USL e UCS: “Titani”, la nuova moneta a cui ci dovremo abituare?

Presso la sala del Tiro a Volo si è tenuta la serata pubblica organizzata da Rete e dai proponenti sulla nuova “moneta”: i Titani, presenti USL e UCS che hanno colto l’occasione per rivolgere ai relatori diverse domande e interrogativi.
In primo luogo è stata rilevata una totale mancanza di confronto preventivo con le forze sociali sul pro-getto di Legge dei Certificati Credito Fiscale Sammarinese, progetto che segnerebbe, qualora portato a termine, un cambiamento piuttosto rilevante; ci ritroviamo infatti a ragionare su un testo già presentato in prima lettura in data 10 giugno 2020 e che tra l’altro porta con se diversi dubbi e perplessità.
Una delle perplessità di USL è legata all’aspetto fiscale dei CCFS: se è pur vero che con i CCFS lo Stato, in una fase iniziale, non contrae ulteriore debito pubblico, è altrettanto vero che al momento di incassare imposte e tasse lo Stato non riscuoterà esclusivamente euro ma, in parte, gli stessi “Titani” , creando di fatto un nuovo debito pubblico. La creazione di nuovo debito è quindi solo posticipata nel tempo.
Venendo al potenziale circuito di spesa interna i promotori asseriscono che i Titani verranno erogati a titolo “gratuito” sulla Smac Card, ciò non risponde del tutto al vero.
Nella serata è stato infatti più volte ribadito il cosiddetto principio di “addizionalità” che in sostanza si tradurrebbe nell’aggiungere una somma in CCFS agli stipendi/pensioni; invece nel progetto sammarinese si prevede di “sostituire” con i Titani gli euro per una quota parte fino al 30% eccedente i 1000 euro e solo in tale ipotesi è poi previsto un ”accredito” di ulteriori CCFS.
Facendo una proiezione pratica un lavoratore/pensionato/consumatore aderente ai CCFS che percepisce mediamente 1800 euro si vedrà quindi corrispondere 1560 in euro e 240 in “Titani” e otterrà, in supplemento, un quota aggiuntiva di CCFS; i CCFS verranno poi caricati virtualmente sulla Smac Card e saranno quindi spendibili solamente all’interno della Repubblica di San Marino.
Sul versante dei Consumatori, l’UCS ritiene che per rilanciare il Paese, occorre infondere fiducia nel sistema economico. È Indispensabile varare una norma sulla tutela del Consumo che vigili su prezzi e servizi, affinché i cittadini – consumatori possano di nuovo sentirsi “sicuri” ed essere motivati a spendere in Repubblica riavviando così i consumi interni; si deve rivedere e ampliare la Smac Card, a prescindere dai Titani, nella sua spendibilità.
Abbiamo appreso dalla stampa che il gruppo di lavoro sulla Smac è quasi al termine, ci auspichiamo che prima di qualsiasi variazione almeno qui ci sia un confronto preventivo.
Concludendo quindi da una prima analisi USL ed UCS ritengono che lo strumento dei CCFS non sia comunque risolutivo alle gravi problematiche economico finanziarie che stanno attraversando il Paese riservandosi, in ogni modo, di formulare un giudizio più approfondito a seguito dei doverosi confronti che speriamo i proponenti avvieranno a breve.

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