USL e UCS: Perplessità e quesiti in merito alla nuova moneta virtuale

Per rilanciare il Paese, nel periodo post emergenza sanitaria occorre infondere fiducia nel sistema economico finanziario attraverso un piano complessivo di rilancio a partire dal sistema bancario, da una Riforma del mercato del lavoro, da un nuovo progetto di welfare ma anche, come da tempo richiesto, varando una norma sul controllo dei prezzi e dei servizi ed una norma sulla tutela del Consumo; rivedendo e ampliando la Smac Card, dando certezza del diritto alle persone, affinché i cittadini – consumatori possano di nuovo sentirsi “sicuri” ed essere motivati e disponibili a riavviare i consumi interni.

Abbiamo appreso con stupore dalla stampa, che è stato presentato dalla maggioranza un PdL che presto approderà in Consiglio Grande e Generale per l’istituzione a San Marino di una sorta di moneta elettronica (esattamente Certificato di Compensazione Fiscale) chiamata “Titano”, allo scopo di generare liquidità interna. Un “Titano” varrebbe un euro, sarebbe spendibile solo in Repubblica e verrebbe caricato sulla Smac Card per pagare la spesa o le tasse e questo dovrebbe incentivare le famiglie a spendere in territorio.

Da quanto si legge anche pensioni e stipendi a San Marino saranno obbligatoriamente pagati in “titani”, per una quota parte inferiore al 30%. Anche per questo motivo non condividiamo il metodo attuato visto che si innesta nella tematica delle retribuzioni e del potere di acquisto che deve essere oggetto di confronto con le parti sociali.
“Prendiamo atto della volontà di creare questa moneta virtuale, dichiara il Segretario Generale Giorgia Giacomini, ma riteniamo che tale sistema debba essere strutturato in modo appropriato e possa essere solo un piccolo tassello all’interno di macro soluzioni sistemiche e all’apertura, con massima urgenza, di linee di credito sostenibili. Riteniamo che un tale progetto richieda il giusto e doveroso confronto al fine di capire e valutare l’impatto che avrà sull’economia del paese.”

Unione Consumatori Sammarinesi ricorda, come già espresso innumerevoli volte che, lo strumento Smac al momento, non è fruibile ovunque come forma di pagamento: non tutti gli uffici statali ed esercizi commerciali l’accettano, come pure le Banche, perciò occorre in primis renderlo completamente e ovunque fruibile a prescindere dall’eventuale “Titano”.

In Sardegna, con il Sardex, cioè l’equivalente o il similare del Titano, a parte la benzina, farmaci ed energia elettrica, si può comprare tutto, sia beni che servizi. Quindi si possono pagare tasse, alberghi, dentisti, falegnami, elettricisti, meccanici, vestiti, mobili, ristoranti, cibo, bevande, sale congressi, corsi di lingua, consulenti di marketing, pubblicità sui giornali locali, e persino la connessione Internet.

Francesca Busignani, Presidente Unione Consumatori Sammarinesi, sottolinea come “non ci si possa esimere da un confronto su una tematica fortemente correlata alle pertinenze operative di UCS, per capire l’orientamento e le eventuali dinamiche d’utilizzo. Capiamo la volontà di creare un polmone interno di liquidità virtuale, ma riteniamo che debba prima avere le “fondamenta” e la corretta strutturazione per poter essere d’aiuto e non un flop. Sicuramente, questo eventuale aiuto virtuale, può essere compliance se strutturato nel modo appropriato, ad un ingresso di liquidità reale a tassi sostenibili, fondamentale per San Marino; ma tale iniezione di liquidità al contempo, non deve innescare situazioni capestro al ribasso per il tenore di vita dei nostri concittadini/consumatori, soprattutto sulla o nella gestione di alcune riforme fondamentali”.

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