Consiglio, approvata la legge per il recupero dei crediti monofase

dimissioni consiglioi

Con 29 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti viene approvato il Pdl di iniziativa popolare “Legge su crediti monofase e crediti d’imposta alle banche”.

La seduta consiliare di ieri era riprensa dal comma 20, con il dibattito e l’esame in seconda lettura del Progetto di legge di iniziativa popolare  “Legge su crediti monofase e crediti d’imposta alle banche”.

Come spiega il relatore di maggioranza, Luca Boschi, C10, “l’obiettivo della legge di iniziativa popolare era quello di porre l’attenzione su due temi: i crediti monofase non recuperati negli anni dallo Stato e la verifica sul credito d’imposta attribuito alle banche alla luce delle fusioni bancarie”. Quest’ultimo punto risulta superato alla luce della recente istituzione del Comitato di sorveglianza, mentre il testo licenziato in Commissione si concentra sul primo tema, definendo le modalità di attivazione delle azioni di responsabilità. Si chiarisce poi che la norma non ha valore retroattivo e si istituisce, come deterrente per fenomeno distorsivi, l’anagrafe dei debitori. “Con questo Pdl- commenta poi Boschi- abbiamo posto fine alla generazione di questi debiti (i crediti monofase) perché non si generino più in futuro”.

Insoddisfatta invece si dichiara l’opposizione rispetto un progetto di legge che, lamenta, risulta stravolto dalla sua versione originaria. “La legge che la Commissione, dopo i rimaneggiamenti del governo, consegna al Consiglio Grande e Generale- spiega Roberto Ciavatta, Rete, relatore di minoranza- non ha nulla a che vedere, nei contenuti e nella sua filosofia di fondo, con la volontà espressa dai cittadini attraverso la sottoscrizione della legge in questione”. L’attuale Pdl risulta poi “una perdita di tempo” poiché “nella sua scarna configurazione governativa- lamenta Ciavatta- che oggi discutiamo, nulla potrà recuperare dei 380 milioni di euro dichiarati oramai prescritti”. Piuttosto, il nuovo testo punta a reintrodurre “elementi di discrezionalità della politica- lamenta il relatore- su provvedimenti giurisdizionali sui quali nulla dovrebbe avere da dire”.

Nel corso dell’esame dell’articolato, sono respinti tutti gli emendamenti presentati dalla minoranza, ma si crea uno stallo all’articolo 2, quando si rende necessario ripetere la votazione su una proposta di Dim, poiché l’esito del voto, per alzata di mano, viene ritenuto non chiaro.

Alla fine dell’esame del testo, il provvedimento viene approvato con 29 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti .

Si sottopone all’Aula quindi un Odg presentato dalla maggioranza, modificato alla luce di alcune osservazioni dell’opposizione, volto a dare mandato all’Avvocatura di Stato di “esprimere un parere rispetto alla possibilità di applicare retroattivamente i principi di cui al presente progetto di legge con riferimento ai parametri costituzionali vigenti”, quindi per verificare la possibilità di recupero dei crediti monofasi passati. L’Odg viene approvato con voto palese a maggioranza.

I lavori sono proseguiti in serata con la “Presentazione del Piano Strategico per lo sviluppo del settore turistico”, da parte del Segretario di Stato Augusto Michelotti, e con il relativo dibattito.

Di seguito un estratto degli interventi a cura della SMNA.

Comma 20. Progetto di Legge di iniziativa popolare “Legge su crediti monofase e crediti d’imposta alle banche”, presentato dalla signora Karen Pruccoli e altri/ approvato con 29 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti

Luca Boschi, C10, relatore di maggioranza

‘Il progetto di legge licenziato in Commissione Finanze va a completare un percorso importante che tale disposto ha avuto da diversi mesi. Infatti la normativa che discutiamo in seconda lettura, parte da una iniziativa popolare portata avanti da un gruppo di cittadini nell’estate del 2016.  L’obiettivo della legge di iniziativa popolare era quello di porre l’attenzione su due temi: i crediti monofase non recuperati negli anni dallo Stato e la verifica sul credito d’imposta attribuito alle banche alla luce delle fusioni bancarie.

Rispetto a quest’ultimo secondo tema, disciplinato dall’art. 2 della legge di iniziativa popolare discussa in Commissione, si è arrivati alla definizione del Comitato di Sorveglianza, predisposto dall’art. 41 della legge 144/2016, con il compito di garantire il corretto accertamento dell’amministrazione finanziaria dei presupporti per il riconoscimento del credito di imposta riconosciuto in forza di interventi di sostegno del sistema bancario. In questo senso si è intesa quindi superata la disposizione prevista nella legge di iniziativa popolare, fermo restando l’impegno, di convocare l’attuale Comitato di Sorveglianza in Commissione per valutare l’operatività e i limiti dello strumento e, se necessario, implementarlo con funzioni aggiuntive.

Venendo all’analisi dell’articolato licenziato in Commissione ritengo particolarmente strategico e focale il primo articolo, quello legato alle azioni di responsabilità.  Lo Stato, come disposto dall’articolo 1, per il tramite dell’Eccellentissima Camera, esercita l’azione di responsabilità, in caso di somme iscritte al ruolo di importo superiore a 200.000 euro contenuta in cartella esattoriale scaduta almeno da ventiquattro mesi e per i quali non siano pendenti ricorsi giurisdizionali o siano in essere dilazioni di pagamento. Fatto salvo la possibilità da parte dello Stato di promuovere l’azione di responsabilità per somme inferiori ai 200.000 euro. Il “tetto” dei 200.000 euro, inoltre, può essere modificato ogni anno attraverso decreto delegato, previo apposito riferimento in Commissione Finanze.

L’azione di responsabilità è autorizzata dal Congresso di Stato valutato il parere vincolante dell ‘ A vvocatura dello Stato. In questa norma viene affrontato il tema centrale della discussione: le azione di responsabilità nei confronti degli amministratori che hanno debiti con lo Statodi qualsiasi natura. Questo porta ad allargare il campo, rispetto a quello che prevedeva la norma originariamente, infatti ad essere contemplati come importi utili a definire l’ammontare complessivo da imputare come somma iscritta al ruolo, non è solo l’imposta monofase bensì qualsiasi altra forma di debito, sia esso un tributo, sia esso un pagamento nei confronti dello Stato, sia esso un contributo.  Il testo prevede, quindi, che vengano promosse azioni di responsabilità verso le società in debito con lo Stato. Sarà l’Avvocatura ad esprimersi e il parere sarà vincolante per il Governo, questo per evitare di avviare azioni legali che possano portare solo un esborso economico per lo Stato e non un reale introito. La prescrizione, prevista dalla legge sulle società in questi casi, viene allungata da 2 a 5 anni.

Mentre per quanto concerne la retroattività delle azioni, per i crediti accumulati in passato è chiaro che come regola generale le norme giuridiche non hanno effetto retroattivo: esse, cioè possono regolare solo casi sorti successivamente all’entrata in vigore della norma stessa e non quelli, invece, già realizzatisi.  “La legge non dispone che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo”. Questo divieto non essendo assoluto incontra alcune eccezioni specialmente quando sussiste un criterio di ragionevolezza e di maggiore giustizia. In questo senso, sarà nostra premura, chiedere un parere all’ Avvocatura affinché si possa comprendere se sussistono spazi di manovra rispetto all’avvio di azioni anche per posizioni debitorie passate.

Intanto, però, crediamo si sia raggiunto un ottimo punto di equilibrio fra la necessità di fare chiarezza e ascoltare le istanze dei proponenti, al fine di evitare ulteriori ammanchi dovuti dallo Stato in futuro o comunque di perseguimento e di accertamento di responsabilità in caso di debiti nei confronti dell ‘Eccellentissima Camera, e la possibilità tecnica legislativa di produrre una norma efficace e che non vada a scontrarsi con difficoltà applicative o contrasti di carattere costituzionale.  Proseguendo l’esame della legge, all’articolo 2 è disciplinato l’anagrafica dei debitori che ha come obiettivo quello di rendere trasparente i dati dei debitori di somme iscritte al ruolo superiori ai 20.000 euro. I debiti devono considerarsi definitivi, per i quali non siano pendenti ricorsi giurisdizionali o non siano in essere dilazioni di pagamento. Questo per evitare inutili esposizioni di soggetti che stanno provvedendo all’adempimento del debito.  Infine alI’articolo 3 abbiamo due norme tecniche utili a specificare meglio, in ambito amministrativo, la definizione del principio di consapevolezza e ordinaria diligenza e ad integrare, alla luce dei cambiamenti prodotti dallo Sportello Unico, la Commissione per l’adozione dei provvedimenti prevista dal Decreto Delegato n.24 del 2015’.

Roberto Ciavatta, Rete, relatore di minoranza

‘II Progetto di Legge di iniziativa popolare “Sui crediti monofase e i crediti d’imposta alle banche” ha registrato il sostegno da parte delle forze politiche di opposizione. Si tratta di un progetto di legge ampiamente illustrato addirittura fin dalla campagna elettorale di novembre 2016, allorquando alcune forze politiche, ora al governo del paese, ne avevano preso spunti a piene mani per proporsi come la forza che “avrebbe recuperato” i quasi 400 milioni di crediti monofase vantati dallo Stato.  Le stesse forze politiche di maggioranza si sono affrettate a rimarcare in conferenza stampa, appena avvenuto il passaggio in Commissione della medesima legge, il grande risultato ottenuto nell’assecondare la volontà dei firmatari di questa legge, e a rimarcare come nel momento della sua approvazione il nostro paese sarà più vicino a far pagare doverosamente chi ha fatto il “furbetto”, questo il termine spesso usato parlando dei debitori monofase.  Purtroppo queste forze politiche mentivano in campagna elettorale e continuano a mentire oggi. Mentivano allora perché erano ben consapevoli che quel monte di crediti lo Stato non avrebbe potuto recuperarlo nel loro totale, ma avrebbe solamente potuto tentare di aggredirlo con modalità più efficaci. Mentono ora perché la legge che la Commissione, dopo i rimaneggiamenti del governo, consegna al Consiglio Grande e Generale non ha nulla a che vedere, nei contenuti e nella sua filosofia di fondo, con la volontà espressa dai cittadini attraverso la sottoscrizione della legge in questione.

La legge di iniziativa popolare era composta di due soli articoli:
1) il primo, composto di due commi, creava un automatismo attraverso il quale l’avvocatura dello Stato sarebbe stata tenuta ad avviare azioni di responsabilità nei confronti di amministratori e sindaci di società cessate con debiti monofase superiori a 10 mila euro.

2) Il secondo, composto di 8 commi, introduceva un pool composto di tre professionisti sammarinesi scelti attraverso un bando pubblico per controllare l’andamento del recupero dei crediti di imposta riconosciuti alle banche, prevedendo che il loro compenso fosse parametro ai risultati raggiunti.

Il governo ha cancellato entrambi gli articoli della legge popolare, e li ha rimpiazzati con articoli suoi che ne modificano totalmente il senso, ragione per cui dobbiamo constatare nostro malgrado che la legge popolare che ha dato spunto a questa discussione non esiste più, e siamo di fronte ad un altro provvedimento unicamente governativo.  Con il nuovo articolo 1 viene eliminato l’automatismo, dunque il congresso di Stato (ovvero la politica) decide se avviare azioni di responsabilità verso società debitrici, ma solo se il loro debito è superiore a 200.000 euro (viene da chiedersi chi deve salvare il governo al di sotto di tale soglia, considerato che aveva inizialmente proposto una soglia di 300.000, ridotta solo a seguito di lungo dibattito dalla opposizione!) e solamente se la cartella esattoriale è già scaduta da 24 mesi. È vero che si lascia, al comma 3, la possibilità al CdS di promuovere l’azione di responsabilità anche al di sotto di tale significativa soglia, ma appunto lo si fa reintroducendo la discrezionalità della politica, bypassando la validissima intuizione dell’automatismo espressa dai proponenti.  Ci si potrà così trovare di fronte a debitori per 199.000 euro verso i quali lo Stato non fa nulla, e altri debitori, magari per 5.000 euro, ma nemici del governo di turno, verso i quali lo Stato avvierà azioni di responsabilità.Si prolunga poi (e questo è un bene) il periodo di prescrizione delle azioni di responsabilità svolte nell’interesse dello Stato, ma nulla si dice sul fatto che tali termini sono già scaduti per tutti i debitori monofase di cui si vociava in campagna elettorale, per i quali vige un sonoro condono tombale.

A nulla è servito in questo caso -ci auguriamo se ne possa ragionare almeno in futuro- insistere sull’ipotesi di stabilire che i reati verso cui lo Stato promuove azioni di responsabilità non potessero cadere in prescrizione.
Un pateracchio insomma, appena limitato dalle modifiche introdotte in commissione dalla minoranza, prevedendo ad esempio che almeno il parere dell’avvocatura sia vincolante.

In quanto all’articolo 2, invece di controllare che le banche non approfittino del credito di imposta per addossare allo Stato la loro incapacità di recupero dei propri crediti, il governo si limita a cancellare tutto Ccon la scusa che esiste già il comitato di sorveglianza, di cui scriveremo in seguito) e a introdurre il principio secondo cui verranno pubblicati i dati dei debitori verso lo Stato per somme superiori a 20.000 euro, fatti salvi i debiti verso cui pendano ricorsi e prevedano dilazioni dei pagamenti. Un provvedimento reputato di per sé positivamente, augurandoci che il governo non commetta gli stessi grossolani errori commessi nella pubblicazione dei nomi dei debitori dell’anno scorso, che comprendevano decine di società che nel frattempo avevano pagato fino all’ultimo centesimo.  Il vero peccato, però, è che introducendo questo palliativo il governo ha bocciato la proposta popolare, che invece l’opposizione, con emendamento di Democrazia in Movimento, aveva tentato di integrare nel comitato di sorveglianza istituito su sua proposta nella finanziaria del 2017 (Legge 144, articolo 41), rafforzandolo e cancellandone le storture che ad oggi vedono, ad esempio, in questa commissione il vice-presidente di Banca Centrale, figura assolutamente fuori luogo. Un comitato che secondo le stesse dichiarazioni del Segretario Celli, ad oggi non ha mai rispettato la legge laddove prevede che debba rendicontare ogni sei mesi sul proprio operato.

Per andare incontro alle pance, il governo si inventa poi una maggiorazione della sanzione dello 0,5% (dal 3 al 3,5) qualora vengano accertate irregolarità sulle transazioni commerciali di un’impresa, anch’esso un palliativo che è certamente opportuno, ma nulla cambierà in termini di rispetto delle norme né in termini di introiti per lo Stato.  Si dà infine mandato alla commissione per la verifica del diritto al rimborso di emanare, entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge, una circolare con cui dovrà stabilire che cosa si intende per “consapevolezza e ordinaria diligenza” dell’operatore economico, in assenza del rispetto della quale l’operatore non avrà diritto ad alcun rimborso. Una commissione, di fatto, è delegata a dettare prescrizioni normative.

Come visto, purtroppo nulla rimane della volontà di aggredire i furbetti che arricchiscono alle spalle del paese.
Da far suo l’opposizione, con j suoi emendamenti (tutti ripresentabili non certo per volontà della maggioranza, come annunciato durante la commissione, quanto per assenza dei suoi componenti) ha tentato di integrare la proposta popolare calibrandola al periodo attuale, e integrandola con quanto nel frattempo realizzato.

Si era previsto il controllo su eventuali altre società di gestione che dovessero venire attivate nei prossimi tempi, da parte dei 3 controllori sammarinesi assunti tramite bando di selezione che avrebbero sostituito gli attuali componenti del Comitato di vigilanza previsto dall’articolo 41 della Legge 144/2016, integrando i compiti di quest’ultimo tra i propri e prevedendo relazioni trimestrali alla Commissione Finanze, affinché l’intero arco costituzionale fosse sempre al corrente dell’avanzamento dei lavori. Si era altresì ribadito -principio di buon senso che solo liberi cittadini possono proporre, e regolarmente la politica ammanicata boccia- che il 30% dello stipendio dei controllori fosse vincolato alla loro reale capacità di recupero dei crediti.  Questa politica però preferisce pagare anche i nullafacenti, purché rimangano allineati al governo.

E dunque con queste premesse non si può sperare nulla da questo progetto di legge, nella sua scarna configurazione governativa che oggi discutiamo, che nulla potrà recuperare dei 380 milioni di euro dichiarati oramai prescritti, e che reintroduce elementi di discrezionalità della politica su provvedimenti giurisdizionali sui quali nulla dovrebbe avere da dire. Ci auguriamo che per amore del rispetto della volontà dei nostri concittadini, plasticamente espressa in un progetto di legge stravolto in commissione, e animati dalla volontà di far pagare i furbetti invece di continuare a spalleggiarli, almeno l’aula consiliare, le sue persone libere, possa prendere in considerazione l’opportunità di reintrodurre alcuni degli elementi lasciati incautamente per strada per volontà governativa, facendo propri gli emendamenti presentati da Democrazia in movimento.

Simone Celli, Sds per le Finanze
Ringrazio i cittadini di aver promosso una iniziativa di legge che ha consentito il Consiglio di confrontarsi sul tema sentito della recuperabilità di crediti/debiti monofase, di per sé è pdl che ha già raggiunto un risultato nel portare l’Aula a legiferare sulla materia. Che è materia che si presta a demagogia e populismo e che deve essere affrontata in termini tecnici e amministrativi ragionevoli ed equilibrati. Il Pdl sottoscritto e presentato da liberi cittadini ha permesso di avere un punto di partenza su cui intraprendere un percorso legislativo che il governo legittimamente ha cercato di modificare ,adottando una versione non solo compatibile con la funzionalità e operatività degli uffici che si occupano della materia, ma anche dando una piattaforma normativa con una logica. E’ una normativa che prevede cambiamenti robusti rispetto alla proposta dei promotori, confermo le intenzioni del governo ad assecondare le volontà i dell’Aula qualora si volesse implementare questo provvedimento normativo. Condivido l’appello fatto da Ciavatta, se l’aula decidesse di intervenire per irrobustire il provvedimeto, il governo rispetterà la volontà dell’Aula, a maggior ragione visto che ci si occupa di un progetto di iniziativa popolare. Se così fosse quindi, nessun problema, ma credo vada apprezzata l’impostazione che può apparire più debole rispetto alla legge iniziale, ma che ritengo contenga passi in avanti significativi riconosciuti anche dalla relazione di minoranza. Ci sono norme del Pdl che, in termini culturali, fanno fare un salto di qualità nel Paese, sottolineo l’mportanza dell’art. 2, l’anagrafica dei debitori, che indicherà su apposito sito tutti i morosi con lo Stato che non hanno piani di rietro. La pubblicazione di chi è debitore con l’amministrazione vuole avere effetto deterrente. E’ uno strumento già usato nei paesi anglosassoni con risultati. Così come l’art. 3 contiene certezze del diritto su contenziosi di revoca monofase, caratterizzati ad oggi da un livello di discrezionalità rilevante e ha creato incertezza per operatori e amministrazione.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Il Pdl ha svolto tutto il suo iter in Commissione dove è stato attentamente analizzato il testo presentato dai cittadini. L’ha portato in commissione la signora Pruccoli, che rappresentava il gruppo di cittadii che ha lavorato al Pdl. Devo dire che purtroppo oggi siamo all’approvazione in seconda lettura di un testo che non è assolutamente quello presentato dai cittadini. La politica dimostra di essere più indietro rispetto ai cittadini, di fronte al buco della monofase da 300 mln di euro, la politica ha dovuto attendere che si muovessero i cittadini. Nell’andare a legiferare un sistema di controllo della monofase, ci si accorge che la maggior parte di quei crediti non sono più esigibili, certo meglio legiferare qualcosa oggi che trovarsi impreparati. Sul testo: ci sono elementi da chiarire. Il primo, all’art. 1, sull’azione di responsabilità, difficile capire il limite del congresso che autorizza e il parere vincolante dell’Avvocatura dello Stato, è una soglia interpretabile, andrebbe chiarito nel testo. Come maggiore chiarezza ci deve essere nel funzionamento dell’ufficio tributario.

Tony Margiotta, Ssd

Sono d’accordo con chi dice che il fenomeno del recupero della monofase in passato è stato complicato ed è stato fortemente criticato anche nella passata legislativa. Ritengo perciò importante che i cittadini abbiano firmato il Pdl e consentito al Consiglio grande e generale di iniziare un ragionamento per intervenire in modo incisivo e per annullare il fenomeno. In commissione il dibattito che si è creato è stato positivo, ci sono state alcune posizioni dell’opposizione che la maggioranza non ha potuto accettare, ma siamo qui per poterne riparlare e per poter intervenire. Credo comunque che il testo mette dei principi fondamentali e i termini per poter intervenire sui ‘furbetti’, anche con azioni di responsabilità. Importante poi l’allungamento degli anni per la prescrizione. Ci sono state proposte dell’opposizioni, come il portale disincentivante per chi vuole fare il furbetto con la monofase, credo sia un fattore importantissimo che viene dall’opposizione e che si è potuto inserire. Posso capire che con il Pdl non si va a recuperare sul passato, anche a me non sta bene quanto accaduto. Adesso abbiamo però un progetto di legge che ci permette di mettere un punto zero per affrontare quello che verrà da qui in avanti. Mi auguro che attraverso il dialogo e le proposte, oggi si possa ancora migliorare il testo.

Nicola Selva, Rf

Ci sarebbe da scrivere un libro del perchè si è in ritardo su questi temi, bene hanno fatto i cittadini a proporre un pdl per tentare il recupero dei crediti monofase per lo Stato. Per recuperare questi crediti gli uffici dovrano essere preparati e potenziati, ma è un passo che si dovrà fare e per potenziare il recupero è necessaria una legge specifica perché potenzia il settore. Certamente il pdl può essere potenziato e più incisivo e possiamo lavorarci, ma sottolineo che fino ad oggi ben poco si faceva e ben poco c’era.

Francesco Mussoni, Pdcs

Credo vi sia molta demagogia su questo Pdl, che è su una materia importante, è frutto dell’iniziativa popolare, la maggioranza in particolare credo abbia voluto non essere chiara nell’approccio. La materia chiaramente andava approfondita, ma quanto proposto dai cittadini è stato sostanzialente cassato: c’era automatismo nelle azioni di responsabilità e controllo sul credito di imposta delle banche, ma i due aspetti cancellati. C’è stato il tentativo di stravolgere di fatto quel Pdl di iniziativa popolare.

Secondo aspetto: l’ammontare ampio dei crediti monofase è sì frutto di un’epoca di un certo tipo, ma anche di un tecnicismo e meccanismo di funzionamento dei rimborsi e del calcolo della monofase che non è di per sé semplice da tradurre in recupero. Anche questo è motivo di accumulo negli anni. Tutti d’accordo di voler dare un segnale di accoglimento di una linea politica con un progetto di legge, anche se questo non risolve un problema e serve solo alla maggioranza per dire che ha affrontato un tema che prima non si voleva affrontare, anche se avrà portata minore di prima, perché le azioni di responsabilità sono di fatto già prescritte perché non c’è automatismo ,ma il congresso demanda all’avvocatura e si pongono parametri e ulteriori problematiche che hanno svuotato l’azione efficace.

Alessandro Mancini, Ps

Mi ritrovo perfettamente nella relazione di minoranza. Il pdl che arriva oggi nulla ha a che fare con il pdl originario. Sarebbe poi onesto dire che, in alcune occasioni, i problemi non sono stati generati dagli operatori economici sammarinesi, ma da quelli fuori confine, che in molti casi potevano essere inesistenti o non andavano a pagare l’Iva all’Agenzia delle entrate italiane e il problema si trasferiva sul soggetto sammarinese che se ne doveva fare carico. È un pdl con maglie troppo larghe, oggi con questo progetto attribuiamo al congresso un fattore di discrezionalità che non dovrebbe esserci, il tetto dei 200 mila euro qualcuno me lo dovrebbe spiegare. Mettiamo nelle facoltà il congresso di Stato di dire che per il mancato pagamento di 5-10 mila euro si può procedere, e per una cartella da 199 mila euro no. Auspichiamo con gli emendamenti di opposizione si possa ricreare una cornice più aderente al testo di prima lettura.

Jader Tosi, C10

Ringrazio chi ha voluto portare la legge all’attenzione dell’Aula. E’ una legge che quest’Aula non ha avuto il coraggio di portare per molti anni. Abbiamo avuto in passato spesso nel paese chi fuori di qui era d’accordo con chi era dentro l’Aula. In questo Paese per troppo tempo ci sono stati i così detti furbetti -ladri che hanno rubato e mortificato l’interno del paese, le imprese sane e tutti i cittadini. Ora arriva una legge di iniziaitva popolare, per accordi viene modificata, forse è limitata in certi casi, forse si poteva osare di più, ma non deve mancare l’applicazione di quella legge, troppo spesso si è fatto passare sotto il paravanto qualcuno.

Iro Belluzzi, Psd

Così come utilizzato l’argomento monofase da alcune forze politiche è un tema da campagna elettorale per catturare consenso, senza andare in profondità per poter veramente raggiungere quanto promesso dalla popolazione,  e questo pdl è un esempio lampante. Oggi si propone un testo di legge completamente stravolto perché si riconosce che la strada non era percorribile e non c’era modo di agire, diversamente da quanto annunciato in campagna elttorale. Spesso i furbetti erano operatori di altre amministrazioni. Nel populismo c’è sempre responsabilità della politica: la possibibltà e le norme c’erano, ma la politica aveva legiferato perché certe violazioni delle norme non venissero svolte, allora entra di mezzo l’amministrazione, forse non era messa nelle condizioni per operare al meglio? Era troppo incline alle richieste del politico o del potente di turno? Le responsabilità probabilmente sono vaste.  Nel pdl si lascia ampia discrezionalità al governo e i vizi del passato così permangono.

Luca Boschi, C10

I cittadini che hanno presentato il Pdl hanno iniziato una raccolta firme per un pdl con tre scopi: 1) andare a istituire un accertamento più forte dei crediti di imposta concessi alle banche che avevano salvato altri istituti in difficoltà. 2) Per i crediti monofase, che non si ripetesse più con questa legge questa massa importante di crediti monofase 3) tentare di aggredire chi aveva generato i crediti monofase negli anni passati.
Noi pensiamo con questo Pdl di aver risposto in modo positivo a 2 obiettivi su 3, i primi due. Il primo con l’istituzione del comitato di sorveglianza, poi con questo Pdl abbiamo posto fine alla generazione di questi debiti perché non si generino più in futuro. Oggi si deve tradurre la legge popolare in legge vera e propria, l’azione dei cittadini è meritoria, ma non hanno possibilità di interfacciarsi con l’amministrazione che può dare pareri di fattibilità e a noi quindi spetta il compito di tradurle in norme efficaci e costituzionali. Nel merito: per le azioni di responsabilità sopra i 200 mila euro c’è il parere vincolante dell’avvocatura, sotto il governo può decidere se intervenire o meno . Ribadiamo la soddisfazione su questo pdl che per noi ha una importanza particolare.

Margherita Amici, Rf

La responsabilità di una legge rimane dell’organo legislativo, può essere centrata l’osservazione dello stravolgimento, meno sulla negatività dello stravolgimento ,laddove le modifiche siano state migliorative e abbiano arginato la legge con profili molto probabilmente di incostituzionalità.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Il Pdl di iniziativa popolare è stato stravolto, parliamoci chiaro. Se si vuole recepire, un Pdl dei cittadini non si stravolge. Per le azioni di responsabilità qui si dava mandato all’avvocatura di Stato, voi la rimettete in capo al congresso. Se non resta tutto in mano alla politica discrezionale del governo non siete contenti, così come nelle precedenti legislture. La legge è stravolta perché da 10 mila euro passate a 200 mila, chiedo al Segretario quale sia la ratio per aver spostato così i limiti di sanzione. In campagna elettorale Adesso.sm andava a dire in giro che ‘li avrebbero restituiti tutti’, adesso invece si fa ‘il punto zero’.

Oscar Mina, Pdcs

Siamo noi i legislatori, non il cittadino che pone il principio all’attenzione dell’aula,è chiaro che siamo delegati. Ma nel prendere in mano una iniziativa popolare dovrebbe essere tutelata come recepirla, non si può invece prenderla e poi fare un altro progetto di fatto da parte del governo.

Gian Carlo Capicchioni, Psd

Questo Pdl credo sia una pia illusione, quello che sta scritto in questa norma cozza con i dati di fatto, come stanno le cose. Parliamo di crediti monofase derivanti dal disconoscimento di rimborsi, parliamo di anni fino agli anni ’90, di questi 400 mln di euro più dell’80% sono riconducibili alla mancanza di rimborso. Deriva dal fatto che all’ufficio preposto le informazioni arrivano in ritardo, ciò dipende dallo scambio di informazioni dall’ Italia, noi diamo immediatamente le informazioni richieste, ma ciò non avviene in senso inverso.

Uno dei motivi per cui la crisi di governo è arrivata prima nella precedente legislatura è proprio perchè non si volevano fare controlli, né potenziare uffici per contrastare fenomeni. Oggi l’ufficio tributario si trova in una situazione disastrosa, eppure è il perno per poter contrastare questi fenomeni. Senza fare demagogia, parlando di azioni di responsabilità autorizzate dal governo, bisogna piuttosto potenziare l’ufficio tributario, metterlo in condizione di lavorare. Poi l’azione di responsaiblità deve essere fatto anche sotto 10 mila euro, anche per mille euro se si ravvisa il reato.

Marica Montemaggi, C10

Ci potrebbe essere più obiettività sui principi introdotti oggi che prima erano mancanti. Il Pdl nasce da un gruppo di cittadini  che con proprie competenze e strumenti hanno messo insieme principi e dimostrato che ci sono state opacità di cui hanno goduto molti furbi, a dispetto di coloro che hanno agito in ambito della correttezza. Nel Pdl si è mantenuto questo principio.

Sull’azione di responsabilità: se ritenuto nell’interesse generale dello Stato, si può intervenire sotto la cifra indicata, il concetto deve essere chiaro. Non ho sentito far riferimento sull’elemento innovativo di pubblicazione anagrafica dei debitori, un battaglia portata avanti da parte anche dell’opposizione.

Come maggioranza abbiamo preparato un Odg per capire e avere conferma sulla possibilità ulteriori di intervento. E’ un Odg che vorremmo sottoporre a tutta l’Aula, a chi è disposto a sottoscriverlo e votarlo a chiusura della discussione.  Do lettura:

‘Il Consiglio Grande e Generale, vista la delibera del Congresso di Stato n.93 del 6 marzo 2006, con cui il Congresso di Stato si impegnava a tutelare gli interessi dell’Ecc.ma Camera attraverso l’esercizio del’azione civile avani al giudice civile al fine del risarcimenti di tutti i danni nell’ambito del procedimento penale ‘Long Drink’; in considerazione del’articolo 1 della legge di iniziativa popolare su crediti monofase e crediti di imposta ala banche” con oggetto le azioi di responsabilità agli amministratori di società con somme iscritte a ruolo superiori a 200 mila euro contenuta in cartella esattoriale scaduta da almeno 24 mesi e per i quali non siano pendenti ricorsi giurisdizionali o siano in essere dilazioni di pagamento;(…) del dibattito svolto durante la discussione in seconda lettura della legge di cui sopra, durante il quale sono emersi diversi orientamenti in merito alla possibilità di applicare retroattivamente i principi di cui al Progetto in esame; impegna il congresso di Stato a dare mandato all’Avvocatura di Stato di esprimere un parere rispetto alla possibilità di non applicare il termine di prescrizione previsto al comma 1 all’articolo 117 della legge n.46 del 2006 nel caso in cui le azioni previste dal medesimo comma siano esercitate nell’interesse dell’Ecc.ma Camera o degli Enti pubblici;limite previsto coma 1 legge..nel caso in cui azioni previste da coma siano esercitate nell’interesse uffici pubblici e impegna altresì congresso a dar mandato ad avvocatura rispetto possiblità di attivarsi retroattivamente’; alla luce delle perplessità sui problemi inerenti all’applicazione retroattiva di provvedimenti legislativi, impegna altresì il congresso di Stato a dare mandato all’Avvocatura dello Stato di esprimere un parere rispetto alla possibilità di applicare retroattivamente i principi di cui al presente progetto di legge con riferimento ai parametri costituzionali vigenti, riferendo in merito all’esito dei richiesti pareri alla Commissione permanente Finanze e Bilancio.

Roberto Ciavatta, Rete

Con questo Pdl è come se dicessimo a chi viene a San Marino ‘cerca di rubare meno di 20 mila euro e fatti amico qualcuno del congresso di Stato’.

Il Comitato di controllo si dice che si è insediato e ha fatto una circolare, in 14 mesi ha saputo fare solo quello …quanto riportato in audizione in Commissione finanze è stato alquanto imbarazzante, una paginetta senza un dato sull’andamento dei crediti monofase. Questa non è più una legge di iniziativa popolare, se mai lo sia stata, visto che è partita da Civico 10, ora è una legge governativa per il semplice fatto che gli emendamenti in Commissione sono stati portati dal governo, non dai commissari di maggioranza.

Quello che si dovrebbe fare: chi ha generato per larga parte questi debiti sono imprenditori non sammarinesi, ma gli amministratori di quelle società sono sammarinesi, le famose teste di legno. Nella lista di amministratori di società che hanno determinato il debito monofase ci sono persone che hanno ville e terreni, ci sono dipendenti pubblici di società che hanno creato più debito monofase. Si potrebbe usarli come sostituti di imposta, o facciamo un0operazione totale o ci ritroveremo ancora teste di legno che per 2 mila euro al mese sono disponibi a farsi sfruttare da chi viene da fuori. L’ Odg: dà mandato all’Avvocatura per una cosa e al congresso per dare a sua volta mandato all’Avvocatura di verificare la possibilità di non rispettare la retroattività della norma. Facciamolo, ma allora era meglio non stravolgere la legge che chiedeva proprio questa cosa qua. E’ un Odg che vi voterò, ma mi sembra tempo perso e l’ennesima presa in giro per i cittadini.

Roberto Giorgetti, Rf

Ringrazio il promotore della legge che solleva una questione che affonda radici nel tempo e dispiega i suoi effetti anche oggi. Oggi infatti siamo chiamati a pagare molte scelte sbagliate degli anni passati.  Si è parlato di stravolgimento per sottintendere che quando un Pdl viene depositato in prima lettura è bene non intervenire. È una considerazione poco consona al ruolo di quest’Aula. Capicchioni, ex segretario ed ex dipendente dell’ufficio tributario, dice che l’80% dei crediti monofase non è più recuperabile. Non so su che basi lo dica, ma è chiaro che mano a mano che passa il tempo e gli anni diventano sempre più crediti difficimente riscuotibili. I cittadini sammarinesi hanno iniziato a pagare questi mancati incassi da subito. Anno per anno si fa infatti un fondo per il loro recupero. Il pdl poi non parla solo di crediti monofase, si parla di crediti in modo più ampio perché ci sono anche altre situazioni, mi pare un miglioramento non uno stravolgimento.  Non facciamo la demonizzazione della monofase in quanto tale. Anche io credo occorra implementare gli uffici preposti al controllo, questo è il primo governo che ha implementato l’ufficio tributairo, peccato doverlo fare in un periodo di scarse risorse, quando ce ne erano di più non è stato fatto.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Credo sia giusto dire ai cittadini quali siano i benefici reale di questo Pdl. Da questo Pdl scommetto che lo Stato non recupererà neanche un euro dalla monofase passata, non ho dubbi. E’ un pastrocchio istituzionale, una bandierina per questa maggioranza per distogliere l’attenzione dei sammarinesi, per dire ‘siamo riusciti a portare avanti quanto promesso in campagan elettotale’. Leggetevi questo Odg ‘farsa’, che dimostra l’incapacità della politica di questa maggioranza di come vengono portati avanti i temi, portate un pdl in cui demandate all’Avvocatura dello stato i crediti precedenti alla data odierna, perché temete che la retroattività sia anticostituzionale, e allora presentate un Odg per chiederlo all’avvocatura, ma dovevate chiederlo prima. Questo pdl è completamente diverso rispetto alla natura con cui è nato. C’è chi ha detto che chi presenta il Pdl di iniziativa popolare non ne ha competenze, è offensivo, avete detto che lo avete stravolto perché i cittadini non si sanno rapportare con gli uffici. La verità è che avete stravolto un pdl senza portare i risutati sperati. Ad oggi lo Stato le può già fare le azioni di responsabilità, ma la legge introduce ora una serie di veti per cui è il congresso di Stato a dire l’ultima parola.  Anagrafica debitori: deve essere calibrato per le piccole realtà economiche

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Mi pare il dibattito abbia rilevato carenze strutturali nel sistema di controlli. Qualche risposta è stata data, per tamponare evenienze che hanno determinato l’aumento del credito che lo Stato vanta nei confronti di imprese private. Questo credito si è formato nel tempo sulla base della duplice dichiarazione import-export e non tratta solo il fatto che delle merci siano state importante e consumate nel territorio, se così fosse vorrebbe dire che nostroStato ha consumato 6-7 miliardi di merci su cui non è stata pagata monofase, mi pare improbabile. Una migliore verifica preventiva è l’unico esclusivo elemento che fa maturare dei crediti dello Stato nei confornti di operatori e sarebbe opportuno definirlo. Sui rapporti di tesoreria attuali: oggi sono ben regolamentati, oggi la tesoreria funziona, i crediti vengono immediatamente evidenziati e, se non pagati nei termini previsti, vengono anche avviate le azioni di recupero. Contestualmente c’è questo Pdl che non ha la pretesa di intervenire in modo totalizzante a risolvere il problema che si è determinato nel tempo, ma mette al riparo da situazioni che potrebbero generarsi nei confronti dell’erario, sia per crediti non pagati di monofase ma anche altri crediti con imprese. Forte efficacia ce l’ha l’articolo 2, quello di evidenza del credito sopra i 20 mila euro, che per l’mpresa significa subire una messa in una ‘lista di proscrizione’ che potrebbe generare rapporti negativi con banche e creditori, è un articolo molto efficace. L’Odg interviene per tutelare un patrimonio pubblico anche nelle situazioni pregresse, è una verifica da fare, non so se sarà possibile, saranno esperti legali a determinare tale facoltà. E’ una problematica profonda non alla portata immediata, non ricordo che qualcuno in campagna elettorale abbia detto ‘domani tutti i crediti monofase saranno recuperati’, più probabile che si sia detto che si sarebbe fatto il tentativo.

Dalibor Riccardi, gruppo misto

Condivido in toto la relazione di minoranza, si ha un pdl completamente stravolto. La legge sulla società già prevedeva azione sui creditori, se intenzione del governo era fare in modo di ampliare le tempistiche, bastava agire sulla prescrizione come fatto, non certo mettendo il governo a decidere se si può fare o meno.

Su ODG

Iro Belluzzi, Psd

La speranza dei cittadini illusi dalle forze di Adesso.sm in campagna elettorale, quando  dicevano di voler recuperare 400 mln di euro di crediti monofase, con la norma appena votata è una presa in giro, così come l’Odg. Dovremo essere noi a legiferare, mentre l’Odg chiede all’avvocatura se è possibile andare verso leggi retroattive. Servirà soltanto- ed è triste- a cercare la copertura di un ufficio dello Stato perché affermi che non è possibile quello che in cuor vostro sapete, ma viene fuori come un Odg votato in Consiglio grande e generale. Chiedo correttezza verso i cittadini, continuare a prenderli in giro dicendo ‘faremo, vogliamo fare’ quando verrà fuori che non è possibile svolgere determinate azioni si dirà ‘ce l’abbiamo messa tutta’. Non c’è rispetto dello Stato di diritto e si vuole portare in giro la cittadinanza. Il Psd lo legge così, una perdita di tempo nel testo approvato e nell’odg e voterà contrariamente.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Questo Odg è la dimostrazione di come oggi in Aula è stato portato un provvedimento senza alcun effetto sul pregresso. E dimostra come voi colleghi di maggioranza non siate stati capaci di dialogare con gli organismi preposti. Con l’Odg rimpalliamo la palla  all’avvocatura dello Stato, perché non è stato fatto prima? Informalmente vi hanno detto che non si può fare? Le premesse di questo Odg fanno quasi ridere, citate casi di 20 anni fa e non altri, dimostra il pressapochismo con cui si è affrontato questo Pdl e questa tematica. Grossa parte di questi crediti sono prescritti e non recuperabili e portate avanti un’azione ch e non dà alcuna risposta. voteremo contro l’Odg.

Alessandro Mancini, Ps

Per esprimere voto contrario del Ps a un Odg che ci azzecca poco o quasi niente al dibattito e mette in evidenza che la legge appena votata non soddisfa neppure la maggioranza. Se pareri dovevano essere fatti, andavano fatti prima, non dopo l’approvazione della legge, tra un po’ all’avvocatura chiederemo anche le previsioni meteo.

Marica Montemaggi, C10

Non capisco veramente come dopo un dibattito così approfondito, dove sono state portate diverse posizioni, si continui a perseverare. Bandierina, campagna elettorale…questo è stato il Pdl che il nostro movimeto ha promosso e portato avanti e vogliamo fare il possiible affinché si possa rispettare principio che i cittadini volevnao portare avanti, non abbiamo fatto promesse che sapevamo di non poter mantenere, mai è stato detto che saremmo riusciti ma che avremmo fatto il possibile per poter recuperare questi crediti e lo stiamo facendo proponendo un Odg per andare in quella direzione e perché si possa fare un’ulteriore verifica con l’avvocatura sulla retroattività, concetto sostenuto nell’ambito del dibattito sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione, Civico 10 è sempre stato coerente. Vogliamo fare di più. Abbiamo citato la Long Drink nell’odg perché c’era un delibera di riferimento, l’Odg esprime e ribadisce un concetto che si può andare a verificare. Prederemo atto di un parere che potrà essere favorevole o meno, ma la verifica si può fare non c’è nulla di male. Votare questo Odg non sposta nulla anche all’opposizione.

Roberto Ciavatta, Rete

Dibattito approfondito sinceramente non l’ho visto, sulla coerenza di alcuni movimenti lasciamo stare, sul contenuto dell’Odg mi permetto di fare una considerazione: al primo comma, il mandato all’avvocatura è inutile collega Montemaggi, toglietelo. Se lo fate, io personalemnte lo voto l’Odg, per venirvi incontro, anche se lo ritengo inutile.  Ma non posso votare la verifica su articolo di una norma modificata con un articolo approvato poco fa e che quindi, non è più valido.

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