Consiglio, il resoconto di ieri

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Dopo la pausa del week end, i lavori consiliari riprendono dal comma n.4, relativo alla ratifica dei decreti. La giornata odierna è interamente dedicata al decreto delegato n.37 “Norme sulla tecnologia blockchain per le imprese”, presentato dal Segretario di Stato per l’Industria, Andrea Zafferani. Rispetto alla tecnologia ad alta innovazione e alla sua applicazione per le imprese, che si vuole regolamentare sul Titano, “c’era e c’è opportunità di essere tra i primi a giocarsi la partita in questo ambito- motiva Zafferani- per creare una normativa- sicuramente in progress- ma compiuta e completa”.
Nel lungo dibattito sul decreto, dalle opposizioni sono espresse perplessità sul metodo con cui si vuole introdurre quella che, a detta di tutti, comunque rappresenta un’opportunità per San Marino. Critiche poi sui rischi possibili e sulla struttura delegata alle autorizzazioni, controlli e sanzioni, ovvero la San Marino Innovation, che – rimarcano più consiglieri di minoranza- non è ente pubblico, ma S.p.a. Dito puntato anche sull’opportunità che due consiglieri di maggioranza impiegati in San Marino Innovation possano partecipare al voto di ratifica del decreto.
Dalla maggioranza e da parte dei Segretari di Stato intervenuti- oltre Zafferani anche Podeschi- sono esposte rassicurazioni invece, in particolare sui presidi istituiti, sul rispetto delle raccomandazioni Gafi e sul coinvolgimento diretto con l’Aif. A riguardo, il governo anticipa l’emendamento all’articolo 12 che prevede “intese specifiche attraverso protocolli di intesa con Aif stessa” rispetto l’attività di controlli antiriciclaggio.
I lavori si interrompono poco dopo l’avvio dell’esame dell’articolato, che riprenderà nella giornata di domani. Nel frattempo è stato accolto un emendamento concordato tra Rete e governo all’articolo 2.
Di seguito l’estratto degli interventi odierni.

Comma 4. Ratifica decreti-delegati e Decreti – Legge Decreto delegato n.37 Norme sulla tecnologia blockchain per le imprese

Andrea Zafferani, Sds Lavoro, Industria, Commercio e Artigianato
Come è stato già reso noto, nell’audizione a inizio 2018 in Commissione finanze con il presidente di San Marino Innovation, l’applicazione blockchain per imprese è uno degli ambiti di rilevante interesse per lo sviluppo del sistema economico sammarinese. Abbiamo notato che essendo pochi nel mondo i Paesi con legislazione definita e compiuta negli aspetti che vanno a regolamentare questo settore, c’era e c’è opportunità di essere tra i primi a giocarsi la partita in questo ambito per creare una normativa- sicuramente in progress- ma compiuta e completa. Questa è la nostra peculiarità. In seconda battuta, a detta di tanti previsori, rispetto alle tecnologie che cambieranno la vita nel futuro, questa è identificata in nodo unanime come una di queste. In questi mesi abbiamo potuto capire quante possibilità possa dare la blockchain, è un mondo che si potrà e dovrà evolversi nel tempo, e anche la normativa non termina qui. Si è inteso regolamentare alcuni aspetti di applicazione per le imprese che in questo momenti sono visti in modo interessante per il mercato. Abbiamo voluto non normale i token di pagamento-criptovalute per ragioni di immagine e prudenza. Non era nostro obiettivo assolutamente fare di San Mario il Paese delle criptovalute. Abbiamo voluto invece spingere molto sul fronte dei controlli antiriciclaggio. L’Art.12 in prima lettura era più semplice. Abbiamo fatto approfondimenti tra prima e seconda lettura con l’Aif e siamo arrivati a una stesura nuova ancora più in linea con la raccomandazione Gafi e si è prevista la possibilità di sviluppare intese specifiche attraverso protocolli di intesa con Aif stessa.
Sugli emendamenti: alcune forze di opposizione mi hanno chiesto di poter avere spiegazioni in anticipo, gli è stato inviato il testo relativo. In sostanza abbiamo preso atto delle indicazioni da Bce e Bankitalia, che pur con approcci diversi, ritengono ancora di non poter qualificare i token quale strumento finanziario. Ci siamo mossi in questa direzione evitando ruoli a Banca centrale. Potrebbe essere competenza di Bcsm in futuro, ma in questa fase ci siamo mossi in linea con gli orientamenti delle autorità di vigilanza a livello internazionale che si sono espressi su questi strumenti. Se in futuro ci saranno interpretazioni diverse, ci allineeremo.

Matteo Ciacci, C10
Il decreto mira a rilanciare l’economia del paese e a promuovere il suo profilo altamente tecnologico. Va dato atto a San Marino Innovation e alla Segreteria all’Industria di aver sempre creduto in questo progetto, sfruttando una peculiarità di un nostro paese come il nostro, quella di avere la capacità di produrre normative in tempi rapidi, con precisione e dettaglio. Ciò ci consente di essere altamente attrattivi. La nostra velocità e capacità di sintesi, e lavorare in maniera approfondita su tematiche quale la blockchain, consentono a San Marino di aprire nuovi scenari. Questa tecnologia ad alto valore aggiunto può diventare catalizzatore di app, aziende e strutture che possono sfruttare la nostra infrastruttura. Siccome c’è un collegamento con il sistema finanziario, per far sì che il finanziamento di società avvenga in tutta trasparenza attraverso blockchain, da questo punto di vista si mettono una serie di presidi a livello antiriciclaggio, controlli e verifiche che nel decreto vengono menzionate. Di qui il coinvolgimento di Aif.

Pasquale Valentini, Pdcs
Mi sento di frenare l’entusiasmo del consigliere Ciacci. Riguardo a questo progetto, sul piano della sua gestione, siccome è una vicenda che diventa terreno di qualche cosa che non riguarda solo San Marino ma transazioni e progetti di altri Paesi che possono trovare qui la loro base normativa. San Marino in questo caso dovrebbe offrire il massimo di tutela nel mettersi su strade che già pochi paesi stanno percorrendo. Quando ci si vuole presentare come ‘primi al mondo’, si dovrebbe farlo in forza di una tradizione che fa dire ‘San Marino ha le credenziali per farlo’. E invece facciamo fatica a dire se un imprenditore deve avere o meno residenza sulla base piani industriali, perché non sappiamo chi li controlla e se hanno fondamento, come possiamo diventare la base di transizioni che possono valere tantissimo a livello internazionale e che cosa offriamo come controllo?
Altri paesi hanno legato queste attività a strutture come le banche centrali, con un background sull’accreditamento internazionale, noi lo facciamo invece attraverso una struttura privata. Inevitabile domandarsi: quali sono le garanzie? Come facciamo a essere sicuri che non ci si avventura in spazi rischiosi per il nostro Paese? Che quello che stiamo facendo abbia plauso della vicina Italia o dell’Ue? Credo che queste non siano domande secondarie, ma fondamentali. Io non sono tranquillo. Invece du rafforzare le strutture istituzionali che abbiamo, abbiamo creato agenzie fuori da ogni controllo e sulla base di queste stiamo inventando l’economia del nostro paese. Oggi mi sarebbe piaciuto sentire qui e vedere qui al tavolo, oltre al responsabile dell’ente che dovrà gestire questo, anche i responsabili di Bcsm e Aif che credo abbiano qualcosa da dire.

Marianna Bucci, Rete
Approccio blockchain non è facile per i non addetti ai lavori. Difficile comprenderne a fondo il funzionamento, ma le potenzialità che esprime sono realmente rivoluzionarie in tutti i campi e i settori, nel pubblico come nel privato. A nostro avviso il progetto è altamente interessante: è innovativo, e il fatto che uno Stato sovrano delle nostre dimensioni, che può contare sulla celerità del processo legislativo percorra questa strada, renderebbe la Repubblica da apripista, per una iniziativa positiva. È anche una impresa stimolante, tutta da costruire.
Il secondo motivo per cui è interessate, è quello di avere una prospettiva di sviluppo tecnologico che può rappresentare la strada che ci allontana dal regime off-shore, quello da paradiso fiscale con tutto il significato che racchiude questa definizione. Blockchain è la strada da percorrere ma va rilevato più di un problema: il metodo individuato da Segretario per percorrerlo è sbagliato e improducente. E’ una rivoluzione che si fa cadere dall’alto in maniera autoreferenziale, come fosse proprietà della Segreteria per l’Industria, completamente slegata dal resto del Paese. E’ sbagliato affrontarlo con un decreto delegato scarno, confusionario e autoreferenziale. E’ dovuta passare in mezzo l’Aif, perché i criteri antiriciclaggio sbandierati all’inizio in realtà, non erano definitivi all’interno del decreto. L’emendamento fatto è certamente migliorativo rispetto la versione originaria del decreto. Credo non sia un’orpello, una critica da prendere alla leggera quella del metodo. E’ pericoloso procedere attraverso vie autoreferenziali e che non partono da agenzie già esistenti. II questo modo il progetto rischia di diventare un boomerang. La transizione per la via dello sviluppo non può essere presa in modo superficiale, ma deve essere condivisa e prevista in un quadro normativo più corposo e condiviso. Il Segretario ha rassicurato rispetto alle criptovalute, ha detto che in questa prima fase non ci sono, ma non c’è stata una chiusura a prescindere. Non ho capito se saranno oggetto di una seconda fase o se l’idea è abbandonata.

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs
La blockchain è tematica attuale e già diversi paesi hanno disciplinato questa tecnologia che può portare nuove opportunità di business anche per San Marino. Prima di immettersi in questo segmento ritengo opportuno, se effettivamente tutti gli aspetti sono connessi a una serie di attività che in passato ci hanno portato a finire in liste nere e grigie, che queste possano essere bandite. Per questo motivo una compliance, un avvallo da parte di Banca centrale e Aif darebbe chiarezza e tranquillità. Diversamente credo la blockchain, se correttamente calata nel nostro ordinamento, sicuramente possa portare opportunità di business.

Margherita Amici, Rf
Sulla blockchain ho ascoltato approcci diversi. Il consigliere Valentini ha espresso preoccupazione, non addentrandosi sugli elementi di pericolosità, c’è poi la posizione espressa dal consigliere Bucci che, per quanto critica su alcuni aspetti, ha dimostrato un approccio diverso che parte dalla disamina internazionale. Al netto di critiche legittime, ci tengo a porre all’attenzione dell’Aula un paio di elementi: questo tema è all’attenzione di organismi internazionali, non solo di natura parlamentare, intendo commissioni tecniche in seno agli organismi che hanno affrontato questi temi dagli albori dell’avvento di questa economia. A partire dal Gafi che oggi ha delineato un quadro che sarebbe interessante esaminare. Nelle sue raccomandazioni: il divieto all’uso di queste tecnologie potrebbe portare conseguenze negli Stati che li lascerebbero rimanere indietro rispetto ai paesi che decidono di regolamentare il fenomeno, pur con le dovute cautele. La scelta di regolamentare il fenomeno: per il Gafi è la scelta più opportuna prevede il bilanciamento tra una serie di paletti per i rischi e, d’altra parte, ciò che produce sviluppi di nuove tecnologie, senza rischiare di creare un “gap” tra i paesi. Per l’Ue, il documento di Esma individua dubbi che devono essere sciolti e soprattutto ritiene che la qualificazione dei token- quei ‘gettoni’ che vengono usati per le transazioni blockchain- non deve essere fatta in modo aprioristico. Pur con le dovute cautele, credo sia un passo normativo importante per la nostra Repubblica. Per il consigliere Bucci che non siamo ancora affrancati dal regime off shore, credo invece che il percorso intrapreso da San Marino di abbandono della vecchia reputazione sia ormai consolidato. I riconoscimenti sul piano internazionale sono ogni anno più consistenti. Quando si parla di San Marino come regime off shore è un’affermazione che non corrisponde al vero. Sono i dati inconfutabili che lo attestano.

Iro Belluzzi, Psd
Mi sembra poco opportuno che membri e soggetti che lavorano all’interno di San Marino Innovation si esprimano e si mettano a perorare qualcosa costruito con tutta una serie di forzature. Si interviene- e il consigliere Amici lo ha fatto anche sulla stampa- quando sarebbe stato molto elegante non solo non partecipare al dibattito sul decreto, ma anche che si astenessero sulla ratifica, lei Amici, così come il consigliere D’Ambrosio.

Elena Tonnini, Rete
Per la blockchain, come tutte le innovazioni, chi arriva per primo segna sicuramente un traguardo. Ma è importante dimostrare, anche con i potenziali investitori, la consapevolezza che si tratti di un ambito delicato e dipende sempre come sono usati gli strumenti. E’ importante saper riconoscere elementi di vulnerabilità per prevenire i rischi, ma anche riuscire a garantire ai possibili investitori un attento monitoraggio e un percorso chiaro su chi deve fare cosa. E ancora, è importante dimostrare come Paese di essere in grado di gestire i rischi, attraverso regole, risch legati a chi può sfruttare, per esempio, l’esistenza di confini tra paesi, di giurisdizioni diverse, in modo da non offrire la possibilità di muoversi verso giurisdizioni compiacenti… Nell’introdurre questo strumento a San Marino con decreto, l’approccio non è stato sicuramente quello di garantire un percorso di questo tipo, ovvero di formazione rispetto ai nostri apparati, non c’è un riferimento del personale impiegato per operare in questo settore. Non sto dicendo che nell’istituto preposto non esistano competenze, ma averne poche che accentrino su di sè tutti i poteri non è un vantaggio per un paese che vuole porsi come avanguardia e come lido sicuro per l’approdo a questo strumento. Non c’è stato alcun confronto preventivo, subito si è proceduto con un decreto attuativo che ci immette a piè pari in un mondo complesso e attribuendo potere accentrato a un istituto che per statuto non ha competenze le specifiche attribuite con questo decreto.
Quali sono, Segretario, le ricadute economiche per San Marino nell’immediato, tali da giustificare questa fretta? Perché si vuole introdurre in questo modo questo tipo di attività e di strumento a San Marino? L’impressione è che ci si sia buttati a piedi pari senza avere idee chiarissime in un mondo che è oggetto di dibattito in Europa e nel mondo per le sue complessità.
Il 3 ottobre 2018 il Parlamento europeo ha reso pubblica una sua risoluzione sulla blockchain, si pone l’accento sui numerosi problemi legali giurisdizionali che potrebbero sorgere a seguito di azioni fraudolente e si pone l’attenzione sulla protezione dei dati, di chi accede a questo strumento. Sono elementi che abbiamo approfondito prima del decreto? Si parla della necessità di creare un quadro giuridico compatibile tra gli Stati. Non esiste infatti una regolamentazione generale, né una posizione condivisa tra gli Stati che stanno facendo piuttosto regole ad hoc.

Alessandro Mancini, Ps
Doveva essere una legge con tutta una serie di presidi e controlli. Ma, pur con un emendamento che in qualche modo interviene e corregge, per noi è ancora insufficiente. Questi nuovi veicoli di spostamenti di flussi finanziari hanno certamente caratteristiche positive, ma possono generare anche distorsioni- possono essere veicolo per riciclaggio, scambio di flussi di denari opachi- quindi bisogna inquadrare la normativa nel pieno rispetto delle norme che abbiamo e degli organi di vigilanza che il Paese ha.
Il decreto non va bene per come lo ha impostato, Segretario, per come arriva in Aula e per gli effetti che avrà. Non va bene perché viene affidato tutto a San Marino Innovation che a me fa in realtà paura. Era nata per determinate coordinate e oggi invece tutto passa per San Marino Innovation. La sensazione è che sia diventato un bel rimorchio per gestire e fare politica. Non va assolutamente bene. Le chiedo Segretario di sospendere l’esame del decreto, presentare un Pdl e mettere al tavolo tutti i soggetti che hanno diritti e competenze per discutere questa legge, verrà fuori un progetto più approfondito, con i necessari anticorpi che ad oggi non ha. Non riesco a capire il perché di questa accelerazione.

Alessandro Bevitori, Ssd
Intervengo per confermare il nostro supporto della maggioranza a questo decreto, per compiacerci con il lavoro fatto della San Marino Innovation e dal Sds Zafferani in questi due anni di impegno nel progetto. Mi sento di tranquillizzare i consiglieri che mi hanno preceduto. La tecnologia blockchain potrà intervenire per l’efficentamento della macchina pubblica, nei servizi pubblici e non, per esempio ci permetterà di avere tutti i dati sanitari in maniera più fruibile e snella, per consentire il monitoraggio dei pazienti in modo più celere, idem per i dati statistici, per la possibilità di fare un pagamento del parcheggio pubblico.., tutti servizi che girano attorno alla tecnologia blockchain. Per una volta dovremmo essere tutti contenti in Aula e riconoscere che, per una volta, San Marino non arriva in ritardo, ma siamo ‘quelli più avanti’ nel portare avanti con determinazione questa tecnologia.
Con le cryptovalute ne restiamo fuori. Non c’è intenzione di cimentarsi in questo momento perché lì ci possono essere dei rischi e non vogliamo portare avanti questo settore che è sensibile sotto l’aspetto della sicurezza. Questo decreto viene condiviso con Banca centrlae, con Aif, che è organismo preposto all’antiriciclaggio e all’antiterrorismo e segue tutte le raccomandazioni internazionali del Gafi. Non si fa qualcosa di garibaldino, senza i necessari approfondimenti, stiamo seguendo regole e consigli degli organismi internazionali preposti. Massimo supporto a questo decreto dalla maggioranza e ringraziamo il Segretario di Stato.

Roberto Ciavatta, Rete
Blockchain è bella, ma bisogna vedere come la si fa. Blockchain è anche token di secondo livello, attività di investimento che si prevede sia autorizzata a monte dalla vigilanza, quindi da Bcsm. Non è ininfluente se l’autorizzazione deve passare per antiriciclaggio. Noi stabiliamo invece che una Spa, la San Marino innovation, bypassi tutti i presidi di tutela messi in campo dal Paese: rischiamo di fare dieci passi indietro. Che tipo di risposta possono avere la Bce o Bankitalia se stabiliamo che a San Marino si possono fare investimenti autorizzati da un ente privato. Ente che nasce dai partiti e vede al suo interno, dal primo momento, assunzioni al’interno di partiti politici e nasce da una sfiducia patologica del Segretario per la pubblica amministrazione. Ma nella Pa esistono norme di tutela. A partiie dalle assunzioni e dagli appalti. In una prossima legislatura credo San Marino Innovaton dovrà essere largamente rivista, a partire dal personale, non può essere un avamposto della politica.

Marco Podeschi, Sds Cultura e Istruzione
Anzichè discutere di questo decreto si è aperto un dibattito più ampio. Fare i processi alla intenzioni fa parte del ruolo delle opposizioni, ma quando parliamo di blockchain è un tema importante che può attrarre risorse al Paese in tutta trasparenza. L’attività che ha fatto il governo è in linea con la moderazione e l’equilibrio, si stanno esplorando le ragionevoli possibilità di un settore ad alta innovazione. E nei prossimi anni bisognerà vedere che sviluppo avrà, non solo a San Marino. Lo stesso Draghi parla di un settore ad alta innovazione e seguito dalla Bce, che è lungi dall’inibire questo settore. Se poi partiamo dal processo a San Marino innovation, ricordo che il Parco scientifico e tecnologico non mi sembra abbia prodotto chissà quali risultati. E’ chiaro che sarà un settore di nicchia e che andrà attentamente monitorato per vedere anche le ricadute che avrà. Le attività che sta portando avanti San Marino Innovation hanno senso per sviluppare questo specifico settore. Tutti qui ci riempiamo la bocca con lo sviluppo, poi se si fa qualcosa non va mai bene. La si vuole buttare in bagarre politica parlando di altro, qui ci sono aspetti che possono portare legittime opportunità di sviluppo e il decreto fa questo. San Marino ha facoltà di fare leggi in modo rapido e non ci vedo nulla di male nel portare avanti questo. Il governo crede in questo progetto, non è che ci possiamo inventare innovatori dall’oggi al domani, ma ci sono opportunità per sviluppare un nuovo settore che può dare un piccolo e significativo contributo per il lancio dell’economia di San Marino.

Marco Gatti, Pdcs
Tutti coloro che mi hanno preceduto hanno sottolineato l’importanza delle possibilità che si possono sviluppare attraverso la tecnologia blockchain, ma i rilievi mossi dovrebbero fare riflettere l’Aula. Si toccano aspetti legati a finanza e antiriciclaggio e come lo affrontiamo non è indifferente, perciò da grande opportunità può diventare un grande problema per il Paese.
Generalmente in tutto il mondo chi fa sanzioni, dà autorizzazioni e chi regolamenta sono autorità pubbliche o uffici pubblici. Questa legislatura si sta caratterizzando anche su un tema come questo per il fatto che chi dà autorizzazioni e sanzioni e incentivi non è un ente pubblico ma una spa, ovvero un operatore economico. Tutte le garanzie che hanno autorità ed enti pubblici non ci sono negli operatori economici: le assunzioni sono libere e si devono portare utili… Il Consiglio vuole demandare funzione di controllo e sanzione a una Spa. Vi inviterei a riflettere. Draghi ha parlato di questo tema, dicendo che tutte le vigilanze bancarie lo stanno seguendo. Appunto vigilanza bancaria.
Siete sicuri che i token di utilizzo non possono essere utilizzati per fare riciclaggio? Io non lo sono. Un momento di riflessione lo prenderei. Malta per regolare questo settore non ha fatto un decreto delegato, ma tre leggi. Come mai per ‘arrivare prima degli altri’ utilizziamo accorciatoie che potrebbero diventare un boomerang per la Repubblica? Noi come partito non abbiamo presentato emendamenti, abbiamo molte domande che avremmo voluto affrontare con la vigilanza Bcsm, Aif, tra partiti e con i tecnici che si occupano di informatica, per capire come cogliere questa opportunità nel contempo con tutte le garanzie necessarie.

Jader Tosi, C10
Rispetto alle pratiche di controllo vi sono alcuni soggetti che sono interessati, naturalmente Aif è stata interpellata e ha dato la possibilità di regolamentare i controlli. Il problema per il Paese è uscire dal loop per cui si ha paura di fare qualsiasi cosa e dove si arriva a dire che la Pa è l’unica garanzia. Credo che le garanzie siano nelle leggi e nell’applicazione delle leggi. Ci sono già le possibilità per cui, se c’è un’anomalia, questa venga perseguita. Il problema non è iniziare un percorso con la blockchain, ma far sì che questa ennesima possibilità non ce la bruciamo perché non è cambiato il modo di pensare nel Paese. Infine, quando si parla di società di diritto privato, vorrei ricordare al’Aula che anche Bcsm è un soggetto privato, a partecipazione di soggetti privati, e questo non ci fa dire sia un pericolo per la Repubblica.

Dalibor Riccardi, Gruppo misto
Blockchain è sicuramente un’opportunità, anche l’arrivare primi, sono considerazioni che non mi sento di strumentalizzare però, attenzione Segretario. E’ difficile fare approfondimenti su questo tema, essendo una questione molto, molto tecnica, però mi deve spiegare, Segretario, perché oggi un istituto come San Marino Innovation, che ha 5/6 persone nel proprio organigramma, riesca ad avere poteri di supervisione, regolamentazione e sanzionatori su questo circuito. Bankitalia sta ancora effettuando tavoli di approfondimento, ma noi riusciamo a dare a San Marino Innovation tutti questi poteri? Magari, se avessimo avuto un Pdl e non un decreto, certe spiegazioni potevano essere date in commissione. Segretario sospenda questo decreto e si parta con l’iter di un progetto di legge specifico.

Gian Matteo Zeppa, Rete
Siete fuori di testa nel paragonare quello che deve fare San Marino Innovation a quello che svolge Banca centrale. Supervisionare, sanzionare, fare regolamenti, monitorare funzioni..questo secondo voi lo fa una Spa? Un codice operatore? Parificate l’acqua con il vino. Si hanno enti a partecipazione statale che bypassano la funzione pubblica, come per Public Netco. Ce ne sono tanti ormai di spa, enti ricollocati- come le poste, la public Netco- che bypassano la funzione della vigilanza pubblica. Se non sbaglio, questo decreto è stato presentato a Milano, non qui. Bisogna che chi lo porta avanti rifletta sulla realtà dove siamo. Si vogliono dare a un operatore economico poteri assurdi, piuttosto che mettere in sicurezza le strutture che già ci sono per poter interagire.

Davide Forcellini, Rete
Mi chiedo chi a casa, non addetto ai lavori, possa aver capito qualcosa da questo dibattito. In molti abbiamo parlato di blockchain, ma nessuno ha spiegato cosa sia questa tecnologia. In linea di principio tutti riconosciamo sia una tecnologia innovativa e importante, ma di fatto un cittadino è giusto capisca cosa questa applicazione, se calata nella sua realtà, va a portare. Si vede di nuovo lo spostamento dalla realtà dei cittadini e rispetto quella dell’Aula, in cui ci si ferma alla sperficialità delle cose.

Pier Luigi Zanotti, Rf
Leviamo subito il campo dall’equiparare token a criptovalute, questa tecnologia è uno scossone a tutta la finanza internazionale e lo ha detto l’Fmi. Il problema è che ci sono due rischi per i paesi che non lo regolamentano: chi lo vieta resterà indietro e rischierà l’esclusione dall’economia che ci sta dietro a questa tecnologia. Ma anche l’ignorarla è rischioso per il rischio di attività abusive. Vietare e ignorare sono due atteggiamenti non possibili. L’unica strada è quella del regolamentare. Problema riciclaggio: Gafi ha sostenuto che l’uso dei token che andiamo a regolamentare non presenta il rischio riciclaggio perché sono voucher.

Andrea Zafferani, Sds Industria, replica.
Rispetto alle sprezzanti parole del consigliere Ciavatta, rivolte ai professionisti che lavorano in San Marino innovation, sottolineo due aspetti: sia la struttura operativa di Smi, scelta tutta con procedura ad evidenza pubblica, sia il management, scelto con procedura diversa, sono lì per procedure, non per approcci politici. Sottolineo poi che il management di San Marino Innovation, come dovrebbe essere per tutti i management, sarà valutato sulla base dei risultati che porterà per il Paese. Prodursi in giudizi sprezzanti in questo momento mi sembra più frutto di dinamica politica.
Malta: mi risulta che già debbano cambiare le normative, e con l’iter di legge la cosa non è agevole. Di qui cerchiamo di imparare dagli errori. Ovvero è importante agire con uno strumento legislativo che si possa modificare in modo agevole rispetto alle evoluzioni, è opportuno poi ci si possa adeguare in linea agli standard internazionali. Si è criticato il fatto che San Marino Innovation sia una spa privata che ha tanti poteri: ma non è una semplice spa privata, è una società con lo statuto approvato per legge perché esercita funzioni pubbliche. Ha funzioni specifiche, discusse oltre un anno fa, quando abbiamo modificato le sue funzioni per decreto. Questo non tanto perché non andasse bene il Parco scientifico tecnologico, o meglio l’incubatore di impresa, quella funzione è rimasta, ma se ne sono aggiunte altre.
Lo statuto di Smi prevede funzioni: tra cui quelle di agenzia per la certificazione e abilitazione per l’innovazione tecnologica delle imprese. E’ una realtà al 100% dello Stato. Riguardo agli strumenti di controllo disposizione: spesso si è discusso in Aula del rapporto mastodonticità di una struttura e la sua capacità controllo, per buon controllo non serve avere una struttura mastodontica. Stiamo parlando quindi di attività in progress e di controllo da fare su specifiche attività. Sono state attivate collaborazione con strutture legali di alto livello che fino ad ora hanno operato gratuitamente e non è irrilevante. Saranno inoltre attivati protocolli specifici con Aif per l’antiriciclaggio e il controllo, previsti dall’articolo n.12. Sul rapporto con l’Italia, nell’incontro avuto con il viceministro Galli abbiamo illustrato il cambiamento della San Marino Innovation e chiesto di rivedere il protocollo intesa e la sua rinegoziazione: il Mise ha avviato un tavolo tecnico coinvolgendo anche alcuni professionisti che sono dentro al nostro comitato scientifico. Stiamo cercando sinergie e collaborazioni con l’Italia, non certo di farci concorrenza.

Repubblica di San Marino, 20 Maggio 2019/01

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