Maggioranza: il regime agevolato non è il “forfettario”

L’approvazione dell’articolo di legge che offre la possibilità alle micro imprese di usufruire di un regime semplificato nei rapporti con l’amministrazione pubblica e con il fisco, raggiunge una molteplicità di risultati, ma il primo fra tutti è quello di aiutare i piccoli imprenditori a vincere la sfida con la burocrazia.

Il provvedimento transitorio, in quanto sperimentale e valido solo per i prossimi tre anni, mira in particolare a sostenere quei giovani che intendono avviare una propria attività lavorativa autonoma, ma anche i lavoratori autonomi con livelli minimi di fatturato.

Non si tratta assolutamente di regime forfettario, come hanno voluto far credere coloro che si oppongono ad ogni provvedimento che va a favore delle imprese.

Chi infatti avrà le caratteristiche per accedere a questo regime agevolato, manterrà l’onere della registrazione e presentazione della propria contabilità che dovrà essere parametrata con gli indici definiti dalla legge. Nel caso gli indici rientrino nell’intervallo previsto, il piccolo imprenditore potrà mantenere il regime semplificato, fra cui quello di contribuire con imposte calcolate in base a algoritmi predefiniti.

Sono quindi del tutto erronei gli interventi che hanno fatto credere a regimi del passato che portavano a concordare i redditi in via forfettaria e preventiva. Assolutamente assurde anche le ipotesi che portano a definire il provvedimento come se fosse in contrasto con le normative europee. Quasi tutti gli Stati europei hanno istituito forme agevolate per le micro imprese fissando tetti di fatturato che vanno dai 18 mila euro della Germania agli 80mila della Francia.

Tutto ciò, agevolando l’impegno delle piccole imprese nel rapporto con la burocrazia e con il fisco (ad esempio si valutava la possibilità di dare a chi rientra nei requisiti la possibilità di avere sedi in open sharing, di essere esentato dalle minimum tax, all’eliminazione di adempimenti burocratici), ma anche rendendo più facile, e immediatamente operativo, il compito dell’Ufficio Tributario che potrà valutare con più attenzione un numero limitato di contribuenti.

Il provvedimento influirà in positivo sul gettito fiscale perché incentiverà le micro imprese ad accettare i livelli di contribuzione definiti dall’ufficio tributario e consentirà a quest’ultimo, finalmente, di effettuare le verifiche tributarie grazie ai nuovi strumenti messi a sua disposizione già dal dicembre scorso quale la possibilità di incrociare dati in possesso della Pa, l’utilizzo di appositi programmi informatici e l’accesso ai conti correnti.

L’articolo, che dopo la discussione in aula ha trovato sostegno anche da parte di qualche esponente dell’opposizione, è stato modificato con l’impegno di lavorare ad un testo normativo da inserire nel prossimo assestamento di bilancio di settembre attraverso un confronto con tutte le forze politiche, sociali ed economiche. Il provvedimento richiederà un significativo periodo di definizione operativa e di certo verrà elaborato con una forte collaborazione fra tutte le componenti.

Articoli correlati

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *