Rf attacca Rete

Comprendiamo le difficoltà del movimento Rete, che ha impostato tutta la propria azione politica dicendo A ed ora, in posizioni di governo, sta facendo Z. E che, davanti al suo elettorato disorientato e deluso, non sa fare di meglio che continuare a dare la colpa al passato mistificando i dati e dimenticando, tra l’altro, le responsabilità del partito con cui è alleata.

Ricordiamo i dietrofront più significativi di questi primi mesi di legislatura:

– la nomina a colpi di maggioranza di organismi di garanzia come il Collegio Garante, tra l’altro proponendo persone appartenenti a Fondazioni un tempo criticate;
– il porta a porta dei rifiuti, prima difeso e oggi dimenticato;
– il tetto agli stipendi della Pa, prima voluto con un referendum e ora stracciato con un semplice articolo di legge;
– le delibere clientelari, con la nomina dei propri amici di partito in posizioni create ad hoc e retribuite;
– lo spoil system nelle nomine, studiato apposta per mettere le mani su tutti i Cda;
– ed infine il debito estero, prima demonizzato con tanto di raccolta firme ed ora ricercato e lodato come necessità.

Di queste virate a 180° risponderà Rete davanti ai suoi elettori. Ma nel fare questo non si possono dire sciocchezze.

Il debito pubblico della Repubblica di San Marino non arriva al 30% del Pil, uno dei livelli più bassi al mondo. Questo è un fatto, certificato e facilmente reperibile leggendosi qualunque bilancio dello Stato, che Rete dovrebbe conoscere.

Schizzerà, questo si, a quasi il 60% del Pil per effetto dell’indebitamento che Rete ha deciso di votare. Un indebitamento che, con tutta probabilità, sarà insostenibile per il Paese.

La scelta di andare sui mercati, infatti, comporterà di dovere pagare circa 75-80 milioni all’anno solo per coprire il debito pubblico (interessi + capitale), senza contare il deficit di bilancio (che potrebbe salire quest’anno almeno a 60 milioni, per effetto dell’assenza di interventi a sostegno dell’economia che il Governo di Rete ha posto in essere). Quindi il rischio che quel debito cresca a tassi vertiginosi nel corso dei prossimi anni, fino a portare il paese al default, è elevatissimo, e Rete ne sarà protagonista diretta.

È folle, solo per il gusto di voler criticare il Governo precedente, sparare cifre che incrementano il debito pubblico nel momento in cui ci si deve approcciare ai mercati finanziari (e quindi bisogna presentarsi coi conti più in ordine possibile): fuori ci guardano, anche se Rete non lo ha ancora capito.

È disonesto intellettualmente inserire, all’interno del debito pubblico, poste contabili che debito pubblico non sono, come i crediti d’imposta, concessi dai governi a trazione democristiana alle banche andate in difficoltà.

È scorretto tacere il fatto che nella passata legislatura, per la prima volta dopo tanto tempo, la spesa corrente non solo non è cresciuta ma è calata e che si è dovuto fare i conti coi disastri lasciati dal Governo precedente sul sistema bancario.

Rete deve cominciare a capire che adesso è al Governo e le cose che dice hanno un peso, non può più dire la prima cosa che le passa per la testa, senza controllare che sia vera.

Come quando certi suoi consiglieri dicono apertamente che questo Paese non rimborserà la quota capitale del debito: geniale, nel momento in cui bisogna trovare qualcuno che ci presti i soldi…

Invitiamo Rete ad essere più seria e a ragionare sulle cose che sta facendo e sulle responsabilità che si sta prendendo verso il Paese, senza dare sempre le colpe ad altri.

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