Magistratura e politica: va ristabilito al più presto l’equilibrio tra i poteri

RSM 17 settembre 2020 – La spaccatura all’interno della Magistratura e della politica rappresenta uno dei punti più critici per il paese, che va ad aggiungersi a problematiche pesantissime come il debito pubblico, il dissesto del sistema bancario, le conseguenze della pandemia sull’economia e l’occupazione.

Quanto successo nei mesi scorsi nel Consiglio Giudiziario Plenario, che ha assunto una decisione fondamentale a maggioranza con il voto dei membri non togati, ha rappresentato una invasione di campo della politica – e in particolare dell’Esecutivo – nel potere giudiziario, che dimostra chiaramente come a San Marino manchino la reale divisione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato, che è la condizione di base per qualsiasi sistema democratico.

Peraltro, tutto ciò è avvenuto nonostante il Governo e la maggioranza che lo sostiene dichiarano di apprestarsi a presentare una riforma dell’ordinamento giudiziario che dovrebbe eliminare o ridurre il peso della politica nell’organismo di rappresentanza e di garanzia dell’ordine giudiziario, anche al fine di uniformarsi alle raccomandazioni delle competenti Istituzioni internazionali.

La CSdL denuncia nuovamente questa importante falla nella democrazia sammarinese; una situazione istituzionale che ha delle ripercussioni molto pesanti anche a livello europeo e internazionale, perché un paese senza un corretto bilanciamento tra i poteri – esecutivo, legislativo e giudiziario – viene percepito come inaffidabile, non in grado di esercitare la giustizia e non capace di offrire garanzie minime, anche nei confronti di potenziali investitori esteri. La certezza del diritto è fondamentale per la credibilità internazionale del nostro paese, e rappresenta anche un elemento discriminante di appetibilità per attrarre investimenti esteri.

La Magistratura è bloccata da questa spaccatura fomentata dalla politica, che considera lo stesso sistema giudiziario un terreno di scontro tra le forze di maggioranza e quelle di opposizione.

Vista questa mancanza di certezza nell’esercizio della giustizia, rinnoviamo al paese il nostro interrogativo, ovvero come possiamo essere sicuri che i procedimenti giudiziari come il conto Mazzini (rispetto a cui, proprio pochi giorni, si è appresa la notizia che gli Avvocati difensori degli imputati hanno chiesto la nullità del processo di primo grado), i processi per corruzione e le azioni di responsabilità verso chi ha causato i dissesti delle banche giungano a sentenza definitiva e senza subire condizionamenti esterni. La società civile sammarinese chiede comunque che sia fatta verità e giustizia da parte del Tribunale sulle vicende che hanno portato il nostro paese alla crisi di sistema che tutti conosciamo.

Rinnoviamo a tutta la politica e in particolare al Governo l’appello a fare molti passi indietro e a non “cavalcare” le dinamiche e le divisioni all’interno della Magistratura, mettendo da parte gli interessi di parte per realizzare solo il bene del paese.

Occorre aprire quanto prima un confronto a tutto campo per trovare le soluzioni più efficaci per realizzare l’effettiva autonomia della Magistratura a San Marino, con tutte le sue peculiarità di piccolo Stato, affermando la certezza del diritto e creando le condizioni per giungere alla separazione e all’equilibrio tra i poteri dello Stato. Solo così la nostra antica Repubblica può ripristinare le basi istituzionali fondamentali della democrazia.

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