RF: buona la terza

L’esito del Consiglio Giudiziario Plenario di venerdì scorso chiude definitivamente la fase 1 del piano di maggioranza e governo teso a mettere le mani sul Tribunale.
Tre puntate per l’esecuzione del piano.
Prima puntata: tutti a casa, nessun ordine del giorno messo in votazione.
Seconda puntata: si sospende, si riprende, l’ordine del giorno non è approvato.
Terza e decisiva puntata: parere di un giurista, si vota -probabilmente in 11 su 23- e si riportano le lancette della storia indietro di tre anni.
Legalità riportata, vince lo stato di diritto, vendetta è fatta, l’onta della destituzione è lavata con un atto politico che grida vendetta e rimarrà negli annali. In più per finire un bel appello alla responsabilità, come negli autobus il cartellino “non parlate al conducente”.
Ma quale legalità vige da venerdì nella Repubblica di San Marino? Quella di un parere italiano? Quella di Valeria Pierfelici, di Massimo Ugolini? Non certo quella della maggioranza dei Giudici del Tribunale, la cui assenza dal Consiglio Giudiziario Plenario, si apprende, invece di essere letta come un impedimento a proseguire, è stata addirittura stigmatizzata, tanto un parere per dire che si può votare con qualunque composizione si trova sempre…
Cosa ne sarà ora di processi come il “Conto Mazzini”, quelli contro Valeria Pierfelici, quelli a carico della ex proprietà di Asset Banca… ? Forse bisognerebbe chiederlo a Gian Nicola Berti, il legale dei VIP, un po’ avvocato, un po’ consigliere un po’ libero pensatore, casualmente legale tanto di Valeria Pierfelici, quanto dell’ex politico della “terra da ceci in Tribunale”, che a quanto pare è bravissimo nel realizzare i desiderata dei propri assistiti, con buona pace di una maggioranza silente, pronta ad eseguire qualunque ordine.

La revoca dell’incarico di dirigente del Tribunale a Valeria Pierfelici, in passato, è stato un atto legale, supportato da ragioni granitiche, percepito però come atto di lesa maestà, dichiarazione di guerra, dalla quale partì una spirale di vendette e lotte culminate, venerdì scorso, in un fatto che avrà pesanti ripercussioni sullo stato della giustizia e del Paese.
Non è possibile che persone indagate, rinviate a giudizio o peggio già condannate in primo grado, organiche a questo governo, possano agire per ribaltare l’esito delle loro vicende giudiziarie facendo saltare il principio cardine che la giustizia è uguale per tutti.

Buona la terza, e dalla terza si parte adesso per terminare entro pochi mesi la pulizia etnica nel Tribunale, punire le onte subite, regolare i conti di chi è stato indagato.
Repubblica Futura esprime preoccupazione, indignazione, rispetto alla deriva del settore giustizia, già solo pensando, ad esempio, alla riunione delle commissioni antimafia San Marino-Italia a Roma di martedì prossimo.
Una deriva che probabilmente porterà a un colpo di spugna su indagini durate anni e con evidenze preoccupanti; indagini condotte da Magistrati un tempo osannati ed oggi insultati finanche dai microfoni del Consiglio Grande e Generale, magari sempre per bocca di un legale di qualche imputato.
Nel mainstream di questi mesi si è parlato solo delle vicende Asset Banca, titoli, e Banca CIS, come se fossero le stelle polari delle scelte nel settore della giustizia nella scorsa legislatura.
Governo e maggioranza non vogliono ricordare i contenuti delle relazioni sullo stato della giustizia, valutare i risultati del Tribunale, lasciare in autonomia ed in pace i Magistrati condurre il loro lavoro. Non vogliono vedere come grazie alla disponibilità del Professor Giovanni Guzzetta il settore giustizia si stava avviando a una normalizzazione chiudendo pagine poco edificanti della sua storia.
Da venerdì si torna indietro, si riparte dal tempo in cui si stava tutti bene, in cui la divisione dei poteri era una simpatica formuletta a cui aggiungere il nome Montesquieu per una simpatica citazione nei dibattiti politici sulla giustizia o in qualche invettiva social.
Repubblica Futura esprime di nuovo preoccupazione per quanto sta avvenendo, timore per le conseguenze di forzature politiche – istituzionali gravi, azioni che non possono trovare giustificazione e paravento in una maggioranza con una doppia faccia: dialogante nelle dichiarazioni, interventista e spregiudicata nei fatti.
È evidente a tutti che l’unico tema di unione della maggioranza è la giustizia e al terzo tentativo il risultato è raggiunto per passare alla fase due. In questo comprendiamo i legittimi appelli della Reggenza alla Responsabilità, che raccogliamo come sempre, ma la Responsabilità deve essere di tutti gli attori, e una decisione dell’organo di autogoverno della magistratura assunta senza l’opposizione e gran parte della componente togata pare proprio un pessimo viatico.

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