Area Democratica spinge per il congresso in SSD

Non ci è dato sapere se le ultime indiscrezioni giornalistiche corrispondano a verità, dato che è dal 23 dicembre scorso che non si riunisce un organismo del nostro partito.

Così Area Democratica, la corrente minoritaria di SSD che continua:

Di certo però ci arrivano con sempre più insistenza, le voci che vogliono una parte di SSD impegnata a imprimere un’accelerazione decisiva verso la costituzione di Libera e sembrerebbe che il principale obiettivo sia quello di impedire la celebrazione dell’assemblea congressuale e, di conseguenza, di evitare una riflessione interna seria e approfondita sulle prospettive di SSD, partendo da un esame attento di ciò che ha funzionato e non ha funzionato nella sua azione politica di questi anni.

Non intendiamo alimentare un “processo” verso chi attualmente detiene la responsabilità politica di SSD. Lungo il nostro percorso, infatti, abbiamo già accumulato troppe vittime a forza di voler individuare a tutti i costi un “colpevole”. Ciascuno di noi ha la propria parte di responsabilità se le cose non hanno girato nel verso giusto e perciò riteniamo sinceramente che non sia il caso di ricoprirci di accuse reciproche, di alimentare polemiche stancanti e di insistere con recriminazioni inutili.

Non ci interessa cominciare un nuovo conflitto da cui, comunque vada, ci debbono essere dei vincitori e degli sconfitti. No, non ci presteremo a questo gioco al massacro.

Desideriamo soltanto che tutti quanti maturino la sincera consapevolezza di quanto sia necessario ed urgente tornare a fare politica e a discutere di politica in SSD, nell’esclusivo interesse del paese e dell’area riformista che proprio al paese e ai suoi cittadini deve dare risposte e soluzioni concrete ai tanti problemi ancora oggi esistenti in termini economici, finanziari e sociali.

Chiediamo che all’interno del partito si riaffermino il primato della politica e della progettualità, la centralità del dialogo, del confronto e dell’ascolto, il rispetto delle posizioni differenti anche se minoritarie, la propensione allo studio, all’approfondimento, all’elaborazione e alla ponderazione, la capacità di sintesi intesa come valore aggiunto e non come compromesso al ribasso.

Abbiamo criticato il progetto di Libera per le modalità, le tempistiche e i contenuti con cui si è originato ed è stato portato avanti.

Modi, tempi e contenuti che, nonostante la condivisibile idea di base di aggregare l’area riformista, non hanno permesso a Libera – almeno dal nostro punto di vista – di diventare a tutti gli effetti un progetto inclusivo e capace di essere primario punto di riferimento per tutte le persone che avrebbero voluto votare per una formazione politica intermedia, una sorta di “terza via”, tra il conservatorismo della Dc e il populismo di Rete.

Vogliamo guardare al futuro con rinnovati entusiasmo e energia, e lo facciamo esprimendo una posizione chiara e inequivocabile.

Siamo sempre stati favorevoli a ristrutturare e a rafforzare l’area riformista promuovendo percorsi aggregativi innovativi e moderni, prendendo come punto di partenza l’eccellente rapporto tra SSD e C10.

Non abbiamo assolutamente cambiato idea e in questo senso siamo convintissimi che insieme a C10 vi siano le migliori condizioni per reimpostare un progetto politico e culturale che però, a differenza di ciò che sino ad ora è stato Libera, riesca a promuovere la coabitazione nella medesima organizzazione politica delle più importanti esperienze del riformismo sammarinese che ovviamente dovranno essere declinate in termini attuali, abbandonando definizioni e visioni che evidentemente sono state superate dalle vicende della storia.

Intendiamo lavorare per realizzare un sogno: costruire una casa comune che attraverso una proposta politica e una piattaforma programmatica e culturale all’avanguardia, sappia intercettare il consenso e conquistare la fiducia di quella consistente parte di cittadini che desidera fortemente un cambiamento robusto e puntuale ma al contempo ragionato e ragionevole, toni moderati e rassicuranti e atteggiamenti umili e rispettosi del prossimo e delle istituzioni. È partendo da queste valutazioni che riteniamo SSD, insieme a C10, debba ripartire con una vasta azione finalizzata ad allargare gli orizzonti del processo di aggregazione dell’area riformista e democratica, evitando di chiudersi nei limitatissimi confini odierni di Libera, che purtroppo invece verrebbero a blindarsi in modo definitivo se si partisse di fretta e furia con la fase costituente, tra l’altro senza una apparente motivazione politica visto che la legislatura è appena cominciata.

La fretta, se vogliamo anche comprensibile e giustificabile viste le dinamiche del finale della scorsa legislatura, ha partorito Libera, un progetto interessante ma anche incompleto e troppo fragile.

Rivolgiamo quindi un appello a tutta SSD: non ripetiamo gli stessi errori del recente passato.

Di fronte a noi non c’è solo una entusiasmante battaglia politica che deve riportare i riformisti ad essere protagonisti del governo del paese. C’è ancora di più, c’è una sfida intellettuale che deve ridare centralità nel dibattito pubblico ai nostri valori e ai nostri ideali e che deve farci riacquisire una egemonia culturale almeno su alcuni temi fondamentali, come la scuola, la cultura, l’ambiente, i diritti civili, la parità di genere, lo sviluppo sostenibile, il fisco inteso come strumento di equa redistribuzione del reddito, la certezza del diritto e l’efficienza del sistema giudiziario, la protezione sociale a supporto dei più deboli, le politiche a supporto della natalità, e tanto altro su cui si potrebbero congegnare iniziative davvero dense di significato e attorno alle quali coagulare l’impegno e la passione civile di cittadini, associazioni e organizzazioni di vario genere che in questo modo si potrebbero avvicinare con più facilità e maggior convinzione al nostro progetto.

Per vincere questa straordinaria sfida ci vuole tempo, e servono anche passione, impegno, competenza, generosità, altruismo e rispetto.

Ma soprattutto serve tornare alla vera politica, abbandonando una volta per tutte gli infantilismi, i personalismi e gli egoismi che fino ad ora hanno prodotto risultati davvero poco qualificanti, se non quello di aver emarginato una parte considerevole di compagni dai processi elaborativi e decisionali del partito.

Siamo certi che SSD e C10, con il confronto adeguato e le tempistiche necessarie, abbiano le carte in regola per essere i propulsori di questo percorso di elaborazione e concretizzazione di una proposta in grado di garantire unità politica, organizzativa e culturale, all’intera area riformista, dal centro democratico e liberale alla sinistra socialista e democratica, dal civismo riformista con cultura di governo ai movimenti ambientalisti.

È questo il messaggio accorato e sincero che con il presente comunicato stampa inviamo al gruppo dirigente di SSD, con la speranza che non venga liquidato come l’ennesima provocazione, quando invece si tratta di una nostra rinnovata disponibilità a lavorare insieme per un progetto che dovrà essere ancora più grande e ambizioso di Libera.

Ulteriori prove di forza sarebbero del tutto inaccettabili e metterebbero il gruppo dirigente di SSD di fronte alla gravissima responsabilità di aver provocato consapevolmente una ferita probabilmente insanabile e irreversibile.

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