Consiglio, prosegue l’esame dell’assestamento di bilancio

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Nel pomeriggio prosegue l’esame dell’articolato del Pdl Variazione al Bilancio di Previsione 2019 . Viene respinto l’emendamento Art. 2 bis presentato dai consiglieri del gruppo misto Tony Margiotta e Giovanna Cecchetti per impegnare il Sds per il Turismo a portare in Aula, entro il 31 luglio, un piano di interventi per il settore turistico-commerciale per il 2019 e per il triennio successivo. Viene concordato invece un emendamento di Rete con il governo – e poi approvato- perché sia predisposta una ricognizione sugli strumenti normativi relativi all’incentivazione dell’occupazione.

Si riapre il dibattito – e lo scontro- in Aula con  il secondo emendamento del governo del “pacchetto crescita”, l’Art. 2 ter “Benefici supporto alle imprese”. Da parte dell’opposizione viene rinnovata la richiesta di ritiro dell’emendamento e sono riproposte le critiche presentate sia nel dibattito generale di ieri, sia sul metodo espresse anche al “2 bis”. L’emendamento prevede “apposito Decreto Delegato per istituire un sistema di benefici atti sostenere lo sviluppo economico della Repubblica di San Marino, nonché di incentivare l’occupazione e il suo consolidamento, attraverso l’accesso ad agevolazioni di natura economica e fiscale volte a favorire la realizzazione di progetti imprenditoriali pluriennali di investimento destinati alla qualificazione, internazionalizzazione, diversificazione e consolidamento delle imprese”.  Per godere dei benefici e degli incentivi, i requisiti richiesti sono un valore minimo dell’investimento pari a 1 mln di euro e “l’impegno ad assumere a tempo indeterminato nel corso del periodo dell’investimento almeno 10 unità aggiuntive iscritte nelle liste di avviamento al lavoro oppure, qualora l’incremento delle unità lavorative impiegate sia superiore alle 20 unità, un numero di iscritti alle liste di avviamento al lavoro pari almeno al 50% dell’incremento occupazionale”.
Nel motivare il provvedimento, il Sds Guidi spiega la volontà di  “dare un segnale di sostegno alle imprese che, all’interno del nostro territorio, stanno avviando nuovi progetti, con capitale proprio, nella direzione di andare anche verso la creazione di nuovi posti di lavoro e assunzioni”. Dall’opposizione, Iro Belluzzi, Psd, chiede di portare in Aula la proposta solo dopo ampia condivisione e dopo una verifica di tutti gli incentivi esistenti, per poi trasferirli in via definitiva in una legge organica e non attraverso “l’ennesimo decreto”. Per Dalibor Riccardi, Gruppo misto, l’articolo “grida vendetta”, in particolare perché ripropone il sistema del credito di imposta. “In questo Paese allora chi paga le tasse,-  chiede- solo ed esclusivamente fasce più deboli, pensionati e aziende che non hanno possibilità di fare questi investimenti, questo è un governo di sinistra?”. Anche Pasquale Valentini, Pdcs, mette sotto la lente il credito di imposta, poiché “il primo effetto del provvedimento saranno minori entrate per l’erario”. Roberto Ciavatta, Rete, stigmatizza il procedere “piegando le leggi alle specifiche richieste dei singoli”. Alessandro Cardelli, Pdcs, punta il dito contro il metodo di “affrontare il tema dell’incentivazione delle imprese attraverso emendamenti mai visti prima da opposizione, parti sociali e associazioni datoriali”. Tony Margiotta, Gruppo misto, storce il naso sull’intervento che ritiene “studiato per qualcuno e per mettere una bandierina, visto che siamo già in campagna elettorale”. Anche secondo Gian Carlo Venturini, Pdcs, “alcuni emendamenti del governo hanno odore di campagna pre elettorale”. Per Federico Pedini Amati, Mdsi, si va di fatto a prevedere una minore tassazione: “Tanto vale far pagare il 5% e non il 17% di aliquota, qui ci caliamo pure i pantaloni”.

Dalla maggioranza Matteo Ciacci, C10, ribatte sottolineando come l’emendamento nasca da esigenze reali: “E’ frutto di un confronto diretto con le imprese- sottolinea- prevede un meccanismo di pianificazione fiscale che l’azienda deve presentare”. Spiega quindi il sistema del credito di imposta: “In base al volume stimato delle entrate per lo Stato, una parte di questo introito viene restituito allo Stato stesso, attraverso un credito di imposta”.  Alessandro Bevitori, Ssd, stigmatizza chi dall’opposizione esprime solo critiche e chiede il ritiro del provvedimento: “Così non si sta facendo un buon lavoro”, lamenta. Al contrario esprime “massimo supporto a interventi che vanno incontro alle aziende esistenti che continuano a investire e credere nel nostro sistema”. Alle critiche replica Andrea Zafferani, Sds Industria: “Le imprese che vogliono investire oggi hanno a disposizione solo il regime di detassazione degli utili reinvestiti- spiega- che non è tanto rispetto anche quello che offre l’Italia, perciò offriamo un pacchetto benefici che prevede anche maggiori impegni stabiliti in decreto e sanciti in convenzione”. Nessuna iniziativa clientelare: “Il regime di accesso è previsto, non ci inventiamo chi può accedere- ribadisce- non si fa caso per caso”. E soprattutto: “Il provvedimento è urgente- evidenzia-  mentre qui facciamo un sacco di chiacchiere e rinvii, l’economia non ci aspetta”. E ancora: “Questi investimenti possono essere fatti anche fuori San Marino- ammonisce- se il sistema non è competitivo, ecco perché è urgente”. Alla fine del lungo dibattito, l’emendamento 2 Ter viene approvato con 29 voti favorevoli, 18 contrari 18, e un non votante.

L’Aula quindi respinge un emendamento di Rete (2 ter, ex quater decies) e passa a dibattere sul terzo emendamento del governo del pacchetto crescita,  Art. 2 quater “Reddito di sostentamento e inserimento lavorativo – RESlL” volto a garantire un reddito per le persone ultracinquantenni con difficoltà di reinserimento nel mondo del lavoro. Dall’opposizione si ripetono le critiche espresse in sede di dibattito generale, l’intervento viene ribattezzato come reddito di cittadinanza, intervento a pioggia, si sottolinea la sua inapplicabilità per mancanza di risorse e si punta il dito contro la sua finalità “elettorale”. La maggioranza e l’esecutivo al contrario rimarcano la necessità di intervenire a sostegno di una categoria debole che ha perso ammortizzatori sociali e ha forti difficoltà nel reinserimento lavorativo.  Con l’approvazione dell’emendamento 2 quater si chiude infine la seduta pomeridiana. L’esame dell’articolato proseguirà in seduta notturna.

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