Le considerazioni di Libera sull’ultimo decreto

DECRETO 78 DELUDENTE
Nei giorni scorsi avevamo chiesto protocolli chiari per le riaperture, di eliminare alcune contraddizioni e assurdità contenute nei Decreti precedenti e aiuti economici a famiglie e imprese.
Purtroppo alla lettura del Decreto 78, che tra l’altro non andrà in ratifica nel prossimo Consiglio costringendo il nostro Parlamento a ratificare decreti già in parte superati, notiamo che questi interventi non ci sono mentre proseguono gli slogan dei Segretari di Stato a cui però non seguono atti concreti.

NUOVI PROTOCOLLI MA NIENTE AIUTI PER LA SANIFICAZIONE
Sempre con ritardo vengono modificati, a due giorni dalle riaperture, nuovamente i protocolli di sicurezza per le attività, costringendo le stesse a doversi adeguare (fino a ieri era in vigore il Decreto 68 con disposizioni diverse) senza nessun tipo di supporto da parte del nostro Stato. Libera, in questo senso, ha proposto di concedere almeno credito di imposta per gli acquisti fatti per sanificazione e dispositivi di protezione.

CORRETTI ALCUNI ERRORI MA CI SONO GRAVI INCONGRUENZE
Siamo soddisfatti, invece, che siano stati corretti, dai precedenti interventi del Governo, alcuni errori incomprensibili concedendo per esempio ai parrucchieri di poter lavare i capelli alla ripresa dell’attività come sollevato anche da Libera nei giorni scorsi.
Rimangono però diverse incongruenze, in particolare viene dato il via libera alle strutture sanitarie e socio-sanitarie. Questo sta già generando malumore da parte di chi invece ha fatto tutto il possibile per essere in regola con i precedenti disposti normativi riaprendo in completa sicurezza, nonostante le difficoltà di gestione dell’ISS, che avevamo già evidenziato specialmente sui sierologici per queste strutture e per i liberi professionisti che lavorano in questo ambito.
Anche perché con l’articolo 9 chi vuole lavorare deve avere fatto giustamente l’esame sierologico ma viene disincentivato a farlo privatamente e deve aspettare invece quello dell’Iss con annessi e connessi.
Tra l’altro, sempre con questo articolo, di fatto si impedisce di fare il test a pagamento e si viola il principio dell’universalità di cura penalizzando chi risulta positivo al sierologico con tamponi molecolari a pagamento da parte dell’Iss.

LE PROPOSTE DI LIBERA: MA IL GOVERNO NON ASCOLTA
Inoltre ancora una volta, cosa che avviene invece in tutti gli altri Stati del mondo ad esclusione di San Marino, non sono stati disciplinati aiuti concreti ad imprese e famiglie, ad esclusione del reddito minimo reso pressoché inutilizzabile visti i paletti introdotti. Libera aveva proposto supporto sulla cassa integrazione, abbattimento dei contributi per l’anno in corso, misure specifiche per gli affitti, un piano dedicato per il settore turistico-commerciale e supporto per famiglie e persone senza reddito.
Ma il Governo non coinvolge e non ascolta.

CHIEDIAMO CHIARIMENTI SULLA MOBILITÀ DELLE PERSONE
Sul tema della mobilità transfrontaliera ci chiediamo, così come tanti nostri concittadini, se valga anche per San Marino il principio della reciprocità per quanto attiene agli spostamenti fuori territorio, e anche alla possibilità di fare acquisti per esempio, visto che in Italia da lunedì gli spostamenti dentro la Regione sono liberi da specifiche restrizioni compreso il nostro territorio.
Il nostro Governo, in questo senso, nel Decreto 78 non ha disposto modifiche rispetto ai precedenti interventi e non si è adeguato. Attendiamo speranzosi.

LIBERTÀ DI ESPRESSIONE A RISCHIO?
Infine l’articolo 4 ci lascia davvero molto perplessi e rischia di diventare molto pericoloso anche in prospettiva.
Infatti sancisce la proprietà dell’ISS di tutti i dati epidemiologici e della loro elaborazione e “per garantirne omogeneità e ufficialità”. Questo rischia di dare adito ad interpretazioni potenzialmente lesive della libertà di stampa, di espressione e di critica. Come già sostenuto dalla Consulta per l’Informazione, chiediamo di capire l’ambito applicativo della norma onde evitare spiacevolissime sorprese che sarebbero indegne per questo Governo, poco incline all’ascolto e alla critica.

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