Sviluppo economico: occorre fare ordine e rilanciare il paese

Durante la precedente legislatura, la maggioranza aveva deciso di prendersi la facoltà di modificare unilateralmente lo statuto sociale dell’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio attraverso lo strumento del decreto delegato: si è oggi pertanto reso necessario un nuovo intervento normativo al fine di ripristinare lo “stato di diritto”, che da sempre DOMANI – Motus Liberi indica come elemento essenziale per la ripresa economica del Paese.
Fabio Righi, quale Segretario di Stato all’Industria, Artigianato e Commercio, ha infatti portato a ratifica in Consiglio Grande e Generale, nella seduta della scorsa settimana, il Decreto Legge n. 20 del 3 febbraio 2020, “Interventi urgenti afferenti la legittima operatività della società per azioni a partecipazione mista pubblico/privato Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio”.
La Camera di Commercio è una società per azioni e, per legge, anche se si tratta di società di proprietà mista tra soggetti pubblici e soggetti privati, ogni modifica statutaria deve necessariamente essere deliberata dall’assemblea dei soci e non con atto legislativo calato d’imperio dall’alto. Una delle criticità della normativa elaborata dalla precedente maggioranza derivava, tra l’altro, dalla circostanza che fossero stati ridotti i quorum minimi per assumere deliberazioni, ciò a favore della quota di proprietà statale ed a discapito delle quote di proprietà privata di cui invece, nello spirito della normativa originale, si intendeva valorizzare la partecipazione.
Come anche sottolineato nell’intervento di uno dei Consiglieri di D-ML, Michela Pelliccioni, il vero problema sta nel fatto che i decreti emessi minavano i principi costituzionali cardine del nostro Paese. Se fosse passato, infatti, il concetto tale per cui nelle società di proprietà mista pubblico/privato il socio di maggioranza pubblico, sfruttando il proprio doppio ruolo (organo legislativo e socio di maggioranza), con strumento normativo, potesse all’improvviso modificare le regole e le condizioni gestendo in assoluta autonomia la società ed esautorando i soci privati del proprio potere di voto, chi in futuro si sarebbe reso disponibile alla costituzione di altra società a partecipazione mista nel nostro Paese?
Il settore pubblico si sta sempre più spostando, al fine di garantire una più efficiente ed efficace gestione delle proprie attività, verso una maggiore collaborazione con il settore privato e, se non si fosse intervenuti, del tutto compromesso se non azzerato sarebbe stato l’interesse di qualsiasi investitore, anche internazionale, nel contribuire allo sviluppo di progetti futuri, a seguito del venir meno delle garanzie previste per la tutela dei diritti fondamentali, tra i quali rientra anche quello di proprietà.
Un precedente pericolosissimo a cui D-ML ha posto rimedio in meno di un mese di Governo: solo agendo con tempestività e nel rispetto dei principi fondamentali del nostro sistema è possibile ricostruire, insieme, il nostro Domani.

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