Consiglio, approvata la commissione di inchiesta e sì unanime alla legge salvabanche

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La sessione consiliare straordinaria, concentrata in una giornata, vede all’ordine del giorno tre progetti di legge relativi al sistema bancario-finanziario. I primi due Pdl, rispettivamente presentati uno da maggioranza e l’altro dall’opposizione, mirano a istituire una commissione consiliare di inchiesta.  Le forze di minoranza chiedono che sotto la lente della commissione vi siano “presunte responsabilità politiche o amministrative legate alle recenti vicende che hanno coinvolto Banca Cis”, mentre per le forze di Adesso.sm al vaglio dei commissari devono essere le crisi bancarie in senso lato. Il terzo Pdl invece, frutto del tavolo di lavoro tra forze politiche, sociali e categorie, introduce nell’ordinamento sammarinese “Strumenti di risoluzione delle crisi bancarie a tutela della stabilità del sistema finanziario”.
A inizio lavori, fin dai primi interventi, viene annunciato l’accordo raggiunto tra tutti i gruppi per far confluire in un unico Progetto di legge le due proposte per l’istituzione di una commissione di inchiesta, attraverso un emendamento unico. A livello bipartisan viene sottolineata la valenza dell’intesa: “Quando la politica fa politica, ed è in grado di assumersi responsabilità, poi le soluzioni arrivano”, commenta Alessandro Mancini, Ps. “Oggi con questi Pdl si danno risposte al sistema- prosegue- al Consiglio Grande e Generale e alla cittadinanza”. Tony Margiotta, Gruppo Misto, evidenzia come l’intesa non fosse scontata: “E’ stato difficile- ammette- ma con la volontà di riuscire a trovare una soluzione, siamo arrivati oggi in Aula con un accordo importante”. Per Alessandro Cardelli, Pdcs, il pdl in un’unica versione è “di portata storica”. E’ il Progetto di legge “salva-Cis”, aggiunge, ma “guarda anche alle altre banche, è una risposta importante per dare strumenti immediati al Cis e anche a tutto il sistema”. E’ soprattutto, aggiunge, “un messaggio di pacificazione e di grande fiducia”. Iro Belluzzi, Ps, ribadisce la soddisfazione  “perché la politica, tutta quanta, ha saputo trovare, attraverso un serrato confronto, una sintesi corretta e giusta”, a partire dal Pdl per le risoluzioni delle crisi bancarie, poi sui successivi Pdl. Per Roberto Ciavatta, Rete, era doveroso affiancare il Pdl sulla risoluzione delle crisi bancarie con l’istituzione di una Commissione di inchiesta. “Ci potrà dare qualche possibilità in più per non venire ulteriormente presi in giro”.  Dalla maggioranza, Giuseppe Maria Morganti, Ssd, sostiene la validità degli strumenti introdotti: “Dobbiamo correre ai rimedi dopo anni di mancati controlli e di mancata assunzione di responsabilità”. Per Matteo Ciacci, C10, “l’approccio silenzioso e responsabile” della politica ha dato i suoi frutti, ovvero “la condivisione delle soluzioni, il fare chiarezza sulle situazioni, il ridare fiducia nel sistema”. Infine, Roberto Giorgetti, Rf, sottolinea l’importanza dell’istituzione di una commissione di inchiesta “con il compito di appurare responsabilità di natura politica che hanno attinenza con il nostro sistema bancario e finanziario”.
Dopo l’accoglimento della procedura d’urgenza, viene infine messo ai voti l’Emendamento unico sottoscritto da tutti i gruppi, che sostituisce i due Pdl, facendoli confluire in un unico testo.  Il nuovo Pdl“Istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta su presunte responsabilità politiche o amministrative che hanno coinvolto la società Credito Industriale Sammarinese-Banca Cis e sulle crisi bancarie”viene approvato all’unanimità. I lavori riprenderanno nel pomeriggio per licenziare l’ultimo Pdl all’ordine del giorno “Strumenti di risoluzione delle crisi bancarie a tutela della stabilità del sistema finanziario”.

I lavori consiliari del pomeriggio hanno subìto un’accelerata, con l’esame dell’articolato del Progetto di legge “Strumenti di risoluzione delle crisi bancarie a tutela della stabilità del sistema finanziario”, presentato dai gruppi consiliari di maggioranza e sottoposto a procedura d’urgenza (come il pdl approvato in mattinata).
Il progetto di legge, come spiega la sua relazione accompagnatoria, è promosso dalla Segreteria di Stato per le Finanze, ma vi hanno lavorato i tecnici di Banca Centrale ed “è stato ampiamente discusso e condiviso da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Grande e Generale, dalle organizzazioni sociali più strettamente coinvolte nella gestione dei fondi pensione e dell’Abi, Associazione bancaria sammarinese”. Nei contenuti, “introduce strumenti innovativi ed efficaci per gestire situazioni patologiche di dissesto bancario- prosegue la relazione- alternativi alla liquidazione coatta amministrativa, volti a preservare il valore dell’attività bancaria e a elevare il grado di protezione dei depositanti”. E soprattutto, con la nuova normativa “viene garantita una protezione per tutti i depositanti- prosegue il testo- che trova una sua mitigazione solo per limitate e ben delineate categorie, tra cui i soggetti che hanno concorso al dissesto della banca, con debiti verso lo Stato, residenti in giurisdizioni non cooperative in ambito internazionale”. Terminato velocemente l’esame dell’articolato e degli emendamenti, senza interventi di dichiarazione di voto, l‘intera legge è infine stata approvata all’unanimità con voto palese e la sessione consiliare straordinaria si è conclusa.

Di seguito un estratto degli interventi del dibattito della seduta della mattina e poi la relazione sulla legge salvabanche.

Dibattito generale

Alessandro Mancini, Ps
Alcune considerazioni generali su questo difficile parto, ha messo in evidenza che quando la politica fa politica, ed è in grado di assumersi responsabilità, poi le soluzioni arrivano. Oggi con questi Pdl si danno risposte al sistema, al Consiglio Grande e Generale e alla cittadinanza. Al sistema perché la legge sulla risoluzione di crisi bancarie introduce nella Lisf una parte che oggi non aveva. Prima di oggi, in caso crisi bancaria, dall’amministrazione straordinaria si andava direttamente alla liquidazione coatta. Oggi invece si può gestire in maniera più proficua e meno devastante una crisi bancaria. La parte più importante, non dimentichiamocelo, dovrà essere a carico dello Stato, per questo la legge introduce tutta una serie di azioni volte al recupero di quanto più possibile, ove ci sono stati sbagli, siano amministratori, soci o apparati della banca, per ridurre al minimo l’intervento dello Stato e della collettività. Ma non bastava, bisognava irrobustire il messaggio nei confronti di chi ci ascolta e vive il paese e dovrà fare sacrifici. Ecco perché i gruppi di opposizione nella scorsa sessione consiliare hanno proposto l’Odg per una commissione d’inchiesta su banca Cis, un Odg che con soddisfazione l’Aula ha approvato, anche grazie ai voti di maggioranza, e abbiamo sottolineato che aveva vinto il Paese.
Oggi con la legge sulla risoluzione di crisi bancarie e con l’avvio delle commissioni d’inchiesta, su cui quella di opposizione e di maggioranza troveranno una sintesi, si partirà su banca Cis, poi si andrà a verificare cosa può esser successo nel resto del sistema bancario. Condivido con soddisfazione il  raggiungimento di una certa maturità politica, abbiamo fatto u buon servizio al paese.
Giuseppe Maria Morganti, Ssd
Esprimiamo soddisfazione per le procedure seguite nella definizione di questi Pdl e per l’individuazione di strumenti più idonei perché le crisi bancarie possano avere risposte, introducendo attenuanti rispetto al processo di liquidazione coatta. La crisi del sistema si è ingenerata soprattutto perché la gestione del credito è stata del tutto inappropriata e ha determinato una difficile gestione. E oggi dobbiamo correre ai rimedi di anni di mancati controlli e di mancata assunzione di responsabilità, per cui è necessario recuperare. Per farlo gli strumenti appaiono in linea con le necessità: il fatto che venga fatta chiarezza sul Cis, ma anche sul sistema generale, affinché le procedure che hanno dato adito alla definizione di un problema così grave debbano esser messe in chiaro, affinchè il Consiglio grande e generale possa adottare tutti i provvedimenti necessari. Siamo impegnati in prima linea affinchè questo possa accadere e perchè si adottino tutti gli strumenti necessari. Il percorso sappiamo sarà complesso: oggi le norme, domani le azioni. Le azioni devono iniziare al più presto, e speriamo già da lunedì questo Pdl dimostri fiducia e serietà. Mi auguro i provvedimenti odierni possano portare a questo.
Matteo Ciacci, C10
Si è dovuto approfondire e lavorare per un progetto di legge sulle risoluzioni delle crisi bancarie, per fornire soluzioni reali e contingenti alle difficoltà del nostro sistema bancario, che derivano dagli anni passati. Ci troviamo di fronte a una crisi rilevante, questo è sicuramente un primo passo importante che ci consente di guardare con strumenti diversi eventuali dissesti bancari, evitando il più possibile la Lca, salvaguardando il principio di garantire con pienezza i depositati. E’ un messaggio che deve essere lanciato con forza per dare fiducia alla nostra realtà. Il ‘mea culpa’ deve essere fatto da tutte le forze politiche, dopo aver parlato e stumentalizzato eccessivamente rispetto al sistema bancario. L’approccio invece silenzioso e responsabile che deve essere tenuto ci porta 1) a poter condividere delle soluzioni, 2) trovare modi per  fare chiarezza e 3) rigenerare-speriamo- fiducia nel sistema. E’ auspicabile che si possa uscire quest’oggi da questo Consiglio Grande e Generale straordinario, appunto, affermando il principio che a San Marino si garantisce con pienezza tutti i depositanti, proteggendo di più rispetto a ciò che avviene in altre giurisdizioni. Gli altri proteggono solo fino 100 mila euro, noi proteggiamo di più, noi siamo a salvaguardia del sistema e a salvaguardia dei depositanti. Parallelamente, l’altro messaggio che dobbiamo dare è che c’è l’obiettivo di evidenziare le responsabilità di coloro che hanno causato dissesti bancari. E’ un messaggio molto forte perché nel momento in cui lo Stato si fa anche carico di tale dissesti è anche giusto evidenziare la responsabilità di chi questi dissesti poi- con le loro azioni e la malagestio- li ha generati. Da questo punto di vista noi crediamo che questo progetto racchiuda un pochino questi semplici principi, che mi sembrano talvolta ovvii, e che però vengono messi nero su bianco in un progetto di legge. E’ anche ovvio che tutto ciò non basta e che tutto ciò dovrà essere correlato ad una serie di azioni per rilanciare il sistema bancario, ridando fiducia agli organismi tecnici, chiedendo la rendicontazione dei risultati da parte di Banca Centrale e degli organismi intermedi, ma soprattutto individuando le traiettorie con opportune sinergie con la politica, per addivenire nel più breve tempo possibile a scenari diversi, innovativi per il nostro sistema bancario, per aprire il sistema, per ragionare di memorandum con Banca  d’Italia, per capire quali possono essere le traiettorie di sviluppo. Siamo partiti correttamente.
Roberto Ciavatta, Rete
Partirò dal punto c), la legge per le risoluzioni delle crisi bancarie, su cui ha lavorato tutta la politica, insieme alle parti sociali. E’ un Pdl necessario, richiesto dalla contingenza di una banca, ma necessario anche per eventuali prossime crisi bancarie. E’ uno strumento messo a disposizione del sistema e del paese, per intervenire durante una crisi, al di là degli strumenti attuali. E’ un pdl che serve- alla faccia dei gufi della stampa internazionale che dicevano che a San Marino ci sarebbe stato il bail in- a salvare tutti i correntisti. Noi oggi siamo forse l’unico stato in Europa in cui ogni correntista è garantito. Certo è una legge non risolutiva e può richiedere un intervento consistente da parte dello Stato. Nel momento in cui potenzialmente lo Stato potrebbe intervenire aggredendo proprietà e amministrazione della  banca in risoluzione, intervenenendo con soldi pubblici, era doveroso affiancare a questa legge l’avvio di una commissione d’inchiesta per verificare cosa è successo all’interno delle banche, è un ulteriore elemento di garanzia per la cittadinanza. Lo Stato interverrà in maniera più ridotta perché recupererà crediti e depositi anche da amministratori e soci, che sono meno tutelati rispetto altri, ma garantisce anche lo Stato di andare a verificare cosa sia susccesso e chi ha responsabilità per far pagare chi non l’ha mai fatto. E’ un passo per una nuova fiducia, ma non risolutivo.  Con questa legge prendiamo tempo, anche con il sostegno dello Stato, per evitare che i correntisti perdano depositi e i dipendenti il lavoro. Ma non è una misura risolutiva delle crisi. C’è necessità per la politica di avviare trattative con la Repubblica italiana per arrivare finalmente al Memorandum of understanding, solo quando il paese si allineerà rispetto al suo principale interlocutore vi sarà per San Marino possibilità di investitori e raccolta. Oggi dobbiamo vigilare perché, in situazione di crisi e disperazione per chi ha interesse a coprire quanto successo in quella banca, ci potremmo trovare di fronte a falsi investitori. La Commissione di inchiesta ci potrà dare qualche possibilità in più per non venire ulteriormente presi in giro.
Iro Belluzzi, Psd
C’è rammarico per non aver adottato la stessa modalità in un recente passato, per risolvere una crisi bancaria che ha minato la credibilità di un intero settore. Ma c’è anche grande soddisfazione perché la politica, tutta quanta, ha saputo trovare, attraverso un serrato confronto, una sintesi corretta e giusta sul Pdl per le risoluzioni delle crisi bancarie. A fronte tutto quello che può essersi verificato in un recente passato, ma anche più lontano, era necessario- anche poiché si richiama lo Stato a garantire la situazione di correntisti e depositanti negli istituti colpiti da crisi- andare a verificare se ci fossero state cattive gestioni e la possibilità di recupero, per minimizzare l’impegno dello Stato stesso. E’ un primo passo, auspico la politica tutta si metta nelle condizioni di costruire un sistema-paese per far fronte agli oneri.
Tony Margiotta, Gruppo Misto
Anche io voglio esprimere soddisfazione per aver trovato una modalità per concordare al meglio i progetti di legge che andremo a discutere e a votare oggi. La politica ha fatto la politica. E’ stato un confronto importante ed è importante uscire dal Consiglio grande e generale con un Pdl che possa dare soluzioni immediate per correntisti, famiglie e aziende. Era importante uscire con un pdl legato alla chiarezza su quanto accaduto su uno degli istituti più discussi negli ultimi anni. E importante è capire cosa è successo nel sistema bancario sammarinese. E’ stato difficile, ma con la volontà di riuscire a trovare una soluzione siamo arrivati oggi in  Aula con un accordo importante. Spiace anche a me che si arrivi a ciò solo dopo due anni e mezzo di scontri dentro e fuori all’Aula, con le parti sociali e datoriali, che invece sono state coinvolte in questo progetto di legge, un metodo che doveva essere portato avanti fin dall’inizio e spero davvero che da oggi si possa cambiare metodologia per dare soluzioni al Paese.
Alessandro Cardelli, Pdcs
E’ un pdl di portata storica, per la prima volta in questa legislatura si è riusciti a trovare un accordo sulle banche. E dopo due anni di richiesta del Pdcs sulla commissione di inchiesta si è trovato accordo su un unico Pdl per istituire una commissione sul Cis e su quanto richiesto dalla maggioranza, rispetto all’intero settore. Eviteremo i costi di due commissioni d’inchiesta e daremo un segnale di pacificazione nel Paese. Le difficoltà del comparto bancario sono sotto gli occhi di tutti e questo è un grande segnale di fiducia per il sistema. Con il Pdl è stato fatto un passo in avanti, avrà valenza costituzionale, vengono dati poteri importanti alla commissione, si andrà a fare luce richiedendo testimonianze e se verranno evidenziate responsabilità penali, saranno da vagliare dall’autorità giudiziaria, la commissione vaglierà le responsabilità politiche. E’ il Pdl “salva-Cis”, ma guarda anche alle altre banche, è una risposta importante per dare strumenti immediati al Cis ma anche a tutto il sistema, è un messaggio di grande fiducia, e verrà adottato immediatamente per questo. Ma dal momento che si chiedono allo Stato impegni, si chiedono anche verifiche su Cis e sugli istituti in crisi. Finalmente un segnale di dialogo e riappacificazione, credo ci sia stata grande responsabilità da parte delle forze politiche di maggioranza per arrivare a questo, il Pdl nasce dall’opposizone, per la prima volta l’adozione di questi tre pdl in questa legislatura fa dire che si è arrivati a una svolta.
Roberto Giorgetti, Rf
Con questo Pdl che andremo ad approvare si aggiungono altri strumenti per affrontare le situazioni di crisi bancarie. Serve nello specifico per banca Cis, ma ha valenza più generale. I punti salienti: permette di tutelare in maniera completa sia gli interessi dei risparmiatori, sia lo Stato, se chiamato a intervenire a sostegno delle crisi bancarie. Il progetto iniziale presentato da Bcsm è stato oggetto di confronto e revisione articolati, credo sia stato fatto un ottimo lavoro. Ci dotiamo di uno strumento importante, non risolutivo delle crisi, ma offre elementi per articolarle in modo migliore. Sono anche introdotti strumenti come le azioni di responsabilità, per chi avesse prodotto danni ai risparmiatori, allo Stato o al sistema. Contestualmente andremo ad approvare l’istituzione di una commissione di inchiesta, con il compito di appurare responsabilità di natura politica che hanno attinenza con il nostro sistema bancario e finanziario. Come maggioranza, abbiamo proposto un Odg per l’esame complessivo delle situazioni bancarie, è stato approvato l’Odg dell’opposizione per approfondire le dinamiche Cis. Credo sia di buon senso affrontare il Cis, ma poi anche altre situazioni. Le commissioni di inchiesta non possono essere l’alibi per il nostro tribunale: rilevare responsabilità penali o civili non spettano alla commisisone di inchiesta, ma al nostro tribunale.

            Emendamento unico, sottoscritto da tutti i gruppi, che sostituisce i due Pdl facendoli confluire in un unico testo. Dichiarazioni di voto /Approvazione all’unanimità.
Matteo Ciacci, C10
Questi ultimi giorni hanno dimostrato che quando la politica mostra responsabilità si riescono a trovare le sinergie necessarie e dovute. Andiamo ad istituire una commisisone d’inchiesta che va a recipire i due Odg approvati in Aula, uno in riferiemnto al Cis, mentre l’altro Odg proposto dalla maggioranza proponeva di far chiarezza su tutte le crisi finanziarie, perché i dissesti si sono generati nel tempo. Si è trovata disponibilità nell’istituire un’unica commissione che affronterà prima, con una relazione, il Cis, e poi tutte le altre crisi bancarie. Per la sintesi trovata in ufficio di presidenza e questa mattina, ringrazio le forze di opposizione che avevano la posizione di definire due commissioni poi insieme, per ragioni operative e di efficacia, si è deciso di procedree con un’unica commissione. Grazie a chi ha fatto un passo indietro per un obiettivo più grande. Sono state definite, per prima cosa, le ragioni di incompatibilità per chi può o meno far parte della commissione. Ci accingiamo ad approvare questo Pdl che ha un obiettivo preciso condiviso da tutta l’Aula, visto che ci accingiamo ad appprovarlo in procedura d’urgenza. Da adesso in avanti si potrà lavorare per fare chiarezza su vicende che ci hanno portato a dibattere costantemente, sia in Aula che nel paese, per appurare responsabilità prettamente politiche del dissesto Cis o di altre crisi bancarie. Le responsabilità che riguardano gli amministratori o chi si è reso responsaible a livello di gestione le definiremo in altro modo, nell’altro Pdl sulle risoluzioni delle crisi bancarie.

Alessandro Cardellli, Pdcs
Voteremo il Pdl, siamo molto soddisfatti per il testo condiviso, credo sia un ottimo segnale di riappacificazione per il sistema.

Di seguito il testo parziale della Relazione accompagnatoria al disegno di legge “Strumenti di risoluzione delle crisi bancarie a tutela della stabilità del sistema”, sottoscritta dai gruppi di maggioranza, Rf, C10 e Ssd:

            “Il presente progetto di legge introduce nuovi strumenti nella gestione delle crisi bancarie affinché il risparmio dei depositanti venga maggiormente tutelato anche rispetto a quando già predisposto dalle leggi vigenti e le risoluzioni delle crisi bancarie possano essere çondotte generando il minor impatto possibile sul sistema economico. Al testo, promosso dalla Segreteria di Stato per le Finanze, hanno lavorato i tecnici di Banca Centrale ed è stato ampiamente discusso e condiviso da tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio Grande e Generale, dalle organizzazioni sociali più strettamente coinvolte nella gestione dei fondi pensione e dell’Associazione Bancaria Sammarinese.

PREMESSA
La banca è una impresa soggetta a una regolamentazione speciale in ragione del tipo di attività svolta, fondata sulla raccolta del risparmio presso il pubblico e l’esercizio del credito, “Risparmio” cui la Repubblica riconosce un rilevante valore sociale” (come anche richiamato nell’art. 3 della Legge n. 96/2005, Statuto della Banca Centrale). Il carattere “speciale” della banca si ravvisa non solo nella conduzione ordinaria dell’attività tipica che connota- per così dire – la fisiologia della banca, ma anche quando questa entra in situazione di crisi, per la gestione della quale la legge definisce una serie di procedure straordinarie a controllo amministrativo, tra cui l’Amministrazione Straordinaria, la sospensione degli organi amministrativi per finire, nelle condizioni caratterizzate da patologie irreversibili, la Liquidazione Coatta Amministrativa (c.d. LCA).
Le banche sono quindi destinatarie di una disciplina dell’insolvenza definibile, da un lato, “amministrativa”, in quanto il loro fallimento è sottratto alla giurisdizione dei tribunali (con l’eccezione dell’unico momento giurisdizionale costituito dalla dichiarazione di insolvenza) e, dall’altro, “speciale” tenuto conto degli interventi pubblici effettuati per salvaguardare la stabilità del sistema.  Le procedure sopra descritte rappresentano una modalità di trattamento delle situazioni di crisi, reversibili o meno, dell’impresa bancaria in linea con quanto previsto nella maggior parte degli altri ordinamenti statali, ma anche per mantenere immutata la fiducia che i depositanti hanno nel sistema bancario, vero cardine su cui si fonda la stabilità del sistema finanziario nel suo complesso (art. 3 legge 96/2005).

In linea con queste finalità i sistemi bancari hanno nel tempo definito e quindi rivisto ed aggiornato, vari strumenti per la gestione delle crisi bancarie, di cui la presente legge rappresenta una ultima possibile evoluzione.
In particolare, il presente progetto di legge si riferisce, con le modalità di seguito descritte, alla gestione delle crisi acute dell’impresa bancaria, ossia quelle che nel quadro normativo attuale troverebbero sbocco unicamente nella Liquidazione Coatta Amministrativa. Con la presente normativa, viene garantita una protezione per tutti i depositanti che trova una sua mitigazione solo per limitate e ben delineate categorie (soggetti che hanno concorso al dissesto della banca, con debiti verso lo stato, residenti in giurisdizioni non cooperative in ambito internazionale).  Al riguardo, occorre comunque ricordare che la Repubblica di San Marino ha siglato nel 2012 un accordo con l’Unione Europea (Convenzione Monetaria) che prevede il recepimento dell’aquis comunitario e quindi anche della Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), contenente al suo interno forme di riduzione del passivo (c.d. Bail In) di derivazione europea.  Il recepimento di tale direttiva è previsto nel corso del presente anno, tuttavia il Governo ha ritenuto opportuno, stante l’attuale situazione del sistema finanziario, procedere in una direzione diversa, finalizzata a garantire con pienezza tutti i depositanti, salvo appunto limitate categorie di soggetti

IL QUADRO NORMATIVO ATTUALE

Il quadro normativo attualmente vigente prevede sostanzialmente due procedimenti straordinari: l’Amministrazione Straordinaria e la Liquidazione Coatta Amministrativa.  Le finalità dei due procedimenti sono fondamentalmente diverse. L’Amministrazione Straordinaria (AS), prevista dagli articoli 78 e seguenti della LISF, ha come fine principale la rimozione delle irregolarità e il risanamento della banca, a tal fine può prevedere anche la sospensione dei pagamenti e la restituzione dei beni ai terzi ma solo per un periodo transitorio. Nella AS quindi la banca è in uno stato reversibile di crisi, un obiettivo perseguito attraverso la temporanea sostituzione degli organi amministrativi e di controllo. Liquidazione Coatta Amministrativa (LCA) si attua invece quando la banca versa in una situazione irreversibile di crisi, in cui non è più possibile intervenire per la rimessa in bonis dell’istituto e quindi l’unico fine perseguito dalla procedura è l’ordinata liquidazione dell’attivo, per garantire il soddisfacimento massimo e in maniera paritaria per tutti i creditori di pari categoria (es. creditori in pre deduzione e creditori chirografari). A tal fine la procedura si apre con l’immediata, se non già presente, sospensione del pagamento delle passività e della restituzione dei beni ai terzi e può prevedere o meno, durante la procedura, la dichiarazione dello “stato di insolvenza”. Alle due diverse finalità delle procedure presentate corrispondono anche aspettative differenti circa il futuro dell’impresa che di conseguenza comportano impatti in termini di valutazione degli attivi e quindi di equilibrio economico patrimoniale.  L’Amministrazione Straordinaria è basata sul concetto di “continuità aziendale”: la banca sarà rimessa in bonis per cui gli attivi della medesima sono valutati nell’ottica della continuazione dell’attività di impresa (o going concern secondo la dizione anglosassone). Nel caso della Liquidazione Coatta Amministrativa invece viene meno il principio della continuità aziendale e gli attivi della banca sono valutati secondo criteri di smobilizzo dei beni (o pronto realizzo – gone concern). Tale principio comporta una nuova valutazione di tutti i beni, anche se già valutati in sede di AS, con criteri liquidatori e, quindi, di conseguenza l’insorgere di maggiori rettifiche di valore che possono determinare od aggravare un eventuale deficit di bilancio, inteso come situazione nella quale esiste un attivo di valore inferiore al passivo.  In particolare, nel caso di una LCA tutti i beni che non hanno un proprio valore di mercato, come ad esempio i crediti di imposta, sono oggetto di svalutazioni importanti che possono arrivare anche ad azzerare il valore del bene, ma come detto anche i medesimi beni già oggetto di svalutazioni in una AS dovrebbero a loro volta essere nuovamente svalutati, determinando di fatto un decremento sostanziale delle possibilità dei depositanti di poter accedere ai propri fondi, per effetto di una sostanziale insussistenza parziale dell’attivo.

Per le ragioni sopra esposte, negli ultimi tempi le normative bancarie degli stati occidentali, in particolare quelli europei, si sono orientate verso strumenti diversi di gestione delle crisi, determinando un ampliamento delle possibilità di intervento, ad oggi un ulteriore elemento rilevante in tale contesto è la progressiva perdita di fiducia dei depositanti nelle banche in generale, non quindi solo a San Marino. In tale contesto anche una situazione di crisi reversibile, gestibile quindi con una Amministrazione Straordinaria, può divenire per effetto della mancanza di fiducia e del conseguente ritiro dei depositi, una situazione irreversibile che conduce alla Liquidazione Coatta Amministrativa.

Il complesso delle dinamiche sopra esposte ha reso quindi opportuno l’intervento che vari Stati hanno già deciso, introducendo strumenti di gestione delle crisi bancarie maggiormente efficienti, in grado quindi di ridurre gli effetti negativi per gli stakeholders delle stesse, con particolare riferimento a depositanti e dipendenti.

I PRINCIPI CARATTERIZZANTI LA NUOVA LEGGE

Per finalità di chiarezza espositiva, di seguito sono esposti in via preliminare alcuni principi qualificanti l’articolato di legge, in quanto particolarmente importanti per comprenderne le finalità e le modalità applicative.  Uno dei primi principi alla base della normativa sulla risoluzione è rappresentato dalla volontà di garantire la massima protezione ai depositanti, come già esposto ed oggetto di qualificazione di dettaglio in seguito, grazie all’ampio intervento dello Stato, sui piani finanziario e fiscale. Tenuto conto di tale impegno da parte dello Stato, la legge rafforza i presidi di controllo e di repressione, pur nel rispetto della normativa vigente, per i soggetti che hanno concorso al dissesto, al fine di non agevolare fenomeni di “azzardo morale”, spiegati dalla letteratura economica come la situazione in cui un soggetto è disposto ad assumere più rischi qualora le eventuali perdite patrimoniali che ne dovessero conseguire non ricadono su chi ne ha deciso l’assunzione.  Il concetto di “dissesto” è alla base della normativa in esame e costituisce, per il quadro normativo esistente in materia bancaria, un istituto nuovo. Il dissesto è previsto nella normativa in tre forme, anche alternative tra loro: un livello di attività inferiore a quello delle passività, che presuppone un azzeramento del capitale ed un deficit patrimoniale;
l’impossibilità della banca di pagare le proprie passività alla scadenza;
il mancato rispetto dei requisiti per il mantenimento dell’autorizzazione a seguito di perdite subite o previste, tali da azzerare il patrimonio di vigilanza. Le tre forme di manifestazione del dissesto sono peraltro contemperate dalla possibilità di un intervento tempestivo per ripristinare l’equilibrio patrimoniale, di liquidità o, nel terzo caso, in presenza di un piano di riallineamento approvato dalla Banca Centrale. In tali casi il dissesto viene assorbito e la procedura di Risoluzione non si attiva.

I primi due presupposti sono tra quelli previsti anche per la procedura, alternativa alla Risoluzione, di Liquidazione Coatta Amministrativa, così come previsto all’art. 85 della Legge 165/2005 (LISF) qualora gli elementi alla base dell’Amministrazione Straordinaria (art. 78 della LISF) siano di “eccezionale gravità.

Per quanto concerne le modalità di attuazione della Risoluzione, appare rilevante evidenziare che tale istituto può essere attivato dalla Banca Centrale nell’ambito dell’esercizio delle funzioni di vigilanza, quindi non necessariamente per una banca già sottoposta all’Amministrazione Straordinaria, al pari di quanto previsto dalla legge (art. 85 della LISF) anche per la Liquidazione Coatta Amministrativa. 5

L’attuazione della Risoluzione segue un principio cardine di particolare importanza: la rimozione del deficit patrimoniale costituisce l’elemento di partenza da cui scaturiscono tutti gli elementi della procedura, in assenza del quale o in presenza di elementi che non rimuovono in maniera effettiva il deficit di capitale, l’intera procedura di Risoluzione non può attivarsi e la banca ha come unica prospettiva la Liquidazione Coatta Amministrativa.

La rimozione del deficit patrimoniale viene eseguita tramite un intervento dello Stato con una procedura che prevede il passaggio in Commissione Finanze, per un vaglio politico che autorizza l’intervento finanziario per la predetta rimozione.  La presenza di un deficit patrimoniale determina, preliminarmente, un immediato azzeramento del capitale sociale e con questo dei diritti di voti degli azionisti, che quindi vengono esclusi dalla procedura di Risoluzione.  Gli strumenti della Risoluzione, espressi all’art. 3, sono applicati (individualmente o in combinazione tra loro) solo a seguito della rimozione del deficit e quindi su una banca in possesso di un attivo di qualità ed in grado di rimborsare il passivo.  Tra i cardini della procedura di Risoluzione assume rilevanza il concetto di interesse pubblico, che viene rilevato all’art. 4 comma 8, per indicare come nei ricorsi giurisdizionali amministrativi previsti ai sensi del precedente comma 7, sia presunto fino a prova contraria che la “sospensione dei provvedimenti sarebbe contraria all’interesse pubblico”.  Inoltre nel successivo comma 9 del medesimo articolo è prevista la possibilità per il giudice di annullare il provvedimento lasciando “… impregiudicati gli atti amministrativi adottati o i negozi giuridici posti in essere dalla BCSM sulla base del provvedimento annullato”. Infine, sempre nel medesimo articolo, il comma 10 prevede che l’Autorità di Vigilanza possa ottenere dal giudice la sospensione di ricorsi amministrativi per “… un periodo congruo al perseguimento degli obiettivi della risoluzione”.
(…) In conclusione, l’articolato sottoposto all’esame dell’Aula introduce strumenti innovativi ed efficaci per gestire situazioni patologiche di dissesto bancario, alternativi alla liquidazione coatta amministrativa, volti a preservare il valore dell’attività bancaria e a elevare il grado di protezione dei depositanti”.

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