RF: la giustizia 2.0

Di notte succedono cose strane a Palazzo, soprattutto ora che i lavori istituzionali si svolgono nell’edificio in cui aveva sede un casinò.
Può accadere infatti che i numeri che escono alla roulette non siano quelli desiderati dai giocatori e i croupier si trovino imbarazzati a comunicare l’esito di una votazione andata decisamente storta.

Apprezziamo la calma olimpica del Segretario di Stato per la Giustizia nel commentare l’avvenuto, lanciando già il nuovo mantra “riprova sarai più fortunato”, spiegando come i lavori e il comma siano ancora aperti. Come a dire: “questa volta è andata così, la prossima vedremo”.
Così come appare pietoso il tentativo di mettere i cerotti a una colossale figuraccia che governo e maggioranza, forti di numeri enormi, hanno rimediato.

Non serve essere esperti di diritto per capire che qualcosa non funziona, che la fessura aperta fra i poteri dello Stato sta lentamente diventando una voragine, la quale può arrecare gravi danni al Paese e ai cittadini.

Sarebbe troppo semplice stigmatizzare i commenti di qualche giureconsulto prestato alla politica, simili a quelli di un ultras in curva durante un derby, che pare non riconoscere nemmeno la corte e i giudici del Foro presso cui svolge la sua professione.

Ci sono molte cose che non funzionano e che piano piano aumentano l’impressione, anche all’esterno della Repubblica, che piuttosto che riportare lo stato di diritto, che fino ad ora a San Marino non è mai mancato, si intenda applicare anche alla giustizia la regola dello spoil system, già legge da qualche settimana per gli enti pubblici.
Come se i magistrati dovessero essere intonati alla cravatta del governante del momento!

Repubblica Futura è molto preoccupata rispetto a quanto sta accadendo: intendiamo esprimere vicinanza al Dirigente del Tribunale, così come ai Magistrati, di fronte a questi tentativi maldestri e rozzi, al punto che ad ogni Consiglio Giudiziario plenario la maggioranza perde pezzi (Tamagnini e poi Belluzzi) e credibilità.

Riteniamo anche che le idee espresse liberamente dai consiglieri (di maggioranza e di opposizione) vadano sempre rispettate e che la libertà nell’esprimerle e nel portarle avanti non possa mai essere impedita.

È pericoloso minare i fondamenti dell’esercizio dell’amministrazione della giustizia in una fase molto complessa del Paese, con la Repubblica lanciata verso un’emissione obbligazionaria estera, e con processi molto complessi ancora in corso, riguardo ai quali pare proprio che qualche grande sponsor dell’attuale maggioranza abbia qualche conto da regolare con alcuni magistrati.

Su questo argomento bisogna prestare la massima attenzione, sollecitando anche gli Ecc.mi Capitani Reggenti, supremi garanti dell’ordinamento democratico, a vigilare affinché la divisione fra i poteri dello Stato sia mantenuta.

Vogliamo anche augurare al Segretario di Stato Ugolini buona fortuna.
Dopo la fuitina di Perugia, le dimissioni del collega Tamagnini, la lettera dei giuristi già membri del Collegio Garante, il diniego imposto ai Magistrati di potersi esprimere in Consiglio Giudiziario Ordinario, l’epilogo del Consiglio Giudiziario plenario…, le dimissioni di Belluzzi non sono un grande viatico per la giustizia 2.0 targata PDCS – RETE- NPR – Motus Liberi.

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