Istanze d’Arengo, chiesto di abrogare la legge che vieta il Partito fascista

Abrogare la legge che vieta la costituzione del partito fascista

Una richiesta che probabilmente non verrà ammessa, ma che sta già facendo discutere. Si tratta dell’Istanza d’Arengo presentata domenica ai neo insediati Capitani Reggenti Luca Boschi e Mariella Mularoni da parte di un cittadino sammarinese, Piergiovanni Volpinari, che nell’oggetto chiede: “Abrogazione della Legge n. 24 del 29 agosto 1959”.
Quella legge che si chiede di abrogare è quella che vieta la costituzione del partito fascista e configura come reato l’apologia del fascismo.
I pochi articoli da cui è composta prevedono infatti:

Art. 1.
E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista.
Art. 2.
Costituisce reato anche l’apologia del fascismo fatta con qualunque mezzo.
Art. 3.
La costituzione o organizzazione o direzione di associazioni, enti o gruppi, sotto qualsiasi denominazione, da parte di persone assoggettate al sindacato straordinario costituito con legge 23 ottobre 1944 e condannate nel procedimento relativo, o assoggettate ad epurazione in seguito al giudizio disposto con legge 16 novembre 1944, fornisce la presunzione che le associazioni, gruppi od enti, siano costituiti in violazione del divieto di cui all’art. 1.
Art. 4.
I contravventori alla disposizione della presente legge saranno puniti con la prigionia da tre a sei mesi, e con la multa da L. 5000 a L. 20.000.
Le pene possono essere aumentate di un grado per i promotori o dirigenti.
Art. 5.
La presente legge entra in vigore subito dopo la sua pubblicazione.

Qual è la spiegazione contenuta nell’Istanza? Perché sarebbe “in contrasto con l’articolo 3 della Dichiarazione dei Diritti e dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese”, di fatto cioè la Costituzione di San Marino. Inoltre il sammarinese istante aggiunge che la legge che impedisce la costituzione del partito fascista sarebbe in contrasto anche con la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo.
Inoltre viene compiuta anche una breve ricostruzione storica di quando fu approvata la legge nel 1950: “La legge in oggetto – scrive – era stata approvata dal Consiglio Grande e Generale da 32 Consiglieri di maggioranza e 11 contrari”. L’istante ricorda i voti contrari di alcuni esponenti e come successivamente ci furono anche delle ulteriori controversie legali riguardanti l’Associazione Patriottica Indipendente del Lavoro che diedero ragione alla stessa associazione. Come ultima motivazione addotta nella richiesta di abrogazione, perché “limita la libertà di opinione dell’uomo” e “sarebbe in contrasto con i principi e le tradizioni dei nostri avi, che hanno voluto per primi nel mondo l’abolizione della pena di morte e hanno sempre aborrito leggi eccezionali e discriminatorie per i cittadini”.

Una richiesta quindi, che se sarà accettata dagli organismi deputati al vaglio sarà poi discussa in Consiglio Grande e Generale nel prossimo semestre.

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