E’ il momento di prepararsi a ripartire dando speranza a San marino

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Sono passati quasi due mesi da quando le nostre vite, la vita del nostro Paese e di gran parte dei Paesi del mondo, si sono trovate davanti al grave problema del COVID19, che ne ha cambiato completamente i ritmi, familiari, scolastici, lavorativi, fino a limitare la possibilità di manifestare l’affetto e la vicinanza nel momento più delicato della vita stessa: la morte.

In questi due ultimi mesi, infatti, molti dei nostri cari e dei nostri cittadini si sono spenti nelle corsie dell’ospedale, assistiti con profonda umanità del personale medico, ma senza poter ricevere l’ultimo abbraccio da parte di nessuno dei propri famigliari. Ad ognuno di essi, innanzitutto, va il nostro ricordo e la nostra preghiera.

Ci siamo trovati, come popolo, a dover far fronte ad un nemico sconosciuto, in un momento già molto difficile per il nostro Paese, e questo ci ha portato a cercare le migliori soluzioni possibili per indirizzare ogni risorsa disponibile al sostegno dello sforzo dei nostri medici, infermieri e di tutto il personale sanitario, che hanno messo veramente a rischio le proprie vite per salvare le nostre e quelle dei nostri familiari.

Una situazione che, come non accadeva forse dai tempi della seconda guerra mondiale, è stata capace di tirare fuori da ognuno di noi, da tutta la comunità sammarinese, quel sentimento di solidarietà e di condivisione, che sapevamo essere parte del nostro essere popolo.

Due mesi, in cui, pur dovendo “restare a casa”, il desiderio di libertà radicato nei nostri cuori, e nella nostra terra sin dalla sua origine, non si è mai spento. Anzi, siamo stati spinti a “riscoprire” il senso di questa libertà, spesso alienata dalle molteplici attività quotidiane, vivendo appieno gli affetti famigliari a volte trascurati o vissuti in maniera superficiale. Perché dove c’è libertà c’è vita vera.

E’ questo desiderio che dà ad ognuno di noi la spinta e la forza per ripartire, dando speranza al nostro Paese. E’ il momento di ripartire. Un po’ alla volta, con prudenza ed attenzione, ma RIPARTIRE. Ripartire tuttavia significa avviare una nuova fase in cui dobbiamo riorganizzare tutti in sicurezza, attuando protocolli per ogni settore prevedendo misure di protezione per chi lavora (distanziamenti, sanificazioni e controlli medici) e di sostegno per chi non lavora, nella consapevolezza che dovremmo convivere con questo virus e pertanto abituarci a un profondo cambiamento negli stili di vita e nei modelli organizzativi di lavoro.
Gli atti del Governo, dopo i decreti emessi in questi mesi che inevitabilmente ci hanno temporaneamente limitato per tutelarci, oggi – interpretando proprio questo desiderio di ripartire di noi cittadini, delle nostre imprese, dei nostri lavoratori, dei nostri giovani e bambini – sono orientati ad offrire spazi di riapertura, modalità e strumenti per riattivare i nostri ritmi di vita e, con essi, la nostra economia.

Proprio in questi giorni è al vaglio del Governo un nuovo Decreto che dovrebbe prevedere misure a sostegno delle famiglie e delle imprese che versano in gravi difficoltà finanziarie fino alla cessazione dell’emergenza sanitaria, attraverso finanziamenti garantiti dallo Stato; un’iniziativa fortemente sostenuta dalla maggioranza e dalla Democrazia Cristiana in particolare, da sempre attenta a dare risposte ai bisogni delle famiglie e delle imprese attraverso aiuti concreti.

Certo il problema della liquidità ed il reperimento delle risorse necessarie per affrontare adeguatamente l’emergenza è prioritario. A questo proposito il Governo sta percorrendo più strade, dalla Banca Europea per lo Sviluppo, alla Banca Centrale Europea, ai rapporti con l’Italia e con l’Europa, cercando in particolare di entrare attraverso l’Italia nei protocolli di quegli organismi europei con cui, non essendo San Marino paese membro, non può operare direttamente. Anche l’annuncio di risorse economiche che il Fondo Monetario Internazionale metterebbe a nostra disposizione ci da un pò di sollievo, utile a far fronte alle necessità e alle urgenze che l’emergenza sanitaria ha generato.

Auspichiamo, inoltre, che quanto prima vengano proposti altri interventi normativi per sostenere “concretamente” e non solo con buone intenzioni, coloro che si trovano maggiormente in condizioni di necessità e di precarietà economica e lavorativa.

Come Democrazia Cristiana, anche in questi mesi, pur lavorando nella discrezione e senza la ricerca di alcuna visibilità mediatica, abbiamo fatto il possibile per sostenere l’operato del Governo, delle realtà istituzionali e di tutti coloro che, pur nella precarietà dei mezzi e delle condizioni di questa pandemia, si sono spesi ogni giorno senza sosta e senza timore di trovarsi essi stessi nel numero dei “contagiati”.

Ad ognuno va, ancora, il nostro ringraziamento e la conferma del nostro impegno che continueremo a fare ogni giorno del nostro meglio per ripartire e dare speranza a San Marino.

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