Allarme CDLS: in autunno rischiamo nuova ondata di licenziamenti

“In autunno a San Marino c’è il rischio una nuova pandemia, non sanitaria ma di posti di lavoro. Un pericolo altissimo, tenuto conto che da marzo sono circa 8mila i lavoratori finiti in Cassa Integrazione”. E’ forte e chiaro l’allarme che il Segretario Generale della CDLS, Gianluca Montanari, lancia in vista della convocazione del consiglio confederale che dovrà decidere – tra gli altri punti all’ordine del giorno – anche l’eventuale slittamento del 16° Congresso Confederale previsto per il prossimo ottobre.

Le stime della Confederazione Sindacale Europea (CES) del resto sono ben note: la lunga paralisi economica provocata dal lockdown economico e sociale in Europa a causa del Covid19 provocherà 40 milioni di nuovi disoccupati.
“E’ chiaro che anche la nostra Repubblica – afferma il segretario Montanari – è estremamente vulnerabile ed esposta a questa ondata di licenziamenti, anche perché Il contagio del virus si è abbattuto su un Paese già messo a dura prova da un precario equilibrio del Bilancio pubblico e da forti criticità del comparto bancario e finanziario appesantito da una mole consistente di NPL”.

“Difficile fare previsioni per i prossimi mesi, ma visti i dati parziali sinora disponibili Lo scenario è molto preoccupante: in autunno rischiamo alcune migliaia di licenziamenti. La priorità è quindi quella di trovare le risorse necessarie per fronteggiare questa emergenza occupazionale, anche perché i recenti tagli alle retribuzioni, la riduzione degli ammortizzatori sociali e il prelievo alle pensioni diventano oggettivamente insopportabili se restano sacrifici a senso unico e, parallelamente, non si affianca un progetto concreto e sostenibile di rilancio dell’economia sammarinese”.

Per il Segretario della CDLS non ci sono scorciatoie: “Lo sforzo per arginare i costi sociali e far ripartire il Paese deve essere corale. Tutti i soggetti economici devono partecipare a questo progetto di rilancio e collaborare per uscire da questa emergenza. La soluzione della attuale crisi non può certamente passare attraverso l’ipotesi di qualsivoglia prelievo forzoso sui depositi bancari, sarà indispensabile che si attivino linee di credito tramite controparti Istituzionali ed Organismi internazionali per finanziare gli investimenti, il rilancio dell’economia e la riconversione economica dei comparti più critici; saranno necessari interventi concordati improntati ad equità e condivisione per affrontare le dinamiche e le criticità del Bilancio dello Stato. Serve un impegno deciso per porre le basi a un a seria lotta all’evasione fiscale, anche perché gli ultimi dati sulle dichiarazioni dei redditi pre-pandemia restano del tutto inverosimili, con l’80% delle imprese individuali che dichiarano meno di 30mila euro all’anno e il 50% delle società che dichiara di essere in perdita. Così come sul fronte bancario è ormai indispensabile affrontare senza pregiudizi quanto necessario a risolvere la complessa problematica di recupero degli NPL e, soprattutto, è necessario avviare e portare a compimento le azioni di responsabilità verso chi in questi anni ha bruciato centinaia di milioni”.

Il lockdown ha provocato una sospensione delle attività del Tribunale, riteniamo oggi più che mai indispensabile che si possano chiudere le innumerevoli indagini in corso, con il rinvio a giudizio dei responsabili dei dissesti bancari e finanziari che hanno affossato il Bilancio del Paese e che partano immediatamente i sequestri dei beni di proprietà dei rinviati a giudizio, attivando anche le necessarie rogatorie internazionali per recuperare quanto più possibile, a beneficio dello Stato e della collettività. Abbiamo atteso ormai troppo tempo, è giunto il momento dei fatti.

Apertissimo poi il tema del rilancio del sistema-banche: “Ancora non c’è – conclude Montanari- un’idea, un progetto che ridisegni un nuovo scenario interno, ma fortemente integrato e connesso con i circuiti internazionali, che consenta di uscire dalla logica dell’autosufficienza e dall’isolamento: il sistema bancario, su basi di rinnovata trasparenza ed efficienza, dovrà tornare a produrre risultati positivi che saranno indispensabili a garantire e sviluppare l’occupazione, la crescita economica ed a sostenere un debito pubblico che altrimenti rischiamo di lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti.”

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