Usl: Polo della moda, quale futuro?

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07-05-2019: è di qualche settimana fa la notizia dello stop forzato dei lavori di costruzione del Polo della Moda, il quale sin dalla sua genesi ha avuto un percorso travagliato. Era infatti maggio del 2016 quando la cittadinanza sammarinese, chiamata al referendum, si espresse in maniera tale da consentire la realizzazione del progetto The Market pur dividendosi praticamente in due: chi ne vedeva un’opportunità di sviluppo e chi invece paventava il pericolo di spreco di risorse.

L’Unione Sammarinese dei Lavoratori ha sempre sostenuto che The Market potesse essere un’opportunità per San Marino se concepito, gestito e sviluppato in modo tale da creare posti di lavoro per molti dei circa 1700 in cerca di occupazione, un numero impressionante per un Paese che fino al 2010 registrava un tasso di disoccupazione totale vicino al 5% e un diffuso benessere. Al tempo stesso abbiamo più volte rilevato che, invece, il progetto si sarebbe potuto rivelare fallimentare se gestito per favorire interessi di parte o gestito senza una visione di sostenibilità per l’intero paese.

Come organizzazione sindacale registriamo, quasi quotidianamente, un diffuso senso di sconforto e di incertezza nelle persone che interagiscono con noi per problematiche lavorative di vario genere; dalla chiusura di aziende, ai soprusi nei confronti di lavoratori che il lavoro ancora ce l’hanno e, più in generale, riscontriamo un’oggettiva difficoltà a trovare una collocazione nel mondo del lavoro per alcune categorie di lavoratori.

In particolare, vogliamo menzionare quelle persone che hanno prestato la loro attività lavorativa nelle varie gestioni degli outlet che si sono susseguite sul nostro territorio, come il Queen Outlet, il Factory Outlet e da ultimo il One Gallery Outlet, persone che ad oggi ancora rivendicano importanti crediti a titolo di stipendi non percepiti, e che vantano un’importante esperienza lavorativa in questo settore, eventualmente ben spendibile anche all’interno del progetto Polo della Moda.

Riteniamo pertanto che sia tempo per la politica di dare risposte concrete ad un progetto di questa portata che ha impegnato tempo e risorse di varia natura, anche alla luce dell’importanza strategica che può avere per il rilancio del comparto turistico: settore che negli anni ha contribuito sensibilmente all’economia sammarinese. San Marino ha bisogno di certezze e progetti seri in quanto la rinascita economica della nostra Repubblica può passare solo dal lavoro e da investimenti virtuosi, concreti e sostenibili.

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