Andreani (Libera): “Sindacato da riformare”

“Ieri ho indicato le 7 cose da fare senza meno per far ripartire il Paese. E da fare subito! Da imprenditore provo sempre rabbia quando vedo una cosa che potrebbe partire con facilità che invece viene rallentata o bloccata del tutto dai giochini politici e dalle manie di protagonismo.
Oppure da qualcuno che dice che i giochi non si possono fare a quelle condizioni perché l’utile del 49% per la società è troppo alto.
Io però mi ritengo un matematico all’antica e penso che il 49% di 10.000.000 di euro (che è l’utile che abbiamo ad oggi come nostro introito dei giochi) sia molto inferiore ad una cifra di 40/50.000.000 di euro e quindi, se anche dovessimo dare il 49% a dei professionisti internazionali del settore, rimarrebbero sempre a noi 20/25.000.000 di euro.

Non voglio essere frainteso: il confronto per un governo è fondamentale. Ma le scelte devono essere prese dalla politica, che rappresenta tutti e non solo una parte.

Purtroppo infatti anche nell’ultima legislatura, ma accade da molti anni, è emerso che il sindacato sia diventato quasi più un organo politico che amministrativo o di rappresentanza, che, tra l’altro, è guidato dalle solite 4 o 5 facce che sono lì da 30 anni.

Forse è anche per questo che il sindacato è fermo alle battaglie di allora. Io dico che il sindacato va riformato. Serve un sindacato più moderno, che lavori per il bene dei lavoratori con la piena consapevolezza che senza gli imprenditori e le imprese non c’è lavoro. Occorre potenziare le trattative di secondo livello.
In questo contesto ritengo sia ora di abolire la quota che si versa in automatico al sindacato. Dico in automatico perché con la strategia del versamento della %, il lavoratore che vuole rinunciare va incontro ad una burocrazia enorme e perdita di tempo.

So bene che in tanti Sammarinesi la pensano come me. Ora avete la possibilità di portare questi temi sui tavoli politici votando le giuste persone. Avete il potere nelle vostre mani. Usatelo per rendere San Marino un paese migliore.”

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