Report FMI, per Palazzo Begni bene le riforme in itinere su IVA e accordo con UE

La Segreteria di Stato per le Finanze ed il Bilancio comunica che si è conclusa, con la pubblicazione nella giornata del 26 marzo u.s. del Rapporto elaborato dal FMI, l’annuale consultazione ai sensi dell’art. IV su San Marino, risultato della missione che lo staff ha condotto nella Repubblica lo scorso gennaio. Il Congresso di Stato e la Banca Centrale intrattengono da anni con il FMI un dialogo costante e valutano le sue raccomandazioni con la massima attenzione. Nel Rapporto si precisa che San Marino ha caratteristiche uniche che lo contraddistinguono dalla maggior parte dei Paesi membri del FMI, prima fra tutte l’assenza di una politica monetaria sovrana, che permetterebbe di gestire più agevolmente le fragilità del sistema bancario. Un rapporto con aspetti positivi e negativi quello che emerge dall’analisi del FMI, dove si palesa il rischio di una ripresa non veloce dell’economia ma si sottolinea anche l’importanza di alcuni risultati recentemente raggiunti, come la cancellazione di San Marino dalla lista ‘grigia’ UE dei paradisi fiscali e la qualifica rilasciata dall’OCSE di Paese compliant in materia di scambio di informazioni. Si segnala inoltre come vi siano segni di notevole vitalità dell’economia reale e non sia venuto meno l’interesse degli investitori a privilegiare la Repubblica come sede dei loro affari. Riguardo alla gestione della difficoltà del sistema bancario si evidenzia la necessità che il supporto alle banche non debba compromettere l’equilibrio delle finanze pubbliche, con il rischio di porre il debito pubblico su un sentiero difficilmente sostenibile. Difficoltà nell’erogazione del credito e del sistema bancario in generale, si legge nel comunicato stampa del FMI, non mostrano alte prospettive di crescita dell’economia sammarinese, nonostante i miglioramenti conseguiti dalle semplificazioni per chi fa impresa e dalla maggiore flessibilità del mercato del lavoro. Nel Report il FMI prende atto che l’introduzione dell’IVA e all’attuazione di numerose riforme, che andranno a regime al più tardi nel 2020, il rafforzamento dei poteri di sorveglianza e di intervento della BCSM, nonché una soluzione sistemica al problema degli NPL e la conclusione dell’accordo di associazione con l’Unione europea potranno avere effetti positivi sul percorso di crescita del Paese.

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