Sfumata vendita di Banca Cis, interviene Mohamed Ali Ashraf

Sulla vendita, poi non concretizzatasi, di Banca Cis, che anima ancora il clima politico sammarinese e che è oggetto di indagini in Italia e a San Marino interviene anche Mohamed Ali Ashraf.

“Nel corso degli ultimi mesi la mia persona è stata a più riprese ed in svariati contesti impropriamente ed indebitamente citata talvolta quale “grande debitore” di Banca CIS, talaltra quale persona responsabile di aver condotto il dott. Turki ad arrecare chissà quale danno alla citata banca ed alla Repubblica.

Non solo. Qualche testata giornalistica sia cartacea sia on line, in pieno dispregio del segreto  bancario ed istruttorio e della normativa in materia di privacy, ha brutalmemente disvelato dati e documenti riservati afferenti ai miei rapporti bancari, condotta che non ho mancato di contrastare depositando in data 14/02/2019  innanzi al Tribunale di San Marino una atto di denuncia-querela per fatti gravi e circostanziati.

In una violenta escalation di dichiarazioni schizzofreniche, inveritiere e di rango denigratorio si è giunti sino alle ultime dichiarazioni ai miei danni”.

Ashraf si riferisce alle dichiarazioni di un consigliere e dell’ex commissario della Banca e continua:

“Ciò detto, posto che sino ad ora è stata mia ferma intenzione astenermi dal replicare alla straripante ondata di fango che è stata a più riprese versata sul sottoscritto derivanti da scie di odio e famelismo che connotano il corrente periodo storico sammarinese, ben conscio delle numerose future esternazioni e repliche che ne conseguiranno, intendo tuttavia precisare che il sottoscritto, residente in Italia da oltre 25 anni presso un domicilio (e ciò a beneficio di chi con bramosia se lo chieda) più che notorio a tutti, appartiene ad una nota famiglia egiziana, ha condotto sino alla laurea i propri studi in Egitto ed all’estero, parla fluentemente 5 lingue e, sin dall’inizio della propria attività imprenditoriale, dispiegatasi in varie linee di impresa, ha da sempre conseguito numerosi reward e riconoscimenti professionali in ambito sia italiano che internazionale.

L’attività che il  sottoscritto quotidianamente svolge è dunque del tutto difforme dalla  casuale ed estemporanea presentazione del dott. Turki agli allora azionisti di maggioranza di Banca CIS, attività che invero non ha creato altro che nocumento alla mia persona e, probabilmente, anche alla persona del dott. Turki. Il rapporto con Banca CIS, caratterizzato da una linea di credito destinata allo svolgimento della mia attività lavorativa debitamente garantita da una  iscrizione ipotecaria su un terreno dal valore considerevolmente capiente, ha, lo confermo con ancor più chiarezza, unicamente cagionato al sottoscritto danni economici, professionali e reputazionali. Solo a titolo esemplificativo, a nessuno sfuggirà la vicenda (rimbalzata sulle consuete testate) collegata alle tre autovetture dal sottoscritto del tutto integralmente saldate e, ciononostante, per effetto di una intestazione difforme rispetto alla mia persona, dallo stesso istituto indebitamente utilizzate allo scopo di rinforzare garanzie a beneficio di terzi fraudolenti debitori, estranei al sottoscritto, ciò integrando fattispecie criminose che sono al momento al vaglio della Magistratura.

In ragione di quanto sopra, al precipuo scopo di tutelare la mia onorabilità, censuro fermamente siffatte deplorevoli esternazioni provenienti da fazioni politiche e giornalistiche miranti unicamente a gettare discredito su persone che, contrariamente a quanto si sostenga, hanno sempre condotto una vita lavorativa seria e decorosa, operando con profitto in ambito internazionale”.

Ashraf conclude poi che “In caso contrario, è evidente che ne risponderà secondo Giustizia, al pari di coloro che riversano gratuite illazioni sulla mia persona”.

Articoli correlati

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *