RF: I decreti come i gufi

A quanto sembra ormai i decreti, che sono leggi dello Stato a tutti gli effetti, vengono partoriti dal nostro Governo soprattutto di notte. La mattina dopo, di buon ora, i cittadini Sammarinesi hanno il privilegio di scoprire che cosa il Governo ha combinato nel dormiveglia. Gli esiti, purtroppo, sono spesso stati non particolarmente incoraggianti.

Come tutti sanno, ma forse no, i decreti sono immediatamente esecutivi e vengono portati in Consiglio Grande e Generale solo in un secondo tempo per la ratifica.
Non essendovi confronto preventivo nella nostra sede legislativa, gli errori, mancanze, inesattezze e anche semplici refusi si scaricano direttamente sulle spalle dei cittadini. Eventualmente ci si mette una pezza dopo, come capita (e su questo il Governo ha dato prova di essere recidivo, dato il numero elevato di Errata Corrige fatte).

Abbiamo quindi avuto decreti varati nelle tenebre, immediatamente esecutivi fin dall’alba, con la raccomandazione ai cittadini di vegliare durante la notte per non farsi cogliere impreparati e magari rischiare delle sanzioni per non avere rispettato le norme.
È successo infatti che qualche attività economica, andata a dormire convinta di poter riaprire il giorno dopo, nella notte è diventata improvvisamente fuorilegge per effetto di qualche nuova disposizione.
Poi, com’è avvenuto veramente, il Governo corregge a distanza di poche ore 5 o 6 pagine di decreto (su 20 pagine complessive) il pomeriggio dopo la nottata.

Abbiamo visto decreti che da una parte prevedevano l’uso obbligatorio di maschere e guanti come dispositivi di protezione, dall’altra parte nello stesso decreto dicevano che non sono obbligatori.
A seguire, poi, una girandola di circolari per cercare di spiegare cosa effettivamente si voleva dire, con esiti sconfortanti.

Abbiamo avuto decreti che hanno vietato a molte aziende Sammarinesi di potere vendere merce online, a tutto vantaggio delle aziende al di la dei nostri confini.
Salvo poi cambiare idea a distanza di un mese e mezzo, introducendo però un’assurda burocrazia che aziende italiane e di altri Stati non hanno, e quindi aggiungendo danno a danno.

Abbiamo avuto decreti che trionfalmente propongono agli imprenditori in difficoltà di fare altri debiti con le banche, tramite procedure dall’esito incerto, cosi come contributi alle famiglie con reddito ridotto parametrati alle condizioni di povertà vera e propria, e quindi al momento, ma in futuro non si sa, accessibili a ben pochi.
Tutto questo dopo avere buttato letteralmente via quasi 2 mesi di tempo, prima di cercare seriamente quelle risorse finanziarie consistenti che ora ci servano con estrema urgenza.

Abbiamo visto molti imprenditori e cittadini costretti a rivolgersi direttamente alla Reggenza per richiamare l’attenzione a problemi non solo irrisolti ma nemmeno affrontati.

Nel frattempo tutto tace sulla fase2.
Non esiste la minima indicazione concreta data alle imprese e ai cittadini su come funzionerà la vita economica e sociale dal 5 Maggio in poi.

Il tema non è irrilevante visto che, soprattutto per le imprese, è necessario del tempo per organizzare le proprie attività, acquistare i dispositivi necessari (in un periodo di mancati incassi), rimodulare gli spazi interni, approcciarsi alla burocrazia che sarà creata, riorganizzare il lavoro dei propri dipendenti, ecc…

Mancano 5 giorni e ancora non si sa nulla, se non che ci sono interminabili riunioni in corso con le categorie economiche e i sindacati i cui esiti, purtroppo, arriveranno troppo tardi per riuscire a essere pronti per tempo.

Molti esponenti dell’attuale Governo hanno fatto, fino a poche mesi fa, innumerevoli prediche sull’abuso dei decreti, sulla mancanza di confronto e sui provvedimenti calati dall’alto sulla testa dei cittadini, salvo fare l’esatto contrario appena conquistato lo scranno.

Pazienza, la coerenza è purtroppo questa.
Poiché il Governo, nonostante la prova non particolarmente brillante fornita in questi due mesi, vuole continuare ad agire in beata solitudine almeno lo faccia di giorno.
Magari vi sarebbe un pizzico di lucidità in più e forse meno danni.

La notte lasciamola ai gufi.

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