10% da qui ai prossimi 3 anni. C’è stata attenzione per fare interventi da mettere in campo subito. Qualcosa si è potuto fare subito e si è tradotto non in una casualità. La riduzione delle consulenze non è infatti un intervento venuto a caso, così come il rendiconto degli edifici pubblici e degli affitti che ha portato a un risparmio di 400 mila euro, così come interventi di gestione del personale. Ogni esecutivo negli ultimi anni si è trovato ad affrontare la macchina pubblica, il rischio è sempre stato quello di fare interventi spot. Per non commettere gli stessi errori del passato, dobbiamo porre tutte le nostre iniziative in modo mirato e sul come ci sarà la possibilità di confrontarsi. Quindi non solo trovare soluzioni, ma applicarle facendo squadra con l’amministrazione che deve sentirsi coinvolta in questo processo per arrivare al cambio di paradigma.
Grazia Zafferani Rete
E’ un altro governo che taglia i servizi e dà poche risposte Le uniche risposte che ha sono i talgi e chi subisce è sistema sociale.  Si parla anche di scuola e sanità. Intevenire con revisione della spesa è ovviamente necessario perché gli sprechi sono sotto gli occhi di tutti. Il problema è la mancanza di formazione e strutturazione organizzativa. Ci vuole un piano strutturato e di indirizzo, non si deve tagliare sui servizi primari, semmai potenziarli. Le mie preoccupazioni maggiori li rivolgo alla scuola. È evidente che le fondazioni su cui erigere la scuola non sono più salde. Ad ogni cambio di governo si rimette tutto in discussione, mettendo in crisi operatività nella scuola e creando confusione. Un esempio lampante sono le politiche portate avanti da Podeschi che è affascinato dalla tecnologia, ma poi taglia tenendo conto solo dei numeri. Perchè il registro elettronico è stato considerato una priorità? Anche i badge: soldi buttati via. Meglio indirizzare tali soldi per materiale scolastico, per sostituzioni, per giochi negli asili, per i nuovi corsi di formazione. Ci sono problemi urgenti di manutenzione che comportano spese straordinarie importanti. Il rapporto docenti-alunni va mantenuto, i docenti vanno rafforzati e aggiornati e lo Stato non deve essere un autorità da cui si sentono minacciati. Certo va valutato il loro operato perché la qualità del servizio sia garantita e i docenti che si rendono colpevoli di abusi e non solo vanno allontanati dalla scuola, ma dalla Pa e perseguiti. Pagare lo stipendio a persone che si rendono protagonisti di abusi e a incompetenti toglie risorse al paese.
Roberto Giorgetti, Rf
L’approccio messo in campo dal Segretario Zanotti ritengo sia stato il più opportuno, è stata portata all’attenzione dell’Aula una relazione con linee guida del piano esecutivo di riduzione spesa pubblica che portano a recepire poi integrazioni su ragionameti che devono essere messi in campo. In altre occasioni sono avanzate critiche per avere proceduto a provvedimenti fatti e finiti, molto positivo quindi l’approccio del Segretario. Vorrei sottolineare che di fatto la spending review è revisione della spesa pubblica ed elemento su cui abbiamo focalizzato il confronto su questo comma, ma come è stato detto, costituisce una parte di un percorso complessivo che vede correlato il discorso delle riforme strutturali e dello sviluppo economico.
E’ assolutamente fondamentale implementare l’aspetto di controllo di gestione che ha presentato negli anni difetti di non poco conto. La relazione è tesa a dare una gestione più coerente al governo della spesa pubblica, a quello che dovrebbe diventare Dipartimento del tesoro. Abbiamo negli anni accumulato ritardi come modello, diventa fondamentale avere dati statistici, tempestivi  e aggregati in modo utile per poi prendere decisioni. Certo importante è la visione diversa rispetto alla prassi consolidata sul ruolo della Pa, a cominciare dagli stessi dipendenti pubblici che credo debba essere posta nell’ottica di efficienza rispetto esigenze sempre più stringenti dei cittadini. E’ una esigenza da affrontare con la Pa, non contro la Pa. Siamo uno Stato con un numero di popolazione di un Comune, ciò comporta peculiarità, il nostro sistema sanitario non è misurato per sosteniblità sulle dimensioni di un piccolo Comune da 30 mila abitanti, e anche qui si pongono interrrogativi. Sulla dinamica dell’aumento dei dipendenti pubblici: al di là dell’impegno generale di diminuire spesa pubblica, è difficile sostenere certe scelte e criticarne gli esiti, una volta assunti quasi una trentina di appartenenti ai corpi di polizia, scelta avviata nella precedente legislatura, è ovvio che i numeri aumentano. Trovo quindi la nota di demagogia spicciola stoni nell’ambito di un dibattito costruttivo. Soddisfatto per temi portati al dibattito, spero ci siano spazi per portarlo avanti.
Marco Gatti, Pdcs
Io invece resto deluso sulla relazione del Segretario, pensavo si parlasse di un piano esecutivo pluriennale, mi sarei aspettato obiettivi e, sulla loro base, la calendarizzazione di incontri per giungere agli obiettivi stessa, altrimenti oggi abbiamo fatto un dibattito di carattere generale, non un piano esecutivo pluriennale. Dal mio mondo, significa individuare interventi e calenderizzarli. Su alcuni interventi, per esempio l’unificazione dell’ufficio industria e del lavoro, ci poteva essere un calendario per come arrivarci. E questo vale per tanti aspetti trattati dalla relazione. Parliamo tanto di riduzione della spesa perché incide sul bilancio dello Stato. Il problema non è il rapporto dell’incidenza, ma che il bilancio ha bisogno di maggiori entrate e bisogna lavorare su quello. Oggi ancora si può fare economia, ma se vogliamo un risultato significativo bisogna fare un passaggio diverso che non è più quello del taglio, che è già stato fatto, ma dobbiamo ripensare i modelli. Efficenza dell’amministrazione a costo sostenibile significa rimettere in discussione tutto: la burocrazia è il primo step, non la si elimina la burocrazia accorpando uffici. Con le norme, i regolamenti interni, e in prospettiva, ci può essere riduzione del personale, si elimina così burocrazia. Diversamente ci si ingolfa, cosa che sta avvenendo in tanti uffici.  Condivido che siamo uno Stato e le nostre spese non si possono paragonare a quelle di un Comune em per poterle sostenere, bisogna che rivediamo il modello. L’Iss sta morendo, anche se continuiamo a fare finta di niente. E’ un modello che così non si regge più. Gli interventi tampone serviranno ben poco, se non siamo in grado di dare prospettiva ai medici, per loro prospettiva di crescita, non li tieni più. Visti gli orientamenti emersi, direi a Segretario di iniziare a elaborare proposte e poi a settembre di poter affrontare  un passaggio un po’ più concreto per arrivare possibilmente a ottobre, prima del bilancio dello Stato, a vedere quelllo che può essere recepito nel bilancio previsionale.
Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Mi unisco a chi ha ritenuto questo dibattito formulato nei termini giusti della critica costruttiva.  Non dobbiamo dimentiace come il piano di stabilità nazionale passi attraverso la riorganizzazzione della Pubblica amministrazione, mi piace molto il modo in cui il Segretario Zanotti ha affrontato il tema partendo dalla Pa, passando per le aziende dello Stato ed Enti autonomi, tutti devono lavorare all’unisono, importante poi che si sia partiti dalla formazione, fare in modo che chi lavora nella struttura abbia competenza per raggiungere gli obiettivi. Necessario quindi partire dai vertici della Pa. E’ una modalità di approccio al tema di medio e lungo periodo. Ma importante è intervenire anche con interventi di breve periodo. Il problema è la riorganizzazione poi la spendig review: ci si deve confrontare con sindacati, tutte le parti sociali facciano la loro parte per il Paese, anche la Pa. E’ anche un fatto di dignità civile e mi auguro le coscienze più aperte lo possano valutare . Tra le proposte quella del contratto di solidarietà che a me piace. Ci sarà possibilià di portare un documento all’attenzione dell’Aula mi auguro sia condiviso da tutte le forze.

Guerrino Zanotti, Sds Affari Interni replica

Ci tengo a rilevare il valore degli interventi e va evidenziato che questo dibattito si sia svolto nei canoni di civile dialogo che dovrebbe essere all’ordine del giorno. Non significa che dialogo civile sia appiattito sull’una o l’altra parte ma che si possono esprimere critiche e proposte. Spero si possa in futuro svolgere dibattiti su questo livello. Quindi sono arrivati spunti e argomentazioni sugli interventi che si rendono necessari per razionalizzare la spesa per la Pa ma in particolare per l’efficentamento e la razionalizzazione della gestione della macchina pubblica, che non signfica solo tagli nella spesa, ma che è necessaria la formazione, necessario potenziare la digitalizzazione dei servizi e il dialogo tra gli uffici.  I dipednenti della Pa, riportati dall’ufficio statistica: nel 2015 erano 2.185, nel 2016 erano 2.206, nel 2017 erano 2.227, vi ricordo poi l’assunzione di 25 nuovi agenti nei corpi di polizia. Nel 2018 sono 2185, stesso numero del 2015, non ci sono aumenti del personale. Altrettanti all’Iss. Nel settore pubblico allargato nel 2015 erano 3,730 e complessivamente sono 3776 nel 2018 tenendo conto che nel 2015 c’erano i prepensionamenti, rigetto l’accusa non ci sia un controllo nelle assunzioni.
Si tratta di portre a compimento una riforma che a distanza di 7 anni non è completata, tenendo conto di nuove esigenze emerse in questi anni, mi riferisco purtroppo alle esigenze di bilancio con la necessità di razionalizzare le voci di spesa. Dall’altro, va completata la riforma modificando la struttura della Pa, non così oggi rispondente alle necessità. Gli interventi che abbiamo avviato e che abbiamo in animo di avviare nei prossimi mesi sono tanti e vanno in questa direzione. Abbiamo già riscontri positivi sulla programmazione: abbiamo redatto un piano assunzioni per il 2018 che non risponde a logiche della politica ma dei dirigenti e dei direttori di dipartimenti che operano sul campo. E’ partita la revisione di tutti gli organismi collegiali, altro ambito su cui intendiamo intervenire con la dovuta concertazioni con sindacati e categorie che sono parte di quegli organismi. Non bastano decreti e Pdl, ma è necessario un processo culturale che vi garantisco è già in atto nella Pa. Già domani sul tavolo con i sindacati e Pa ci sarà il taglio della spesa per gli stipendi con proposte di riduzione di un’ora settimanale, come Segreteria e Congresso presenteremo proposte per non danneggiare l’efficienza servizi, senza intervenire sugli orari di apertura.

Marica Montemaggi, C10 dà lettura dell’Odg di maggioranza

Il Consiglio Grande e generale (…) approva la relazione del Segretario di Stato per gli Affari interni che affronta il tema in modo completo identificando le priorità per imprimere una svolta della gestione del settore con due obiettivi: ridurre l’incidenza della spesa sul bilancio dello Stato; organizzare il lavoro affinché efficienza, qualità e professionalità trasformino la Pa in un vero motore per l’economia;

Condivide che tali obiettivi devono essere conseguiti mediante: -la revisione dell’organigramma, anche attraverso accorpamenti e riorganizzazione degli uffici;- individuazione di compiti e obiettivi per i dirigenti sui quali dovranno essere ex post valutati; (..) – formazione dei pubblici dipendenti; -valutazione preventiva degli organi di controllo sui provvedimenti normativi che richiedono spesa; – razionalizzazione degli acquisti, – interventi di solidarietà generale e integenerazionale, contenimento del costo del personale in ottica di equità;           Infine invita la Segreteria di Stato per gli Affari interni e l’intero Governo a mettere in atto al più presto gli interventi amministrativi e normativi capaci di raggiungere gli obiettivi sopraesposti, tenendo presente il necessario confronto e la contrattazione con le parti sociali in primo luogo in materia di rinnovo contrattuale  e interagendo con l’imminente applicazione della normativa Icee.

 

Su Odg di maggioranza, Dichiarazioni di voto/ approvato con 27 voti a favore, zero contrari, zero astenuti (i consiglieri di minoranza non partecipano al voto).

Alessandro Mancini, Ps

Questo Odg non è minimamente in linea con quello che è stato il dibattito e non dà un indirizzo né politico né tecnico in merito al momento. Ancora una volta, la condivisione poteva essere un elemento di novità, ma con questo dispositivo vediamo come la maggioranza torna nel suo stile, quello di dare un po’ di corda e poi tirarla subito indietro, ci troviamo di nuovo di fronte un Odg blindato, la lista della spesa, e non offre possibilità di confronto né alla politica, né agli interlocutori naturali come i sindacati. Da un punto di vista tecnico vorrei capire come e chi le fa queste ‘belle cose’. Lo staff segreteria di Stato, consulenti, gruppo di lavoro? Un Odg strutturato in modo diverso con una giusta premessa politica e con l’analisi di come certe scelte dovevano essere portate avanti e realizzate poteva essere il documento di oggi. Avevo chiesto alla maggioranza di ritirare il documento, si figuri come il Ps potrà votare questo Odg, per noi il voto è negativo.

Pasquale Valentini, Pdcs

Non possiamo condividere questa impostazione perché va in senso contrario a quello che, durante il dibattito, è stato denunciato. Tutti avevano parlato della vergogna di come la politica ha usato la Pa negli anni, in una maniera anche molto ipocrita. Paradossalmente, state incrementando questa strada, state riportando di nuovo tutto nella competenza del congresso di Stato, dopo anni di tentativi fatti per portare la gestione della Pa fuori dalla competenza diretta del Congresso. Non a caso è stata istituita la Direzione della Funzione  Pubblica, con funzioni connesse, persino quella della contrattazione con il sindacato. Quell’Odg va nella direzione opposta e non solo. Qui dentro non è stata presentata un’agenda delle cose da fare su quello che sarà il confronto con sindacati e categorie ed economiche, un’agenda avvallata da dirigenti e che non sia una base generica di contrattazione,  ma sia qualcosa che ha già avuto alla radice una verifica di sostenibilità. Avevo proposto si incaricasse la Direzione della funzione pubblica , in caso da affiancare ad esperti, per fare un’agenda interventi e indicare sostenibilità e rispondenza degli obiettivi. In modo che la presentino al governo che poi si assuma la responsabilità di questa proposta a la porti al confronto con sindacati, categorie e con il parlamento. Alla fine di questo confronto, che può avvenire entro settembre, il governo si prenderà le responsabilità sulle proposte per il 2018, il 2019, il 2020. Senza questo percorso è la solita cambiale in bianco, che al di là di tutte le buone intenzioni va nella direzione opposta a quanto dichiarato.

Gian Matteo Zeppa, Rete

E’ una delega in bianco questo Odg, come detto dal consigliere Valentini, si tende sempre a mettere il cappello che è la maggioranza che decide per il resto del paese, il confronto deve invece essere ampio su questi temi. Noi non firmeremo questo Odg, saremo contrari, perché non prevede esecutività, è intenzionale e basta. Non firmeremo questo Odg perché non tocca, come la relazione stessa, i privilegi dentro la Pa. Non va a toccare le sacche di sprechi. Non lo firmiamo perché avevamo presentato interventi per andare a toccare subito 30 mln di euro nella precedente legislatura, e vista la grande disponibilità di questo governo potremo anche ripresentarlo.  Non lo firmiamo perchè è legittimizzazione del governo su puri spunti, niente di esecutivo. Interventi basati sulla ‘fuffa’. E’ frutto di un bilancio totalmente falsato. E’ totalmente condivisibile questo documento che sul sito è ancora coperto dalla password dei consiglieri: se un cittadino vuole vedere quel documento è ancora coperto. È un problema di metodo. Non condivido la relazione, frutto di una politica sbagliata da inizio legislatura in cui siete solo voi i protagonisti. Ormai non c’è fiducia. Per tutto questo Rete e Dim voterà contrario a questo Odg.

Dalibor Riccardi, Indipendente

Anche io non voterò questo Odg, avrei preferito, invece di trovare soltanto una descrizione di intenti, condividere la proposta di calendarizzare incontri con forze politiche e sindacali per definire gli obiettivi da raggiungere. Questo sarebbe stato un nuovo modo di fare politica. Anche sul piano di stabilità noi forze di opposizione siamo in alto mare, non è così che si affrontano temi di tale rilevanza. Non si affrontano con un Odg che non tiene conto del dibattito costruttivo che c’è stato. Mi aspettavo un Odg diverso.

Iro Belluzzi, Psd

Oggi si scopre l’acqua calda, si è voluto condire con qualcosa di più il problema che il Paese si trova ad affrontare, causato dal grande debito pubblico che si coprirà con qualche artifizio contabile perché grandi fondi e finanziatori non li vedo. Si andrà al ‘taglio per non andare in default’, mi rendo conto sia difficile arrivare alla normativa su Icee, basterebbe andare a implementare organi ispettivi dell’ufficio Tributario, invece di fare voli pindarici. Il Psd non voterà Odg.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

I consiglieri che mi hanno preceduto non sanno che l’Odg è a disposizione per essere negoziato con le forze in Consiglio, ma la negoziazione è stata rifiutata. A Valentini: l’Odg dice ‘trasferendo da congresso a dirigenza pubblica responsabilità amministrativa nell’uso delle risorse’. Queste sono indicazioni politiche che devono essere date da un Consiglio grande e generale al termine di una discussione come quella che abbiamo affrontato. Dobbiamo tracciare un percorso, se si tratta di riprendere quando indicato dalla Segreteria non è un male, visto che ha lavorato con dirigenti e uffici pubblici. L’Odg dà un mandato politico al governo, ‘trasformiamo la Pubblica amministrazione’ e chi si sottrae o ha qualcosa da difendere o non ha le idee chiare o lo fa per partito preso, perché è all’opposizone e deve respingere tutto. Noi come maggioranza appoggiamo queste linee guida e ci aspettiamo siano messe in adozione al più presto, a partire dall’Icee.

 

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Repubblica di San Marino, 20 Giugno 2018/01

 

 

 

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