Patologia degenerativa dell’anca: al via corso d’aggiornamento

Si terrà mercoledì 3 luglio il corso di aggiornamento sullo stato dell’arte della patologia degenerativa dell’anca, che risulta una delle articolazioni più colpite da malattie di tipo degenerativo-artrosico e anche da patologie congenite.
Il corso prenderà il via dalle 14:30 nella sala “Il Monte” all’Ospedale di Stato e vedrà alternarsi negli interventi il Direttore della UOC Ortopedia di San Marino Lorenzo Ponziani e i dottori Francesco Di Caprio, Simone Grana, F. Tentoni e Ombretta Davoli.

Il corso abbraccerà un po’ tutti gli aspetti dei problemi riguardanti l’articolazione dell’anca, affrontando la clinica ambulatoriale, cioè come visitare il paziente e quali indagini richiedere a seconda del sospetto diagnostico, per passare poi alla fase terapeutica, sia incruenta che chirurgica, per finire poi con le complicazioni e la rieducazione. Si tratta di un corso rivolto a tutti gli operatori sanitari, dai Medici di Medicina Generale ai chirurghi ortopedici e non, ai fisiatri/fisioterapisti, agli infermieri di reparto, ambulatorio e di sala operatoria. Sarà utile soprattutto il confronto nella discussione, tra specialisti ortopedici e le altre figure sanitarie, nell’ottica di diminuire i dubbi e le incertezze dei percorsi diagnostico-terapeutici.

La patologia degenerativa dell’anca, intesa come artrosi, necrosi o conseguenza di patologie post-traumatiche o congenite, è assai elevata. In Italia si impiantano più di 160.000 protesi all’anno. Sul territorio sammarinese l’incidenza si conferma altrettanto alta con una media annuale di di circa 90-100 impianti protesici all’anno (considerando anche i casi post-traumatici e le revisioni). Recentemente si sta affermando la pratica della viscosupplementazione con infiltrazioni ecoguidate di acido ialuronico e, a breve, partirà anche la tecnica di infiltrazione con cellule mesenchimali autodonate dallo stesso paziente attraverso il tessuto adiposo (è già stata programmata una prima seduta il 31 luglio).
Molto importante è anche la gestione della diagnostica ambulatoriale. Una corretta valutazione clinica iniziale, associata alla richiesta degli esami strumentali più idonei porta a molteplici vantaggi immediati come diagnosi più precoce, maggiori possibilità di successo delle terapie conservative e un più corretto utilizzo delle risorse del sistema sanitario sammarinese.
Inoltre va ricordato che dal punto di vista strettamente chirurgico, le protesi totali d’anca vengono impiantate nel 90% dei casi, con tecnica mini invasiva, che parte dal presupposto di ottenere l’impianto protesico senza ledere i tendini ed i muscoli circostanti l’articolazione, con accessi di ampiezza molto contenuta (circa 10 cm in genere). Tale tecnica di rispetto dei tessuti molli periarticolari si traduce clinicamente in minor dolore post operatorio, recupero più veloce della deambulazione e di conseguenza all’attività lavorativa.

Il corso di aggiornamento precede poi l’incontro “surgeon to surgeon” cioè tra chirurghi ortopedici specializzati nella protesica d’anca, sul tema della chirurgia mini invasiva e che avrà luogo il 3 e il 4 luglio. La due giorni, coordinata dal dottor Lorenzo Ponziani, vedrà a San Marino la presenza di chirurghi ospiti provenienti da diversi ospedali italiani che si confronteranno sulle varie tecniche, patologie e casi particolari, con momenti anche di live surgery nelle sale operatorie dell’Ospedale di Stato.

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