Decreti, ok all’Indicatore della condizione economica

dimissioni consiglioi

Nella giornata di giovedì, i lavori del Consiglio Grande e Generale proseguono dal comma 4, con l’esame e ratifica dei decreti. Dopo il lungo dibattito di ieri notte, viene ratificato il decreto delegato n.32 che, a seguito delle interruzioni dei lavori nel cantiere- l’ultima dovuta al blocco dei pagamenti del Cis- proroga i termini di attuazione del progetto Luxury Department Store San Marino. In sostanza,  si proroga al 31 dicembre 2020 il termine previsto per completamento ‘Fase 1’ del progetto e al 31 dicembre 2022 il termine per il completamento Fase 2. Di conseguenza è prevista la traslazione di tre anni dai tempi inzialmente fissati per la decorrenza del trattamento e delle misure incentivanti a favore delle società partecipate.
Ratificati anche i decreti successivamente presi in esame: il n.47 “Integrazione e ampliamento degli interventi a sostegno della famiglia” che prevede, rispetto ai congedi parentali lunghi, la possibilità di andare in deroga al limite anagrafico dei 14 anni in determinati casi. Nel corso dell’esame dell’articolato viene approvato un emendamento presentato da Pasquale Valentini, per il Pdcs, in cui, tra l’altro, si elimina il requisito di residenza in territorio- quindi la disparità tra frontalieri e lavoratori sammarinesi- per ottenere il congedo parentale lungo, malgrado la mancanza di reciprocità in Italia su questo aspetto. L’emendamento ottiene 27 voti a favore e 20 contrari. Ratificato poi il decreto delegato n.58 per la stipula di polizza assicurativa per operatori sanitari e sociosanitari e il n. 59, “Proroga straordinaria del termine di erogazione dell’assegno familiare integrativo per i soggetti di cui all’articolo 2, comma 12, della Legge 8 maggio 2009 n.64”.

            Si apre quindi un lungo dibattito sull’atteso Decreto delegato n.65 – Indicatore della Condizione Economica per l’Equità – Icee. A presentarlo, il Segretario di Stato Guerrino Zanotti che chiarisce come l’Icee sia introdotto “per misurare l’effettivo stato di bisogno delle famiglie e dei singoli cittadini che chiedono accesso a varie provvidenze e rimborsi: credito sociale, fondo straordinario di solidarietà, assegno di studio, ammortizzatori sociali, pensioni sociali…”. Dall’opposizione gli interventi sono favorevoli all’Icee, come quelli di Davide Forcellini, Rete, e Dalibor Riccardi, Gruppo Misto, anche se c’è chi lamenta i ritardi, come il consigliere Alessandro Mancini, Ps. Non mancano poi le perplessità espresse dal consigliere Valentini, Pdcs, che mette in guardia dalle possibili conseguenze, come la tendenza a fare acquisti di valore oltre confine pur di “nascondere” l’effettiva capacità economica. Oppure Iro Belluzzi, Psd, secondo cui l’Icee “potrà essere il preambolo per inserire i ticket sanitari”.
Dalla maggioranza, Enrico Carattoni, Ssd, lo definisce un provvedimento epocale perché ribalta “un paradigma di contributi a pioggia dati negli ultimi 30 anni”.  Oggi, al contrario “occorre dare strumenti per riequilibrare e spender meglio le risorse che lo Stato destina all’assistenza”. Ribadisce il concetto Lorenzo Lonfernini, Rf: “Come Paese, non vogliamo lasciare indietro nessuno. Sottolinea- ma per farlo dobbiamo sempre più misurare gli interventi, abbandonando la logica di interventi a pioggia”. Infine Mimma Zavoli, C10, ricorda come l’Icee fosse inserito nel programma di Adesso.sm: “Si aggiunge così un’altra tappa in questi due anni di legislatura”. Prima della ratifica del decreto, con voto palese, nel corso dell’esame dell’articolato sono accolti due emendamenti di Rete.  Con la ratifica degli ultimi due decreti esaminati, il
n. 71.”Differimento del termine per l’iscrizione al Registro pubblico dei domicili digitali” e   il n. 74  “Modifica all’Allegato A della Legge 5 dicembre 2011 n.188 e successive modifiche Disposizioni relative al Dipartimento Territorio e Ambiente”, si conclude la seduta odierna. I lavori consiiari riprenderanno lunedì mattina.  

Di seguito l’estratto degli interventi odierni sul decreto n.65.

 

Comma 4.  Ratifica decreti-delegati e Decreti – Legge

 Decreto delegato n.65 – Indicatore della Condizione Economica per l’Equità – ICEE/ ratificato con voto palese. 
Guerrino Zanotti, Segretario di Stato Affari Interni
Siamo particolarmente soddisfatti di portare oggi questo decreto in Aula. E’ stato avviato questo percorso che ha visto un lungo lavoro di un gruppo di funzionari dell’amministrazione, in un momento in cui si sentivano i primi contraccolpi della crisi che ha investito internazionalmente tutti i paesi, ma anche il nostro, e ha mosso alla necessità di arrivare alla determinazione dell’Icee, per misurare l’effettivo stato di bisogno delle famiglie e i singoli cittadini che chiedono accesso a varie provvidenze: credito sociale, fondo straordinario di solidarietà e ancora altri…assegno di studio, ammortizzatori sociali, pensioni sociali…quindi provvidenze e rimborsi. Sappiamo le difficoltà del bilancio e che deve essere calibrato verso soggetti che hanno maggiori necessità. Già oggi per il credito sociale si fanno verifiche su redditto e patrimonio, ma in altri casi ci sono elementi e condizioni che non vengono valutate. Si tratta di andare a introdurre nell’istruzione di istanze di sostegno economico e sociale, e di andare a verificare tutti gli elementi, non ultimo rispetto l’imposizione iniziale che era molto più vicino all’Isee, la rilevazione dei consumi delle famiglie che possono essere ulteriori chiave di lettura delle dichiarazioni dei richiedenti le provvidenze e vanno a dare la possibilità di verificare congruità rispetto quanto dichiarato tra reddito e consumi. Non solo, tiene conto poi del numero dei familiari che compongono il nucleo, la presenza di disabili e anziani non autosufficienti, minori e neonati, al fine calibrare ancor di più e arrivare a un indice ancor più aderente alla situazione reale del nucleo anche a seconda della tipologia del sostegno richiesto. Uno degli obiettivi che abbiamo voluto raggiungere con questo testo di decreto è l’accesso a un percorso più semplice possibile.
Il comitato di monitoraggio, incrementato nella composizione- ampliandolo alla presenza di associazioni sindacali e di categoria- dovrà valutare poi l’applicazione di questo strumento quando verrà associato all’erogazione di provvidenze. Il percorso non si conclude con la ratifica di questo decreto, che è una sorta di legge quadro: ci dà la possibilità di avere uno strumento che deve essere applicato ai vari ambiti, di volta in volta bisognerà intervenire sulle norme per l’erogazione delle provvidenze. Su questo si sta lavorando già a una modifica normativa sull’assegno familiare integrativo. Ancor più importante è cercare di andare verso la semplificazione di quella che è oggi la platea di strumenti di sostegno economico e sociale, andando verso uno strumento unico. Per razionalizzare l’intevento dello Stato, stiamo lavorando a una proposta che verrà fatta entro breve e che va verso semplificazione di questi interventi di carattere economico e sociale. Nella legge prevista si prevede poi il regolamento su Icee e consumi, sottoporremmo la bozza ai gruppi consiiari per eventuali osservazioni. Credo sia stato fatto buon lavoro e che su una materia come questa ci sia la possibilità sicuramente al confronto e la disponibiltà verso i contributi che migliorino la sua applicazione. Ritengo non possa essere questo strumento motivo di scontro o di distinguo.
Pasquale Valentini, Pdcs
Chiederei di ragionare su come si inserisce nel nostro contesto questo indicatore. Noi abbiamo fatto riforma tributaria, riforme sanitarie e previdenziali secondo determinati principi. La riforma tributaria è stata fatta con due principi: uno non aumentare la pressione fiscale in maniera significativa, aumentare la base imponibile, quindi far emergere la capacità reddituale dei soggetti al fisco. La riforma è venuta dopo un forte lavoro di comparazione di tutte le realtà affinché l’intervento fosse più equo possibile. C’erano poi tutti gli strumenti previsti dalla legge per far sì ci fossero indicatori per verificare oltre al reddito, immobili e partecipazioni dentro e fuori territorio, se ci fosse altro insomma che potesse costituire base imponibile.Indicatori oggi contenuti anche nell’Icee per verificare capacità di consumo, fino alla possibilità di accedere a conti bancari. Questo strumento allora lo introduciamo perché non funziona l’altro? Se no, finiamo per tassare due volte. In una logica di solidarietà piuttosto chi ha paga lo fa anche per chi ha meno, ma se si contribuisce secondo la propria capacità reddituale. A questo punto invece il principio è saltato, perchè non ci fidiamo della nostra dicharazione dei redditi. Finisce che tutte le volte che si dovrà accedere a un servizio, verrà richiesto di vedere la capacità reddituale secondo l’Icee.
Altro aspetto è il tema dei consumi. Ho già sentito cittadini che dicono ‘io non compro più a San Marino, siccome risulterà che ho fatto una certa dichiarazione dei redditi, ma se ho comprato un certo tipo di auto o vestito intervengono su quella che è la mia capacità economica e reddituale, allora vado a fare spesa da altra parte’. Attenzione a questi meccanismi.
Non è poi vero che immediatamente che questo appare come un intervento di equità, lo sarebbe invece sapere che ciascuno contribuisce sulla base della sua effettiva capacità reddituale. Nel momento che abbiamo questo strumento, allora tutti gli altri interventi sono aggiuntivi o finiscono per accavallarsi. Gli effetti li vedremo sul piano sociale. C’è da dire ai cittadini che non siamo più in grado di dare tutti i servizi di una volta gratuitamente e che non è più vero che, se hai pagato le tasse, sei a posto, allora inventiamo questa cosa. In una realtà come la nostra, pensiamo a quale effetto provochiamo. La gente preferirà uscire dal territorio per determinate prestazioni. Cerchiamo di impostare in maniera adeguata questa vicenda, a mio avviso l’effetto può essere più deletorio dei vantaggi pensati.
Enrico Carattoni, Ssd
Per far presente la soddisfazione per l’introduzione di questo strumento che rimane un tentativo che vuole andare verso una direzione precisa, quella di garantire maggiormente il livello di equità rispetto chi chiede di usufruire i servizi messi a disposizione dello Stato. Non siamo neanche l’unico paese che ha introdotto questo strumento. Ci si è resi conto che solo il reddito come metro di accertamento del benessere non è più l’unico indicatore sufficiente. Ci sono elementi che ne possono trascindere. Quindi questo intervento non va a sostituire e non cozza con la dichiarazione dei redditi, ma va a supporto e affianca le novità introdotte con la riforma fiscale. Non andrà a incidere sul sanitario, la coperatura sanitaria è garantita a tutti al di là del reddito. Ma ci sono servizi come asili nido, assegni famigliari, rimborso dei libri scolastici… che oggi sono distribuiti a tutti quanti, a prescindere dalla loro effettiva necessità, creando quell’effetto distorsivo perché a qualcuno sono necessari, ad altri superflui. Non è un tema legato all’avasione, ma al sistema reddituale, ad eventuali proprietà e partecipazioni societarie…
Un elemento infine che è sfuggito: questo indicatore è volontario, qualora io chieda accesso a un solo servizio, allora devo essere in grado di indicare qual è il mio indicatore Icee. Oggi non ci rendiamo conto delle difficoltà che attraversano famiglie per l’inserimento agli asili nido, aspettativa, maternità..tutta una serie di indennità e assegni famigliari. Ma nessuno sarà obbligato a richiedere tale strumento che sarà comunque richiesto a chi chiede agevolazioni in più rispetto a quelle standard che sono garantite. Provvedimenti di questo tipo sono epocali perché rivolgono un paradigma di contributi a pioggia dati negli ultimi 30 anni e oggi il mondo cambia e ci sono esigenze diverse. Le famiglie hanno subito danni per la crisi dal 2008 e occorre dare strumenti per riequilibrare e spender meglio le risorse che lo Stato destina all’assistenza.
Davide Forcellini, Rete
L’Icee finalmente arriva in quest’Aula, in una seconda versione rispetto quella di inizio anno, dopo anche diversi confronti avuti sul testo. L’Icee forse è uno dei pochi esempi in politica in cui è giusto e doveroso utilizzare il metodo scientifico quando si progetta un intervento di questo tipo, e deve essere ispirato a una prova in itinere. Non esiste infatti uno strumento in definitiva dell’Icee, ma deve essere letto come strumento apripista e il decreto perfetto non esiste, perché la società evolve ed è continuamente in movimento. E’ normale che un decreto come questo sia complicato. E fase transitorie me le auspico. Occorre che l’Icee stia dietro alle modifiche della vita e della società che cambiano continuamente. Detto questo, anche l’introduzione del comitato di monitoraggio è un ulteriore aspetto positivo. Occorrerà che questo decreto venga rivisto anche più volte per tener conto del relativismo della società. Gli emendamenti che proponiamo: alcuni sono puramente formali, altri di contenuto, ma lo spirito con cui li abbiamo fatti è quello di vedere uno strumento che parte oggi  e che non può essere perfetto.
Marina Lazzarini, Ssd
Finalmente dopo anni di lavoro su questo tema arriva in aula la ratifica del decreto Icee, decreto difficile e complicato, ma molto atteso e necessario. Lo stato sociale è caratteristica degli moderni Stati di diritto che si fondano sul principio di uguaglianza. E giunge la necessità di garantire servizi di base a tutti gratuitamente: assistenza sanitaria, istruzione, indennità di disoccupazione, pensione sociale, ….su questi aspetti l’Icee non interviene. Questi servizi sono erogati dai conti pubblici con la spesa sociale e derivano da prelievi fiscali. Poi abbiamo la provvidenza straordinaria allo scopo di protezione sociale per fasce più deboli e in difficoltà, ecco che entra in scena l’indicatore Icee, Indicatore della condizione economica per l’equità, che ha lo scopo di favorire la provvidenza straordinaria dello Stato a scopo di protezione civile, a chi ne ha veramente bisogno. Non sempre purtroppo le denunce dei redditi corrispondono al reddito reale del cittadino e del suo nucleo familiare. San Marino spende risorse ingenti nella provvidenza straordinaria, ma manca un quadro su come vengono spesi questi denari pubblici. Gli strumenti che i cittadini possono utilizzare sono credito sociale e fondo straordinario di solidarietà. Complessivamente non si ha contezza del totale che i richiedenti percepiscono quando accedono a più strumenti diversi, era necessario un criterio più garantista da applicare per l’acceso alla previdenza di protezione sociale straordinaria e l’Icee svolge questa funzione. E’ un decreto apripista che richiederà regolamenti applicativi e aggiustamenti sulla nostra realtà specifica. Entra in azione quando i cittadini fanno richiesta a provvidenze dello Stato per famiglie in difficoltà, non con tutti i cittadini. E questo indicatore considera diversi elementi: composizione del nucleo familiare, presenza di soggetti non autosufficenti, situazinoe reddituale e patrimoniale del nucleo, i redditi e i patrimoni all’estero, mutui prima casa,…l’articolo 11 vede la congruità su reddito e consumi. Valentini si riferiva a questo quando parlava dei sotterfugi di chi va ad acquistare all’estero, ma quando un privato cittadino vuole un contributo straordinario dallo Stato, lo Stato si attiva controllando anche conti correnti ed eventuali depositi investiti. Lo Stato non avrà accesso a tutti i conti di tutti i cittadini, ma di chi farà richiesta di contributi straordinari.
Dalibor Riccardi, Gruppo misto
Mi congratulo con il Sds Zanotti per aver portato il decreto in Aula, sono favorevole all’indicatore e mi ritrovo molto con quanto detto dai colleghi Lazzarini e Carattoni. Credo che questo strumento possa portare finalmente un livello di equità e riequilibrio dei benefit erogati in tutti questi anni a cittadini e famiglie che ne hanno fatto richiesta nel tempo.
Lorenzo Lonfernini, Rf
Era un punto contenuto nel programma di governo, si è riusciti a introdurlo in un contesto non facile, perchè si tratta di introdurre meccanismi complessi che hanno bisogno di un rodaggio e dovranno essere monitorati. Essere arrivati alla ratifica del decreto è un momento importante, ci troviamo in una situazione in cui, come Paese, non vogliamo lasciare indietro nessuno, ma per farlo dobbiamo sempre più misurare gli interventi, abbandonando la logica di interventi a pioggia. Invito a guardare tutti in modo costruttivo e benevolo questo strumento che ci consentirà di mantenere equità sociale.
Mimma Zavoli, C10
Sottolineo la tempestività dell’introduzione di questo importante strumento. Già dal 2012 l’ipotesi era nell’aria e il Paese da oltre 7 anni attendeva si affrontasse il tema dell’equità e si andasse all’istituzione di un elemento di alto valore sociale e civile. Adesso.sm nel suo programma aveva inserito questo provvedimento, si aggiunge così un’altra tappa in questi due anni di legislatura. E’ un lavoro che ha impegnato tantissimo il Segretario, è un solido punto di partenza. A Valentini: ha proposto una sua visione, legittima, riferita all’applicazione di questo provvedimento che in realtà non collima con quello che questo decreto vuole rappresentare. Lo Stato deve essere equo con i suoi cittadini, non voglio pensare che quanto espresso vada a sconfinare nell’ambito del diritto. Qui non vengono lesi i diritti, ma vengono rilevati bisogni reali. I diritti non vengono assolutamente menomati. Andiamo a rilevare e a fare controlli su richiesta, su base volontaria. Ecco perché non ho apprezzato l’intervento di Valentini che ha voluto affermare che i diritti vengono lesi. Non è così. Non si va a mettere le mani in tasca a nessuno.
Alessandro Mancini, Ps
Questo era un provvedimento che anche noi del Ps aspettavamo, era necessario e si doveva introdurre nel nostro ordinamento. Per onestà, non abbiamo scoperto l’acqua calda, sono provvedimenti che esistono in altri Paesi, in Italia si chiama in altro modo. Lo saluto con piacere, è un intervento tardivo che poteva essere introdotto da tempo. Una critica che faccio a Segretario, governo e maggiorana: per introdurre nel nostro ordinamento questa materia- e abbiamo visto il tempo che è servito per farlo- era molto più produttivo, anziché usare lo strumento del decreto, quello della legge. I tempi erano gli stessi e c’era possibilità di maggior confronto. Adesso guardiamo avanti, affrontiamo l’esame dell’articolato, ci sono emendamenti migliorativi al testo e inquadriamolo poi in un ambito di applicazione: la fase 2 sarà rendere applicativo il decreto.
Pier Luigi Zanotti, Rf
Non si può dire che l’Icee sostituisce l’Igr perché non funziona. E’ lo strumento più adatto per accedere a determinate prestazioni, che considerà fattori quale la presenza di membri in famiglia con disabilità. Non è corretto l’approccio di chi sostiene che, siccome la gente nasconde i consumi per non essere controllata, l’Icee allora è controproducente. Quindi non dobbiamo introdurre  un elemento giusto perché alimentiamo i furbetti? Non è un ragionamento giusto. Piuttosto creiamo controlli. L’Icee è su base volontaria, non sarà utilizzato per chi non ha interesse a certe prestazioni, risparmieremo risorse per chi ne ha più bisogno. Introduce gradualmente la cultura che non è tutto dovuto.
Iro Belluzzi, Psd
Finalmente è nato l’Icee che doveva nascere per l’accertamento della capacità reddituale delle famiglie, per poter accedere a servizi che abbiamo conosciuto come ‘erogati a pioggia’, e penso alla sanità. Potrà quindi essere il preambolo per inserire i ticket sanitari, con prestazioni erogate gratuitamente in base ai valori Icee o meno.
Se funzionassero glli uffici preposti- il tributario per l’accertamento dei redditi e l’ufficio del catasto- in una dimensione come quella sammarinese, sarebbe stato semplice poter andare a determinare l’accesso a determinati servizi in funzione delle fasce di reddito. Questo provvedimento ha un valore, ma dimostra il fallimento di alcuni settori dell’amministrazione. Se ci fossimo concentrati maggiormente sulla capacità di controllo dell’ufficio tributario, ulteriori organismi che possono risultare sovrabbondanti, o che vanno a burocratizzare un’amminstraione già troppo ingessata, non avremmo corso il rischio di alimentare sacche di spreco in un’eccessiva burocratizzazione. Però va bene lo strumento per raggiungere determinati obiettivi.
Guerrino Zanotti, Sds Affari interni, replica
L’intervento va  a regolare situazioni in cui i soggetti singoli o i nuclei familiari richiedono l’accesso a provvidimenti pubblici e non è uno strumento fatto per inventarci un altro passaggio che intervenga ancora sui redditi dei cittadini sammarinesi. Non capisco perché si voglia in qualche modo ribaltare quello che è lo scopo e l’obiettivo che vuole raggiungere un decreto come questo e perché gli si vuole dare un significato che il decreto non ha. Non è altro che un regolatore dello Stato per le risorse destinate a famiglie e soggetti meno abbienti. Lungi dall’idea di andare a regolare pagamenti di servizi che oggi non sono a pagamento o di attribuire compiti a uno strumento che ha altra finalità. Potrebbe essere utilizzato per esempio per l’accesso ad asili nido per diminuire semmai la retta, idem per la casa di riposo, per rette agevolate. Questo è il reale scopo che affidiamo allo strumento. Resto perplesso per il voler gettare ombre su uno strumento che non ha finalità diverse da quelle indicate.

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