DML ricorda che la certezza del diritto è “un’esigenza non più rimandabile”

Con “certezza del diritto si intende il principio in base al quale l’applicazione delle norme di uno Stato deve risultare nel tempo il più possibile costante, univoca e coerente, ovviamente tenendo conto della specificità dei casi che vengono posti in esame al Tribunale.

La Repubblica di San Marino ad oggi non è dotata, ad esempio, di un Codice Civile, né di un Codice di Procedura Penale aggiornato ed adeguato ai nostri tempi ed alle nuove esigenze, né di Leggi organiche che provvedano a sintetizzare e coordinare disposizioni normative, né di aggiornate e fruibili raccolte di pronunce giurisprudenziali riferite alle singole materie. I pochi Testi Unici esistenti, predisposti per alcuni limitati settori del diritto, non riescono a garantire in maniera adeguata e completa le esigenze professionali degli operatori del settore e di conseguenza le giuste aspettative di sicurezza e certezza dei cittadini e delle imprese.

Da quanto sopra consegue che, forzatamente, un professionista del diritto per poter dare indicazioni ad un qualsiasi soggetto deve procedere con difficoltose opere di ricostruzione normativa e giurisprudenziale dovute all’oggettiva impossibilità di accedere agevolmente ed in maniera certa a testi di Legge aggiornati ed a recenti pronunce del Tribunale.

Per quanto possa risultare interessante e peculiare un modello del tutto particolare come quello costituito dall’ordinamento sammarinese, soprattutto in materia civile, dall’applicazione di tale modello stanno emergendo alcune importanti problematiche applicative che mettono a serio rischio il grado di certezza, relativamente a quanto potrebbe essere disposto da un Giudice nel caso specifico: ciò rende il nostro Paese debole dal punto di vista della sua appetibilità da parte di investitori esteri.

A ciò vanno sommati due ulteriori aspetti:

  1. la recente sempre maggiore produzione normativa da parte del Legislatore, da un lato doverosa ma dall’altro anche sempre più scoordinata e disorganica, provoca confusione al momento di determinare le disposizioni vigenti riguardo ad una determinata materia;
  2. dalla mancanza di raccolte di Leggi e di Giurisprudenza in materia civile, penale ed amministrativa, che dovrebbero essere invece fruibili dai professionisti e dagli operatori del diritto in maniera precisa e veloce – magari anche online come già avviene da tempo in tutti i Paesi Europei -, deriva che un professionista debba impiegare una quantità notevole di tempo a svolgere lavoro di ricerca, sfogliando Sentenze ordinate solo in maniera cronologica e non per argomento, al fine di poter ricostruire una data disciplina, tempistiche che mal si conciliano con le esigenze di celerità che caratterizzano oggi più di ieri il mondo sociale ed economico; il tutto senza poi avere nemmeno la certezza di aver individuato tutte le norme di riferimento, a causa dell’inserimento sempre più frequente di disposizioni relative a specifiche materie in Leggi aventi ad oggetto tutt’altro.

Tutto questo, in uno Stato che non solo ha la pretesa ma anche l’assoluta necessità di rilanciare la propria economia, specialmente con l’intento di attrarre importanti investitori, è da ritenersi inaccettabile: un imprenditore che decide di investire in un Paese, così come qualsiasi altro cittadino, deve poter conoscere, con ragionevole certezza, quali siano le norme cui è soggetto e che deve rispettare, nonché quali siano i tempi e gli strumenti giuridici che garantiscono e tutelano i suoi diritti.

Effettuate le doverose considerazioni di cui sopra, riteniamo prioritario adoperarsi in tempi celeri, ancor meglio immediati, affinché l’ordinamento giuridico del nostro Paese venga al più presto reso maggiormente coordinato e fruibile, non solo dagli operatori del settore ma anche da tutti i cittadini.

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