RF contro i “Qualunquisti della politica estera”

Qualcuno timidamente sostiene che “i rapporti con l’Italia sono pessimi”, altri invece definiscono le azioni di politica estera come delle “gaffes”, altri ancora sostengono che “l’Accordo con l’UE vada interrotto e vadano fatti accordi strategici con l’Italia”. Questa ultima affermazione, per onor di cronaca, va ricondotta non solo a quelle forze politiche più movimentiste, ma anche a un celebre ex Segretario di Stato agli Esteri, in una sua recente conferenza stampa programmatica.

In tutto questo vespaio di grandi opinionisti ed esperti di Politica Estera, la recente intervista al Prof. Moavero Milanesi, Ministro degli Esteri del precedente Governo italiano, fa chiarezza su molti punti.

Innanzitutto è necessario spiegare una volte per tutte un concetto basilare. L’Italia è membro dell’Unione europea e, in quanto tale, è soggetta ai vincoli europei. Dunque un accordo con uno Stato terzo, come San Marino, coinvolge necessariamente anche l’Ue. La revisione della Convenzione del 1939, iniziata solamente grazie all’azione politica del Segretario Nicola Renzi (prima nessuno ne parlava, oggi tutti ne straparlano a vanvera), non può prescindere da un percorso più ampio di integrazione di San Marino all’Ue. Lo stesso Moavero Milanesi chiarisce che “il suo rinnovo e la sua modifica, richiede un’analisi congiunta con l’Ue, come è stato confermato durante i lavori portati avanti nel corso del 2018 e del 2019” e che “vedo i rapporti bilaterali con l’Italia e i più ampi con l’Ue, come strettamente complementari, in un’armonia che è comune interesse garantire”.

Questo concetto che a noi pare fondamentale, evidentemente non lo è per alcune forze politiche che, ci sfugge il motivo – impreparazione? qualunquismo? – continuano a sostenere il contrario. Speriamo, negli interessi del Paese e del suo rilancio economico, che queste forze politiche che si dicono pronte a governare si ravvedano presto e, piuttosto che ascoltare i consigli di mentori nostrani squalificati – appartenenti a quello che fu l’ambiente politico e bancario – prendano atto della realtà.

Repubblica Futura sostiene la continuità dell’attività di Politica Estera intrapresa dal Segretario Nicola Renzi, ovvero il perseguimento con convinzione dell’Accordo di Associazione all’Ue e il rafforzamento dei rapporti con l’Italia, tramite anche la revisione della Convenzione del ‘39, come due percorsi complementari e sinergici.

Per ottenere questi risultati sono necessarie determinazione e competenza, cose che Repubblica Futura ha e che purtroppo sembrano latitare in altre forze politiche, più pronte a raccontare “belle storie” – poi neppure tanto accattivanti – che a lavorare a testa bassa per il bene del Paese.

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