Consiglio, legge di bilancio, è scontro sugli enti e sulle partecipate

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Nella seduta consiliare ripresa lunedì, è iniziato l’esame dell’articolato del Bilancio previsionale 2019. L’Aula affronta quindi in particolare gli articoli e gli emendamenti che riguardano i bilanci di enti, aziende partecipate e Iss.

            All’articolo 2  “Bilancio di previsione dell’A.A.S.L.P” viene presentato da parte del Pdcs un emendamento per svincolare i residui dell’Azienda di Stato, impegni di spesa originariamente assunti in precedenti esercizi finanziari, per finanziare il plesso scolastico di Dogana. La proposta del Pdcs viene respinta: il Segretario di Stato per le Finanze, Eva Guidi, motiva l’orientamento del governo: “L’emendamento non è accoglibile per rispetto a quanto previsto sulla destinazione dei residui- chiarisce- è contrario alle leggi vigenti sulla contabilità dello Stato”. 

            All‘articolo 3Bilancio di previsione dell’A.A.S.S.”, viene presentato un secondo emendamento da parte del Pdcs che riguarda l’uso delle riserve, 21 mln di euro circa: se destinati alla copertura finanziaria di opere, spiega il consigliere Stefano Canti, deve esserci il riferimento del direttore dell’Aass al Consiglio grande e generale. Il  Segretario di Stato con delega ai Rapporti con l’Aass, Marco Podeschi, apre alla proposta ma suggerisce che sia il Cda dell’Azienda a riferire alla Commissione consiliare III^, piuttosto che al Consiglio. Per accordo, l’emendamento Pdcs viene ritirato in favore di un emendamento concordato con il governo che  va ad accogliere la richiesta  “di effettuare da parte organi competentidell’ Aass- spiega Canti- un riferimento dettagliato su opere finanziate con importo cospicuo”. In questo modo “lo spirito resta in questa proposta di emendamento- prosegue il consigliere di minoranza- e siamo propensi ad accoglierlo”.  Nel corso del dibattito all’articolo 3, l’opposizione solleva preoccupazioni sulla fornitura di energia e gas dall’esterno e sull’accordo siglato nel 2007 con l’Italia, in scadenza, e quindi sulle possibili ripercussioni sul bilancio futuro dell’Azienda. Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Nicola Renzi, interviene per ricordare le nuove opportunità offerte dal Memorandum con l’Azerbaijan, con cui sono si sono poste le basi per una futura collaborazione in questo campo. “L’Azienda dei servizi sta seguendo l’argomento- assicura poi Podeschi- negli ultimi anni è cambianto drasticamente lo scenario del settore energia, l’Accordo con l’Italia risale a quando le fonti alternative non c’erano e oggi l’Aass deve capire quale può essere la soluzione migliore”. E ancora“Certamente il rapporto con l’Italia è fondamentale- sottolinea- ma l’accreditamento di Aass sul mercato borsistico dell’energia le consente di muoversi sul mercato e di comprarla  dove costa meno, non solo energia italiana ma anche estera”. 

All’Art.5 “Bilancio di previsione Iss,” il Pdcs propone un emendamento sullo stanziamento per il  Fondo comune di riserva di rischio- cui si ricorre nel caso di aziende inadempienti nei confronti dei contributi dei propri dipendenti- alzandolo, rispetto alla proposta di legge, da 1 mln a 3 mln di euro per il 2019 e il 2020.  Il Sds Guidi replica che, insieme all’Iss, si è valutato sufficiente il contributo di 1 mln di euro, “ciò non significa- spiega poi- che in corso di assestamento non sia fatta una valutazione sull’effettiva capienza ed esigenza del Fondo”. L’emendamento del Pdcs viene quindi respinto. L’articolo 5 prevede che il Congresso di Stato eroghi all’Istituto per la Sicurezza Sociale, per l’esercizio 2019, un fondo di 71 mln di euro. L’opposizione stigmatizza  che il contributo del governo sia minore rispetto ai 74,5 mln di euro richiesti dall’Iss.  “Si è pensato che 71 mln fosse un contributo adeguato rispetto agli impegni Iss- replica il Segretario di Stato Franco Santi- alle gare di appalto e all’ottimizzazione dei costi che si cercherà di apportare”.

            A fine seduta, viene presentato dal Pdcs l’emendamento Art.9 bis “Trasferimenti a Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A.”  per prevedere lo stanziamento di 20 mln di euro per il 2019 “quale concorso massimo a carico del Bilancio dello Stato per il ripianamento del presunto risultato negativo dell’esercizio 2018 della Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino S.p.A”. Il consigliere Marco Gatti, spiega che  l’emendamento è stato scritto prima di un chiarimento avuto direttamente con il Segretario di Stato per le Finanze sugli stanziamenti derivati dal 5 Ter. Ad ogni modo, “per noi l’articolo resta valido- spiega- il governo ha previsto a bilancio 10 mln del 5 Ter, ma è un importo che non riteniamo sufficiente”. Il bilancio dello Stato ha infatti “necessità di sapere qual è lo stanziamento massimo per cui interviene- spiega-.è il bilancio previsionale che gli dà possibilità di impegnarsi e si stanzia un po’ di più per non essere scoperti”.  -Nessuna perdita di Cassa è stata nascosta, replica il Segretario per le Finanze: “Tutti i valori relativi alla contabilità di Cassa sono già presenti nel Bilancio dello Stato- puntualizza- non ci sono poste non valutate, è stato fatto un lungo studio sul trattamento contabile migliore, non ci sono poste poco chiare e non inserite”.  Oltre la quota minima del 5 Ter quindi “non sono state previste altre quote di perdita”.

La seduta si interrompe per procedere poi al voto sull’emendamento in seduta notturna.

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