Domani-Motus liberi: “All’ambiente chi ci pensa?”

Non esistono solo le banche o le lotte tra fazioni politiche.

È l’ambiente, recentemente, a destare le maggiori preoccupazioni tra i Sammarinesi, per una serie di rilevanti episodi. Tra gli ultimi, è stato di recente molto dibattuto il caso di una cisterna di grosse dimensioni che ha rovesciato, nella zona industriale di Galazzano, diversi litri di olio extra vergine di oliva: a parte il grande spreco, ciò che ha fortemente preoccupato è stato il riversarsi dell’olio, in breve tempo, nella rete fognaria sammarinese, perché avrebbe potuto seguire un reflusso dalle fognature per via della viscosità dell’alimento. Questo episodio, in ogni caso, ha contribuito a far tornare alla luce un altro tema ambientale assai più complesso e delicato: il sistema fognario sammarinese. Esso, infatti, non gode di buona salute e non risulta essere stata ad oggi predisposta una mappa dettagliata ed aggiornata del sistema nella sua interezza. Non essendo chiaro dove terminino molti scarichi di condomini e fabbriche, risulta difficile la gestione dei nostri reflui e non è facile controllare la situazione al meglio quando accadono casi, seppur rari, come quello sopra descritto.

Avere una piena conoscenza del tragitto di scarichi e fognature non è solo un discorso ambientale, ma anche di civiltà, di responsabilità dei cittadini e delle imprese, oltre che di buoni rapporti con la vicina Italia. Proprio quest’ultima, ormai da diverso tempo, attende novità sul fronte della gestione delle acque bianche e nere sammarinesi, che non possono continuare a giungere mischiate o a tratti pesantemente inquinate per via di scarichi industriali, che non è possibile controllare per mancanza di una tracciabilità dei flussi all’interno della rete dei reflui sotterranei della Repubblica. Tra l’altro, la corretta gestione delle proprie acque reflue, per uno Stato, è anche una questione di pubblica sicurezza, visto che molti scarichi defluiscono sfruttando i tre principali torrenti e relativi canali scavati nel tempo, nonostante molte zone adiacenti siano state adibite a parchi e zone verdi per famiglie e bambini. Per non parlare dei numerosissimi scarichi abusivi e senza controllo presenti ormai su tutto il territorio della Repubblica.

Tutto questo si unisce all’annosa questione relativa alla raccolta e gestione dei rifiuti, che appare tutt’altro che risolta, con un porta a porta che non decolla e che da anni avrebbe dovuto coprire l’intero territorio con risultati soddisfacenti: tale obiettivo risulta ancora oggi ben lungi dall’essere raggiunto. Non può poi andare dimenticata la gestione dei rifiuti speciali, perché la crisi economica non ha comportato solo perdita di benessere ma anche, tra le conseguenze, il fallimento di società locali che gestivano questo tipo di rifiuti, spesso pericolosi, i quali tutt’ora giacciono nei capannoni abbandonati delle vecchie sedi di aziende che ormai non esistono più. Chi porrà rimedio a questo disastro ecologico?

Riteniamo che non sia davvero questo il modo di gestire le risorse ambientali del nostro territorio e tutelare la salute pubblica: se vogliamo guardare al domani dobbiamo farlo con maggiore cognizione di causa, in particolare su questi temi che sono le basi del vivere civile e cartina di tornasole di una corretta gestione dello Stato.

Rimanendo disponibili, come sempre, per ogni tipo di confronto, ci auguriamo che la cittadinanza – risvegliatasi in questi giorni, ma ultimamente spesso sopita o disinteressata – desti maggiore attenzione verso i problemi che affliggono il nostro Paese, non solo per la salvaguardia di alberi, ma per il bene della Repubblica tutta.

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