Il film “The_startup” in ambasciata

Si è tenuta questo giovedì nella magnifica sede dell’Ambasciata d’Italia, la terza serata della rassegna cinematografica “Non sembiava immagine che tace”, giunta alla sua seconda edizione. Il cineforum, voluto da sua Eccellenza Guido Cerboni e dal Presidente della Società Dante Alighieri San Marino Franco Capicchioni, si è riconfermato valido appuntamento della vita culturale sammarinese. Completamento estivo delle altre iniziative della Dante, permette infatti ai cittadini e ai residenti di godere di pellicole italiane che hanno avuto scarsa distribuzione nelle sale, ma che, come testimonia il sottotilo “La rabbia liquida”, trattano temi attuali e interessanti, quali appunto il lavoro e le relazioni personali nell’Italia postmoderna.

Il film proiettato giovedì, introdotto dalla prof.ssa Maria Elena D’Amelio, docente di scuola superiore esperta in “media studies”, è stato il brillante “The_Startup”, racconta la parabola umana di Matteo Achilli (interpretato dal notevole Andrea Arcangeli), un ragazzo della periferia romana che finisce per inventare un nuovo social network. Quando infatti il suo allenatore di nuoto gli antepone il figlio dello sponsor della squadra, crolla per il protagonista ogni illusione di meritocrazia. Così, in una Milano spietata e resa ancora più tagliente dalla crudele fotografia, il giovane persegue la sua rivincita, ideando una “app” che classifichi in modo oggettivo la carriere di ognuno.

Il regista Alessandro D’Alatri, rifacendosi a una storia vera e ispirato dal celebre film statunitense “The social network” di David Fincher sul fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, trae dal modello americano il montaggio veloce, strumento perfetto per raccontare una realtà “liquida” e vertiginosa come (e forse più) di quella degli anni Ottanta raccontata da un’altra celebre pellicola imprenditoriale, “Wall street”. Di grande interesse e spessore i controversi temi che la pellicola affronta, dalle logiche di internet ai nuovi media, passando per la nuova economia, il successo lavorativo e i rapporti personali in un mondo furiosamente velocizzato, in cui ogni istante si assottiglia il confine tra pubblico e privato.

Fruttuoso e colmo di tanti argomenti il dibattito fra i convenuti, innescato e guidato con perizia dalla D’Amelio, che non ha mancato di sottolineare i risvolti psicologici, sociali e politici ed economici della storia di Alessandro D’Alatri.

Il prossimo e ultimo appuntamento del cineforum di quest’anno è per giovedì 29 agosto, alle ore 21.00, sempre presso l’Ambasciata d’Italia in Città (in caso di maltempo la proiezione si tiene nell’accogliente sala interna, con il film Ci vuole un fisico (Alessandro Tamburini, 2018); ingresso fino a esaurimento dei posti.

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