ANIS esprime preoccupazione per il debito e la sostenibilità

Nella mattinata di mercoledì la Segreteria di Stato per le Finanze ha presentato il nuovo testo del progetto di legge sull’assestamento di bilancio, sul quale però vi è stato solo il tempo di svolgere alcune veloci considerazioni prima che il provvedimento fosse portato in seconda lettura in Consiglio Grande e Generale. Pur comprendendo che sono tanti i fronti che impegnano l’Esecutivo, il confronto rimane di assoluta importanza e va salvaguardato, soprattutto su interventi che riguardano il Bilancio dello Stato e a maggior ragione nella fase delicatissima che stiamo vivendo. In questo momento sono necessarie unità e condivisione, non interventi calati dall’alto.
Premesso ciò, il punto più significativo del provvedimento riguarda “l’acquisizione di risorse finanziarie nazionali o internazionali o emissione di titoli di debito pubblico” per il sostegno e il rilancio del sistema Paese. A tal proposito, c’è consapevolezza della necessità di una forte iniezione di liquidità, ancor più perché lo Stato, in questi ultimi anni, si è accollato il peso delle crisi bancarie anche per garantire i fondi pensione e i depositi, oltre a mantenere un sistema pubblico molto costoso. D’altro canto c’è molta preoccupazione per il notevole aumento del debito pubblico e soprattutto per la sua effettiva sostenibilità, in mancanza di un progetto organico e strategico nazionale che permetta di identificare e adottare interventi utili a innescare la ripresa economica e, allo stesso tempo, di realizzare rapidamente le necessarie riforme strutturali. Continuare a ritardare la realizzazione di un piano complessivo ci espone tutti a enormi rischi.
Accogliamo invece favorevolmente alcuni interventi di interesse per le imprese, anche rispondenti a nostre richieste, che sono stati intrapresi nel provvedimento di assestamento: il prelievo dalla Cassa di Compensazione per ripianare il disavanzo della gestione della Cassa Integrazione e Guadagni; la futura possibilità per le imprese industriali di rifornirsi di gas naturale in maniera diretta da fornitori esterni; la rivalutazione dei beni d’impresa entro il 31 ottobre; la sospensione per l’esercizio 2020 della disposizione dell’art. 14 L. 47/2006 che prevede l’obbligo di riduzione e ripianamento del capitale sociale; ulteriori norme di semplificazione burocratica dei procedimenti amministrativi della PA.
Positive anche la riduzione dell’imposta di registro al 2,5% – per incentivare la compravendita di beni immobili, in attesa dell’auspicata liberalizzazione del mercato verso acquirenti esteri – e l’intenzione di rimettere mano entro il 31 agosto al Testo unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie per risolvere le problematiche in essere.
In attesa di un concreto piano di rilancio per l’Edilizia, che costituisce un volano economico eccezionale, suscita perplessità l’azzeramento delle opere pubbliche per l’anno in corso, che invece avrebbero potuto portare ossigeno a un settore in crisi da ormai un decennio.
Infine spiace vedere ancora posticipato il confronto su alcuni temi di rilievo come la riforma delle imposte indirette e la riorganizzazione del sistema degli incentivi fiscali ad oggi previsti dalla normativa a favore degli operatori economici. Questo infatti, così come il passaggio alla fatturazione elettronica, poteva essere portato avanti anche in questi mesi. Auspichiamo dunque che venga impressa una accelerazione per arrivare, al più presto, a raggiungere i due obiettivi: il passaggio a un sistema IVA che darebbe slancio all’interscambio commerciale riequilibrando il gettito fiscale; un sistema di incentivi chiaro e fruibile per essere più competitivi e attrarre nuove imprese e investimenti.
Obiettivi da ricondurre, come già ampiamente spiegato, nel progetto complessivo di cui il Paese ha estremo bisogno per costruirsi un futuro.

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